“Una mossa attesa - sul costo del denaro - e una sorprendente  sulle modalità d'intervento” - cosi va letta secondo Andrea Goldstein, managing director di Nomisma la decisione della BCE, che è anche un trionfo per Mario Draghi, sempre più convincente nel suo ruolo

di coordinatore della politica economica europea. “Infatti la BCE dimostra di aver colto in pieno il significato del G20 di Shanghai, l'invito cioè ad agire su tutte le leve in maniera decisa e coordinata. In Europa la politica monetaria sta facendo la sua parte, ma non può fare tutto: come Draghi ha ripetutamente sottolineato, è tempo di accelerare sugli altri fronti, politica fiscale e riforme strutturali. A livello globale, però, va cercato un meccanismo per evitare una pericolosa guerra delle valute. Non con una riedizione degli accordi del Plaza, ma con la cooperazione rinforzata in seno al Financial Stability Board” – conclude Goldstein.