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Aumentare la produzione di albumina significa poter essere vicini ad un più alto numero di pazienti nel mondo affetti da varie patologie come l’insufficienza epatica, la sindrome nefritica, l’ipovolemia o difficoltà respiratorie. Essere vicini ad un più alto numero di pazienti nel mondo,

incrementando la produzione di albumina: questa la visione strategica di Takeda ed in particolare della Business Unit dedicata alla produzione di plasma derivati, che ha annunciato in questi giorni di voler investire nello stabilimento di Pisa circa 16 milioni di euro nei prossimi anni, per aggiornare la linea di produzione dell’albumina con una nuova tecnologia innovativa detta Isolator Technology.

La sfida è storica, sostenuta da importanti investimenti economici, a testimonianza di quanto Takeda creda nell’Italia e nello stabilimento toscano: elemento di fondamentale importanza visto che, nel contesto globalizzato, la competitività di una Nazione non si valuta solo dai beni che è capace di produrre ma anche dai capitali che è in grado di attrarre.

L’introduzione della nuova linea produttiva rappresenta un passo fondamentale per rendere ancora più all’avanguardia lo stabilimento di Pisa in termini di caratteristiche informatiche, impiantistiche e di digitalizzazione, in vista del forte aumento di domanda di farmaci plasmaderivati previsto in tutto il mondo che rispecchia la necessità di trattare un più alto numero di pazienti, non trattati o non diagnosticati. L’aumento di capacità produttiva avrà risvolti anche dal punto di vista occupazionale con un incremento che si stima in decine di nuovi ingressi e riguarderà sia personale specializzato che personale operativo.

Con oltre 30 anni di esperienza, lo stabilimento di Pisa impiega più di 150 persone ed è dedicato esclusivamente al trattamento di albumina umana, a seguito del frazionamento del plasma effettuato nel sito produttivo di Rieti. A Pisa vengono eseguite le fasi di riempimento asettico e ispezione visiva. Grazie al recente aumento dei Paesi raggiunti (completato con la Cina), Pisa è ora il principale fornitore di Albumina per i paesi RoW (Resto del mondo).

Inoltre da settembre 2020 lo stabilimento di Pisa, assieme a quello di Rieti, è fortemente coinvolto nel trasformare in farmaci salvavita tutto il plasma donato nelle strutture trasfusionali delle Regioni Toscana, Marche, Lazio, Campania, Molise e Ispettorato Generale della Sanità Militare, con l’ambizioso obiettivo di rendere l’Italia autosufficiente nella disponibilità di farmaci emoderivati.