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Roche S.p.A. chiude il 2019 con un fatturato complessivo di 901 milioni di euro. Un risultato brillante per l’affiliata italiana che chiude l’anno con una crescita del +3,9% rispetto al 2018, nonostante la competizione dei biosimilari entrati da un paio d’anni

sia sul mercato dell’ematologia, sia dell’oncologia.

A trainare la crescita tutte le aree ad alto tasso di innovazione, a partire da l’onco-ematologia dove Roche si conferma leader di mercato, passando dall’ottima performance derivata da quattro importanti prodotti ad alto grado di innovazione lanciati nel 2018: Ocrevus che ha segnato l’importante ritorno di Roche nell’area delle neuroscienze con il primo farmaco indicato anche per la sclerosi multipla primariamente progressiva, Tecentriq ed Alecensa pensati per combattere alcune forme di tumore del polmone, Hemlibra protagonista di uno storico passo avanti per la comunità dell’emofilia, Gazyvaro che rappresenta una grande novità per i pazienti con linfoma follicolare, fino ad arrivare a una ricca e promettente pipeline di prodotti in grado di rispondere anche ai continui cambiamenti richiesti dal sistema.

La ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche mirate a migliorare e soddisfare le aspettative di salute dei pazienti e di chi se ne prende cura è un impegno costante per Roche. Lo conferma la quota di investimenti in ricerca clinica che sale a 45 milioni, rispetto ai 40 milioni investiti negli ultimi anni. Solo nel 2019, grazie alla collaborazione con oltre 190 centri di ricerca di eccellenza, Roche S.p.A. ha registrato 214 studi clinici, di cui hanno beneficiato 12.000 pazienti che hanno intrapreso un percorso di cure all’avanguardia senza alcun costo a carico delle famiglie o del Servizio Sanitario Nazionale. Tra le aree di maggior impegno si confermano l’oncologia, con ben 148 studi attivi, e le neuroscienze, con il coinvolgimento di quasi 1.000 pazienti e lo sviluppo di 23 studi clinici su 6 farmaci. Le malattie del sistema nervoso centrale – come l’Alzheimer, la SMA (Atrofia Muscolare Spinale) o l’Autismo – possono colpire le persone in ogni fase della vita e interferire in modo sostanziale con la loro capacità di condurre una vita soddisfacente e indipendente, causando grande stress al singolo ma anche alla famiglia che se ne prende cura, con un impatto importante sulla società in generale. Questi studi hanno l’obiettivo di intervenire precocemente su gravi disturbi neurologici con terapie personalizzate.

Sul fronte della sostenibilità del Sistema Salute, area in cui da oltre un decennio Roche è precursore, l’azienda ha confermato la propria attenzione alle risorse pubbliche, continuando a realizzare progettualità, sia a livello regionale, sia nazionale, volta a evitare gli sprechi e per l’ottimizzazione delle risorse stesse. Roche ha implementato un modello per la misurazione dell’impatto economico delle sperimentazioni cliniche, che evidenzia come evitare i costi per le procedure diagnostiche, dispositivi medici e farmaci. Si stima che grazie all’impegno in ricerca clinica, Roche contribuisca ogni anno a far risparmiare al Servizio Sanitario Nazionale circa 180 milioni di euro. L’attenzione, l’impegno e la collaborazione verso la sostenibilità del Sistema Sanitario è dimostrata anche dall’erogazione nel 2019 di oltre 30 milioni di euro attraverso meccanismi di rimborso condizionato e di oltre 46 milioni di euro a saldo del payback ospedaliero relativo al 2017.

Nel 2019 Roche Italia ha inoltre avviato una grande rivoluzione per tracciare un nuovo paradigma in termini di etica e trasparenza. Roche ha presentato un nuovo modello operativo studiato per superare il conflitto d’interessi ancora fonte di diffuso pregiudizio nel settore farmaceutico e trasformarlo in una comunione di interessi grazie al progetto La Roche che vorrei. Tre nuove modalità di interazione in grado di garantire una piena trasparenza nei rapporti tra industria, associazioni di pazienti, enti ospedalieri e operatori sanitari.

Sul tema open innovation, il 2019 ha visto la conclusione della prima edizione di Roche HealthBuilders, una call for ideas indirizzata a startup, enti di ricerca pubblici e privati ed esperti di comunicazione digitale (nazionali e internazionali) con l’obiettivo di sviluppare idee progettuali digitali volte alla risoluzione delle principali esigenze, problemi e sfide quotidiane dei pazienti nelle aree dell’Oncologia, Neuroscienze e Malattie Rare.