Dopo la recente aggiudicazione dei diritti di esplorazione per il Blocco esplorativo 3, situato nell'offshore nord-occidentale di Abu Dhabi, il gruppo ha annunciato l'inizio della produzione di gas (insieme a SNOC - Sharjah National Oil Corporation) nel pozzo di Mahani,

situato in una delle tre aree esplorative (area B) onshore dell'Emirato di Sharjah. L'inizio della produzione e' stato raggiunto in meno di un anno dalla dichiarazione della presenza di gas nel giacimento e a distanza di 37 anni dalla prima scoperta di idrocarburi onshore nell'Emirato di Sharjah.

Malgrado le sfide legate alle limitazioni create dalla pandemia da Covid-19 con le conseguenti difficolta' di importare materie prime e le condizioni climatiche estreme durante l'estate, il pozzo e' stato reso operativo in un tempo record di otto mesi, grazie ad una accurata attivita' di progettazione avviata da ENI, unica impresa straniera partner dell'Emirato di Sharjah nell'esplorazione, ed alla consolidata esistente infrastruttura di Sharjah (SNOC).

Nonostante le grandi potenzialita', gli Emirati sono un importatore netto di gas naturale nell'ultimo decennio; in tale contesto, l'obiettivo strategico degli EAU e' raggiungere l'autosufficienza entro il 2030: in questa prospettiva riveste un ruolo di primo piano lo sviluppo e lo sfruttamento degli ampi giacimenti offshore di gas acido di Ghasha, Hail, Dalma, Nasr, Sarb e Mubarraz affidati in parte in concessione quarantennale ad ENI che continuera', quindi, a ricoprire un ruolo di primo piano nel portare a maggior valore le risorse gasiere del Paese. (Farnesina)