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Una piattaforma che educa il sistema immunitario del paziente a riconoscere il tumore al colonretto per studiarne i meccanismi di resistenza e diventarne predatore. Ecco il progetto di ricerca sul primo gradino del podio della prima edizione di Research to Care,

il premio a sostegno della ricerca scientifica indipendente italiana promosso da Sanofi Genzyme, divisione specialty care di Sanofi. A coordinare il team di ricerca al Comprehensive Cancer Center della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS è Carmine Carbone, biologo molecolare di origine beneventana prestato alla ricerca oncologica. A lui la giuria indipendente del Premio, presieduta dal Professor Bruno Dalla piccola, direttore scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ha assegnato oggi presso una sala del Senato della Repubblica il super premio di Research to Care. A lui e ad altri 4 progetti, vincitori perché risultati i più votati delle rispettive categorie di ricerca: l’onco-ematologia, l’immunologia, le malattie rare e la neurologia. Cinque quindi i progetti che si divideranno i 500 mila euro messi in palio quest’anno dal Bando. Non mancano le donne tra le eccellenze della ricerca premiate. Sempre nell’area dell’oncologia - la categoria che ha raccolto il numero maggiore di candidature, ben 98 sugli oltre 250 progetti candidati - il premio è andato infatti a Enrica Migliaccio, ricercatrice pugliese oggi al dipartimento di oncologia sperimentale dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano e al suo progetto che mira a generare modelli pre-clinici in vivo per studi di immuno-oncologia prendendo le mosse dal modello vivente dello Zebrafish, un pesce tropicale originario dell’Asia.

Per l’area immunologia, è stata premiata Francesca Santoni de Sio, torinese di nascita e milanese di adozione, oggi all’IRCCS Ospedale San Raffaele con il suo studio sul controllo epigenetico nell’artrite reumatoide e in altre malattie autoimmuni. Per le malattie rare, la milanese Alessandra Biffi, che dopo aver fatto ricerca nel mondo oggi dirige la Clinica di Oncoematologia Pediatrica dell’ospedale universitario di Padova. Qui porta avanti la sua ricerca che coniuga elementi innovativi sviluppati nel campo delle cellule staminali del sangue per una sperimentazione preclinica nella Gangliosidosi GM1 infantile, una rara malattia da accumulo lisosomiale, molto grave e degenerativa, per la quale, a oggi, non esiste una cura.

Infine, per l’area neurologia, Giovanni Ferrara, ricercatore biologo, piacentino di adozione e oggi di base a Genova, dove all’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, ha deciso di investigare sugli auto-anticorpi anti-NG2 come possibili biomarker per la progressione della sclerosi multipla.

Il valore della ricerca lo capisci quando guardi negli occhi un paziente. Oggi viviamo una vera e propria rivoluzione della ricerca medica in cui terapie sempre più mirate e personalizzate ci consentiranno di sfidare malattie considerate incurabili. Un grande onore e insieme una grande responsabilità che condividiamo con enti di ricerca, università, istituzioni. Con Research to Care abbiamo voluto premiare la ricerca italiana e indipendente e posso dirmi davvero soddisfatto dei progetti selezionati dalla giuria, tutti caratterizzati da un impatto diretto sulla salute e sulla qualità della vita delle persone”, ha commentato Enrico Piccinini, General Manager di Sanofi Genzyme.

IL PREMIO RESEARCH TO CARE. Si è chiusa con oltre 250 progetti candidati – 98 in area onco-ematologia, 62 nelle malattie rare, 53 in neurologia, 43 in immunologia – la prima edizione di Research to Care, il bando a sostegno della ricerca scientifica indipendente italiana promosso dalla direzione medica di Sanofi Genzyme, divisione specialty care di Sanofi.

Tra i progetti che hanno partecipato, presentati da ricercatori provenienti da Università, Ospedali, IRCCS, ed enti di ricerca pubblici o privati di tutta Italia, dopo un attento esame, una Giuria di esperti ha decretato 5 vincitori sulla base del punteggio finale, attribuito come da regolamento assegnando punti da 1 a 10 per ciascuno dei seguenti criteri: rilevanza scientifica e/o clinica, innovatività e originalità, fattibilità, potenziali trasferibilità dei risultati attesi nella pratica clinica e ricadute positive per il paziente, i caregiver e/o il sistema salute.

A disposizione 500.000 euro che finanzieranno i cinque premi di ricerca: quattro destinati ai progetti che hanno totalizzato i punteggi più alti nella rispettiva area (oncologia-ematologia, immunologia, malattie rare, neurologia – le aree di eccellenza di Sanofi Genzyme) e uno al miglior progetto in assoluto, ovvero quello che ha totalizzato il punteggio più alto tra tutti.