Capo popolo o Grande Normalizzatore della Rivoluzione Borghese? Genio soltanto Militare o, anche e soprattutto, Statista e Visionario, Grande Profeta, Precursore dell’Idea Europea? Imperatore o Dittatore? Napoleone Bonaparte è un personaggio così poliedrico

da prestarsi a queste e altre interpretazioni. Una sua caratteristica, messa in luce sapientemente dal giornalista e consulente in comunicazione strategica d'impresa Roberto Race in "Napoleone il Comunicatore" (Egea Bocconi), è l’impareggiabile capacità di dialogare con l’opinione pubblica. Una categoria concettuale che nasce proprio con lui.

Napoleone il Comunicatore esce nelle principali librerie italiane ed è disponibile sul sito della casa editrice dell’Università Bocconi e sulle principali piattaforme internazionali in ebook. E nel 2016 il libro sulle doti comunicative del Bonaparte e sulla sua capacità di relazionarsi con i media uscirà anche in inglese e in francese.

 

Come un leader costruisce il consenso? Qual è il suo rapporto con i collaboratori? Come coniuga carisma e spirito di squadra? Come utilizza tempi e modi del comunicare per vincere battaglie militari e politiche? Come strumentalizza iconografia, immagine, messaggio culturale per accrescere il suo potere personale? Come eterna se stesso al di là della sconfitta sul campo, unico perdente della storia che riesce a trasmettere ai posteri il proprio racconto di vita, sottraendolo alle manipolazioni dei vincitori in nome di una verità anch’essa artificiosa, costruita a tavolino nel Memoriale di Las Cases?

 

"Il Napoleone che racconto in questo volume- dichiara Roberto Race- fa pensare a quei leader che sanno motivare e coinvolgere i loro collaboratori rendendoli partecipi delle sfide, che dovranno affrontare assieme.

Quello che per Napoleone è il campo di battaglia per l’imprenditore e il manager sono la fabbrica e il mercato, dove solo chi sa cosa vuol dire essere in prima linea può dare gli ordini ed essere ascoltato.

Un identikit classico di quello che consideriamo un imprenditore di successo.

Proprio come tanti leader, Napoleone sa che conta più essere autorevole che autoritario.

Napoleone, a modo suo e con tutte le contraddizioni e ambiguità con cui finisce per essere al tempo stesso «dittatore» e alfiere del nuovo diritto partorito dalla rivoluzione francese, è anche portatore di alcuni valori di cui si lamenta spesso la carenza nell’attuale classe dirigente e politico-istituzionale europea.

Napoleone- conclude Race- sa bene che «non si può guidare un popolo senza indicargli un futuro».

Credo che la rilettura di Napoleone sotto questi termini possa favorire la riscoperta di aspetti della sua figura di una modernità impressionante."

 

Race risponde a tutte queste domande in un lavoro suggestivo, di lettura gradevolissima, che evidenzia come la lezione di Napoleone, opportunamente adattata, possa ancora rappresentare un benchmark di assoluta qualità per costruire un percorso di leadership, in azienda come in politica e, più in generale, nella società. Ad arricchire il volume la prefazione dello storico Luigi Mascilli Migliorini, autore di una delle più importanti biografie sull’Imperatore, e la postfazione del guru delle relazioni pubbliche Mario Rodriguez.

rolfo e Buguggiate, vale il 16,67%. «Banca d’Italia ha richiesto per ogni istituto uno specifico CET1 –riferisce il direttore generale della BCC Luca Barni–. Per la nostra banca ha stabilito l’8,5%: noi quasi lo doppiamo, mentre la media del sistema bancario italiano vale il 12,1%. La nostra forte patrimonializzazione rappresenta un elemento di indubbia sicurezza per il risparmiatore».

 

Da ultimo la BCC di Busto Garolfo e Buguggiate, diversamente da tutte le altre banche, può contare sul fondo di garanzia per gli obbligazionisti che, in caso di bail in, copre un importo di 103mila euro e che, aggiungendosi al fondo di garanzia dei depositanti, arriva a coprire 206mila euro complessivi; il doppio, quindi, di quello che garantisce il resto del sistema bancario.