Nell’ambito del programma Motore Italia, Intesa Sanpaolo punta ad accelerare la transizione digitale delle PMI grazie al nuovo D-Loan, un finanziamento per stimolare gli investimenti delle PMI a favore dell’evoluzione digitale di relazioni e processi

produttivi, offrendo anche nuove soluzioni sul fronte del cyber risk e con partnership autorevoli. Sul fronte della transizione ecologica e sostenibile -  sempre nel quadro degli interventi previsti da Motore Italia e in una prospettiva di sviluppo attraverso il coinvolgimento delle Imprese Vincenti – ammontano ad oltre 2 miliardi di euro le erogazioni attivate da Intesa Sanpaolo attraverso gli S-Loan, che finanziano investimenti delle PMI in ottica ESG e di economia circolare. Il bilancio dell’edizione 2021 di Imprese Vincenti ha contribuito a mettere a fattor comune le componenti distintive di tutte quelle imprese che, in vari settori e con diverse storie d’impresa, riescono ad aumentare produttività o a rispondere alla crisi ed attuare strategie efficaci per lo sviluppo. Sono stati approfonditi i percorsi ‘vincenti’ e sono emersi processi di trasformazione guidati dalla logica del valore economico e di impatto dell’azienda. Una ‘cultura d’impresa’ già in sintonia con gran parte delle linee guida che oggi indirizzano gli obiettivi del PNRR e basata su scelte strategiche spesso attuate già prima della pandemia e risultate poi decisive alla flessibilità, continuità produttiva o alla capacità di ripartire delle aziende.  Grazie alla testimonianza di piccoli imprenditori e grandi aziende, è emerso il valore delle PMI in molte delle filiere produttive e dei distretti industriali e, nonostante il ricorrente tema delle difficoltà causate dall’emergenza Covid-19, ciascun imprenditore ha saputo far emergere con orgoglio il valore dell’azienda, capace di crescere, di mantenere posti di lavoro nonostante la crisi, di attuare trasformazioni digitali, organizzative e di business, di attivare soluzioni ad elevata sostenibilità sul piano economico-sociale e ambientale reagendo sia alla crisi economica che all’emergenza pandemica. Centrale il ruolo del capitale umano, che ha reagito con flessibilità alla situazione di emergenza sanitaria grazie a competenze digitali e conoscenze attivate attraverso percorsi formativi. Le analisi su questo campione di imprese hanno evidenziato come, in questi mesi, esse abbiano continuato a investire sulle direttrici fondamentali per la crescita delle imprese: sostenibilità, innovazione, economia circolare e finalità ESG, investimenti sul capitale umano, passaggio generazionale, internazionalizzazione, impatto sociale sul territorio e legame con le proprie filiere produttive di riferimento. Sono imprese che hanno lavorato sulle persone evidenziando come, nel momento della crisi, la formazione e i sistemi di welfare siano stati un fattore critico di successo per guardare oltre la fase della pandemia. Buona parte delle Imprese Vincenti 2021 hanno evidenziato la capacità di proseguire ad investire nonostante l’emergenza pandemica, con un riorientamento verso digitalizzazione e sostenibilità: dalle testimonianze di questi imprenditori è emerso come sia stato essenziale rivedere i propri programmi di investimento, guardare alle nuove tecnologie per aprirsi in maniera più competitiva ai mercati e aumentare l’efficienza dei processi produttivi. L’adozione di politiche di business orientate ai temi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance è stata percepita come opportunità per aumentare la propria competitività e investire nella creazione di valore di lungo periodo. Il legame con il proprio territorio di radicamento è un elemento che ha caratterizzato tutte le imprese incontrate nel digital tour: dalle sinergie di filiera alla distintività di distretto, le relazioni tra aziende e le  caratterizzazioni produttive locali hanno contribuito a generare stabilità e slancio alla ripartenza di gran parte delle produzioni, anche all’estero, evidenziando quella capacità tutta italiana di esportare le micro-eccellenze di qualità. L’agroalimentare è emerso come uno dei settori che ha meno risentito della crisi pandemica, esprimendo eccellenze anche per piccole e giovani imprese, due delle quali hanno ricevuto una menzione speciale. Vitale infine l’apporto delle imprese sociali, che rappresentano un fattore cruciale nell’integrazione tra profit e non profit e una leva per la creazione di benessere sociale per tutte le comunità.

Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo: “Questa edizione di Imprese Vincenti è quanto mai attuale perché ha reso tangibile il ruolo delle PMI come motore dell’economia in questa fase di rilancio del Paese. Se in Italia la ripresa è più veloce delle attese e superiore alla media dell’eurozona lo dobbiamo in gran parte alle PMI, che contraddistinguono la specificità del nostro sistema produttivo e che stanno dimostrando una grande capacità di competere anche a livello internazionale. Nel percorso sviluppato quest’anno, Imprese Vincenti ha messo in evidenza realtà che hanno saputo adattarsi e reagire alla situazione di crisi, che hanno sviluppato progetti in una prospettiva di medio periodo, che hanno investito sul proprio capitale umano o sulle tecnologie digitali, che hanno fatto proprio un nuovo approccio verso la transizione sostenibile o che hanno affrontato la crisi migliorando le proprie potenzialità attraverso piattaforme e sistemi informativi avanzati. Sono aziende che operano nelle filiere e nei distretti industriali locali, ad elevata specializzazione e spesso fortemente rappresentativi della qualità e dell’eccellenza del made in Italy”.”Oggi molte di loro - continua Barrese - sono qui a testimoniare questo impegno e questa volontà di essere vincenti in Italia e all’estero. Ma questo è solo un punto di partenza, la vera sfida è rendere la ripresa strutturale e diffusa. Tutte le categorie produttive devono ripensare i propri modelli di business, adattando l’offerta alle nuove richieste del mercato e riposizionandosi su nuove frontiere. Transizione tecnologica, digitalizzazione, partnership qualificate, internazionalizzazione, investimenti in formazione e capitale umano sono tra le principali sfide che l’Italia delle imprese e non solo è chiamata ad affrontare per rilanciare la propria struttura produttiva. Intesa Sanpaolo si è impegnata ad attivare, nell’arco del PNRR, erogazioni a medio lungo termine per oltre 410 miliardi di euro, di cui 270 per le imprese, al fine di accelerare, attraverso la mobilitazione degli investimenti privati, la digitalizzazione, i progetti infrastrutturali e ambientali, il rafforzamento del sistema sanitario, la ricerca e la coesione sociale”.