Eni e Consorzio Italiano Biogas (CIB) hanno firmato presso la Raffineria Eni di Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia) un accordo volto a promuovere la produzione di biometano avanzato derivante da effluenti zootecnici, sottoprodotti dell’agro-industria

e colture di integrazione, e il suo utilizzo nel settore dei trasporti, nonché la creazione congiunta di nuove opportunità per le imprese socie del Consorzio attraverso l’avvio di iniziative imprenditoriali da sviluppare in partnership.

L’accordo, che si inquadra nell’ambito della promozione dei principi dell’economia circolare nella produzione energetica, è stato firmato da Giuseppe Ricci, Eni Chief Refining & Marketing Officer, e dal presidente del Consorzio Italiano Biogas, Piero Gattoni, alla presenza del Ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio.

In base all’intesa, la collaborazione tra Eni e il CIB si concretizzerà con l’istituzione di un tavolo di lavoro e di studio che si riunirà periodicamente per valutare e definire le modalità di interazione più efficienti e convenienti per le parti.

L’accordo prevede di approfondire con gli associati iniziative commerciali e industriali attraverso un sistema che, partendo dal biogas prodotto attualmente e già utilizzato per produrre energia elettrica e termica, lo raffini per renderlo utilizzabile come carburante per autotrazione, nella forma di gas compresso oppure di gas naturale liquefatto.

L’accordo, nel prevedere un quantitativo obiettivo di ritiro da parte di Eni di circa 200 milioni di metri cubi di biometano producibile dalle aziende consorziate CIB, rafforza e consolida l’utilizzo del metano generato e prodotto nei processi agricoli e zootecnici, con i vantaggi derivanti dalle minori emissioni in atmosfera e dal rafforzamento della competitività del settore primario.

Il biometano rappresenta una risorsa energetica utile, che si affianca all'utilizzo dei combustibili e dei carburanti di origine fossile contribuendo alla riduzione delle emissioni di gas serra e degli altri contaminanti, e costituisce inoltre un elemento di sviluppo economico e industriale sul territorio attraverso la valorizzazione delle filiere industriali e dei settori dell'agricoltura e dell'agroalimentare. Le agroenergie rappresentano una fonte fondamentale di integrazione al reddito delle imprese agricole, e puntare in questo senso sulla produzione di biocarburanti avanzati è un segnale di attenzione importante verso un settore che ha investito negli ultimi anni oltre 4 miliardi di euro e creato 12.000 posti di lavoro.

Questo accordo, che promuove la raffinazione del biogas a biometano in piena collaborazione e integrazione con le tante aziende agricole e zootecniche del Consorzio, rappresenta per Eni un ulteriore passo avanti nella produzione dei biocarburanti avanzati e si aggiunge alla filiera che ha avviato con la trasformazione delle bioraffinerie di Venezia e Gela.