Il Consiglio di Amministrazione di Azimut Holding SpA (AZM.IM) ha approvato il Progetto di Bilancio al 31 dicembre 2015 che ha evidenziati ricavi consolidati nel 2015 pari a € 707,6 milioni (rispetto a € 552,3 milioni nel 2014) Utile consolidato ante imposte nel 2015 pari a € 278,2 milioni (rispetto a € 184,8 milioni nel 2014)

 

Utile netto consolidato nel 2015 pari a € 247,4 milioni (rispetto a € 92,1 milioni nel 2014).

 

Il patrimonio totale a fine 2015 si attesta a € 36,7 miliardi comprensivo del risparmio amministrato e gestito da case terze direttamente collocato (€ 31,2 miliardi le masse gestite internamente).

La Posizione Finanziaria Netta consolidata a fine dicembre risultava positiva per € 336,3 milioni (e include l’impatto dei costi straordinari prevalentemente dovuti all’accordo con l’agenzia delle entrate), in aumento rispetto ai €312,4 milioni del 31 dicembre 2014 e in linea rispetto ai €339,6 milioni del 30 giugno 2015. Nel 2015 sono stati pagati dividendi ordinari per circa € 103 milioni e in data 30 giugno 2015 si è proceduto al rimborso delle rate del Senior Loan per un importo complessivo pari a 10 milioni di euro

 

Positiva l’attività di reclutamento di consulenti finanziari e private banker: nel 2015 il Gruppo e le sue divisioni hanno registrato 153 nuovi ingressi, portando il totale delle reti del Gruppo Azimut a fine dicembre a 1576 unità.

 

 

Il CdA ha deliberato di proporre all’Assemblea dei soci, la cui convocazione è prevista per il 28 aprile 2016, la distribuzione di un dividendo totale di ca. € 200 milioni (equivalente ad un payout del 80%) pari ad € 1,5 per azione ordinaria al lordo delle ritenute di legge (in aumento rispetto ai € 0,78 per azione del 2014), di cui € 0,5 per azione verrà corrisposto con pagamento a partire dal 25 maggio 2016, data stacco cedola 23 maggio 2016 e record date 24 maggio 2016, mentre il restante € 1,0 per azione verrà corrisposto entro 30 giorni dalla cancellazione del Gruppo Azimut dall’albo di SIM subordinatamente all’avvenuta cancellazione da parte di Banca d’Italia del Gruppo Azimut dall’albo di SIM (cfr. CS 19/03/2015)

 

Anche al fine di poter soddisfare l’aspettativa degli azionisti in tema di distribuzione di dividendi e più in generale sulla liberazione del patrimonio, il CdA ha deliberato di sentire l’assemblea degli azionisti in merito all’opportunità di un eventuale trasferimento della sede legale in un paese appartenente alla UE, e in particolare Regno Unito, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Austria, Germania, Malta. Oppure al di fuori della UE e in particolare in Svizzera.

 

Si anticipa, in proposito, che – qualora successivamente si addivenisse alla relativa deliberazione assembleare – dovrà essere proposta l’introduzione di un limite massimo al numero di azioni per le quali, complessivamente, i soci potranno esercitare il diritto di recesso, al fine di salvaguardare, e mantenere in conformità ai requisiti regolamentari, il patrimonio di vigilanza della Società e del Gruppo.

 

Il CdA ha inoltre deliberato di proporre all’assemblea dei soci la modifica dello statuto sociale per regolare le delibere assembleari in merito alle politiche di remunerazione.

 

L’utile netto della sola capogruppo Azimut Holding SpA è pari nel 2015 a € 156,8 milioni, in aumento rispetto ai € 136,5 milioni registrati nel 2014.

 

Pietro Giuliani, Presidente e CEO del Gruppo, sottolinea: “Siamo davvero orgogliosi dei risultati conseguiti nel 2015, il migliore anno della storia del Gruppo con i principali valori economico-finanziari e di raccolta che hanno superato i limiti stabiliti nel passato. Questo ci ha permesso di deliberare ca. 200 milioni di euro di dividendi ai nostri azionisti, pari ad un rendimento annuo del 8%. Un successo dovuto soprattutto alla nostra indipendenza e al nostro modello che, integrando gestione e distribuzione, è riuscito nonostante uno scenario mondiale complesso e volatile a rispondere con efficacia alla ricerca di rendimento della clientela e ad attrarre oltre 150 professionisti di talento. Nel corso del 2015 abbiamo inoltre rafforzato la nostra posizione internazionale e gettato le basi per importanti progetti a sostegno delle imprese italiane, come il fondo di private debt Antares AZ 1 e il fondo chiuso IPO Club, che rafforzano le iniziativa della piattaforma Libera Impresa.”.