di Murat Salim Esenli ex Ambasciatore di Turchia in Italia

 

Nel 2019, la Turchia ha rag­giunto il 6° posto come destina­zione turistica mondiale e il 4°posto in Europa,

secondo i dati dell'Unwto. Tuttavia, di fronte alla pandemia, sia la Turchia che l'Italia hanno dovuto affrontare sfide simili in questo settore vita­le. Purtroppo, i flussi internazio­nali in Turchia hanno registrato un forte calo nei mesi di aprile,maggio e giugno, a causa di pan­demie e blocchi, seguito da una costante diminuzione fino a di­cembre 2020. Questo trend nega­tivo ha pesantemente colpito l'in­tero settore del turismo e le indu­strie collegate in linea con flussi internazionali mondiali. In totale, gli ingressi di turisti internazionali in Turchia nel2020 sono stati di circa 16 milio­ni. Le entrate del turismo sono state di 12,1 miliardi di dollari, con una spesa media pro capite di 762 dollari. Purtroppo, a causa delle limi­tazioni ai viaggi, circa solo73mila italiani, con un calo dell'80,74% rispetto al 2019,hanno visitato la Turchia. La Turchia ha implementato, sin dai primi mesi della pande­mia, un sistema di rilevamento del “Turismo Sicuro” applicato ai principali settori del turismo come hotel, ristoranti, villaggi turistici, bar, ecc. Per i turisti in­ternazionali è stato creato un si­stema assicurativo a copertura delle spese sanitarie e per la ge­stione del Covid-19 se contratto o manifestato in Turchia. Secondo le attuali misure sa­nitarie, (a febbraio 2021 ndr)  gli italiani, come le altre nazionalità, devono effettuare un tampone molecolare Pcr entro 72ore prima dell’entrata in Turchia.

 

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