CCIR

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Finnat Euramerica S.p.A. ha esaminato ed approvato il Bilancio Consolidato e quello separato relativi all’esercizio 2018 e redatti secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS.

Risultati consolidati 2018.  Il Margine d’Intermediazione è pari ad € 68,1 milioni da € 102,3 milioni al 31 dicembre 2017. Al netto di una rilevante plusvalenza, pari ad € 36,2 milioni realizzata dalla Banca nel precedente esercizio per la vendita di titoli azionari classificati nel portafoglio AFS, il margine d’intermediazione risulta in aumento di € 2 milioni (+3%). Tale incremento è attribuibile, principalmente, all’aumento del margine d’interesse (+39%) e alla crescita delle commissioni nette (+4%).

L’incremento delle Commissioni nette riflette, in particolare, il positivo andamento della gestione caratteristica della Banca grazie al contributo fornito dai servizi di collocamento titoli e consulenza alle società quotande, collocamento prodotti assicurativi, gestione e consulenza finanziaria.

Il Margine d’ interesse si attesta a € 12,5 milioni, in aumento di € 3,5 milioni rispetto al precedente esercizio; l’incremento per € 1,3 milioni è attribuibile alla crescita dei finanziamenti verso la clientela che, pur mantenendo un limitato profilo di rischio, in coerenza con le linee guida del Piano Industriale, sono aumentati da un saldo di € 312 milioni al 31 dicembre 2017 a € 374 milioni al 31 dicembre 2018; il margine sugli interessi da investimenti in titoli di Stato italiani, a fronte di raccolta in pronti contro termine, è, inoltre, aumentato di € 1,8 milioni anche grazie a operazioni concluse nel corso del quarto trimestre che hanno generato un margine di € 488 migliaia.

Le Rettifiche/riprese nette su rischio credito relative ad attività finanziarie valutate a costo ammortizzato sono pari a € 3,2 milioni contro le rettifiche di valore per deterioramento di crediti dell’analogo periodo del 2017 pari a € 2,3 milioni. Nella voce sono presenti gli effetti netti del periodo per l’impairment dei titoli presenti tra le attività finanziarie valutate a costo ammortizzato, pari a  € 1,3 milioni, in coerenza con quanto richiesto dal nuovo standard contabile IFRS9. Si rileva, inoltre, che le rettifiche su crediti verso la clientela, particolarmente conservative, hanno determinato un aumento del coverage delle posizioni deteriorate della Banca dal 54,6% al 31 dicembre 2017 al 56,1% al 31 dicembre 2018; tale valore, a livello consolidato, si attesta al 59,4%.

I costi operativi sono pari a € 51,4 milioni, in aumento di € 2,1 milioni rispetto a € 49,3 milioni al 31 dicembre 2017 (+4%). Sull’incremento della voce hanno inciso, principalmente, le spese del personale, pari a € 36,2 milioni, in aumento di € 1,5 milioni (+4%) attribuibili per € 1,2 milioni alla Banca anche per effetto di nuovi inserimenti, a fine 2017, nell’organico dei consulenti commerciali. Le altre voci dei

costi operativi, pari a € 15,2 milioni, si incrementano di € 655 migliaia rispetto al precedente esercizio (+4%); tale variazione tiene conto dell’incremento, per € 414 migliaia, del contributo addizionale richiesto dal Fondo Nazionale di Risoluzione.

L’onere per imposte del periodo è di € 4 milioni pari ad un tax rate del 32,6%.

La raccolta complessiva del Gruppo è pari a € 16,4 miliardi, in aumento di circa € 700 milioni rispetto a € 15,7 miliardi al 31 dicembre 2017. In particolare, per quanto concerne la Banca, si rileva che la raccolta indiretta, amministrata e gestita, è pari a € 6,2 miliardi mentre la raccolta diretta è pari a € 677 milioni, rispettivamente in aumento di € 612 milioni e di € 204 milioni rispetto alla fine dell’esercizio precedente. La nuova raccolta di qualità riferita alla clientela di Private Banking risulta pari a € 230 milioni ed è attribuibile non solo allo sviluppo realizzato dalla struttura commerciale esistente ma anche al contributo derivante dall’inserimento di nuovi consulenti avvenuto nel corso del quarto trimestre dell’anno 2017.