CCIR

Il Consiglio di Amministrazione di Servizi Italia – società quotata al segmento STAR di Borsa Italiana e leader nel mercato dell’outsourcing di servizi ospedalieri in Italia, Brasile, Turchia, India, Albania, Marocco e Singapore – ha approvato

la Relazione Finanziaria Semestrale al 30 giugno 2019.

Con decorrenza 1° gennaio 2019 il Gruppo ha applicato il nuovo principio contabile IFRS 16 “Leases”, che sostituisce il principio contabile IAS 17 e le relative interpretazioni. Il principio IFRS 16 implica il riconoscimento tra le attività immobilizzate dei diritti d’uso dei beni in affitto che ricadono nell’ambito di applicazione del principio e l’iscrizione tra le passività del relativo debito finanziario. Come consentito dalle regole di transizione, il Gruppo ha scelto di applicare l’IFRS 16 retrospettivamente, iscrivendo l’effetto cumulato derivante dall’applicazione del principio nel patrimonio netto al 1° gennaio 2019, pertanto senza andare a riesporre i dati comparativi. Laddove rilevanti, gli effetti derivanti dall’adozione del nuovo principio sono descritti nelle analisi comparative.

Nel corso dei primi sei mesi 2019, l’andamento della gestione ha evidenziato un incremento del fatturato consolidato del Gruppo Servizi Italia del 4,2% (+5,6% a parità di cambi) rispetto al bilancio intermedio chiuso al 30 giugno 2018, con ricavi delle vendite e delle prestazioni che ammontano complessivamente ad Euro 131,7 milioni.

In relazione alle tre linee di business del Gruppo si evidenzia quanto segue: I ricavi derivanti dai servizi di lavanolo, che in termini assoluti rappresentano il 73,9% dei ricavi del Gruppo, passano da Euro 91,5 milioni nei primi sei mesi del 2018 ad Euro 97,3 milioni, con un incremento del 6,4% principalmente dovuto all’acquisizione di Wash Service S.r.l. e del ramo d’azienda relativo a Lavanderia Bolognini M&S S.r.l. Al netto delle suddette variazioni, il fatturato del lavanolo risulta in aumento dello 0,7%.

I ricavi derivanti dai servizi di sterilizzazione biancheria (steril B), che in termini assoluti rappresentano l’8,0% dei ricavi del Gruppo, passano da Euro 11,4 milioni nei primi sei mesi del 2018 ad Euro 10,6 milioni, con una diminuzione del 7,6% dovuta alla cessione di alcuni contratti in Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna unitamente alla contrazione di alcune forniture verso l’estero.

I ricavi derivanti dai servizi di sterilizzazione di strumentario chirurgico (steril C), che in termini assoluti rappresentano il 18,1% dei ricavi del Gruppo, passano da Euro 23,5 milioni nei primi sei mesi del 2018 ad Euro 23,8 milioni, con un incremento dell’1,3%, determinato dall’entrata a regime di alcuni clienti.

Rispetto alla distribuzione geografica, i ricavi realizzati nei mercati esteri sono pari a Euro 19,4 milioni e coprono una quota del 14,7% del totale. Nonostante una differenza cambi negativa, i ricavi esteri sono stati caratterizzati da una crescita organica in valuta locale particolarmente positiva sia nell’area brasiliana (+12,1%) che in quella turca (+23,2%).

L’EBITDA consolidato è passato da Euro 33,9 milioni nei primi sei mesi del 2018 ad Euro 34,0 milioni, con un’incidenza sui ricavi del 25,9% (considerando l’effetto contabile relativo all’applicazione del nuovo IFRS16), in diminuzione rispetto al 26,8% del periodo precedente. Si segnala che nel periodo sono stati sostenuti costi di start-up superiori alle attese relativamente all’avvio delle attività di lavanolo nel settore alberghiero (dove è stato iniziato un percorso di diversificazione a partire da fine 2018). In tale ambito il Gruppo ha registrato in particolare un incremento dei costi del personale e della logistica (trasporti e affitto magazzini). Il costo del personale di struttura è cresciuto in linea con la necessità di sostenere gli obiettivi di sviluppo e consolidamento dei fatturati e dei risultati economici delle recenti acquisizioni e delle attività estere e delle strategie di crescita del Gruppo. Sono altresì da rilevare incrementi legati ai costi energetici, dove le tariffe gas hanno subito un aumento rispetto al primo semestre dell’anno precedente, in parte attenuate dalle attività di gestione degli acquisti di energia in termini di volumi, prezzi e durata delle forniture. Si evidenzia infine che l’EBITDA del primo semestre 2019 è stato gravato da costi one-off per circa 0,2 milioni relativi alle attività di ripristino dei sistemi e recupero dei dati conseguenti l’incidente informatico occorso nei primi mesi dell’anno 2019 che sono state completate entro maggio 2019.

Il risultato operativo (EBIT) è passato da Euro 8,9 milioni nel corso del primo semestre 2018 (7,0% rispetto al fatturato di periodo) ad Euro 6,2 milioni nel corso del medesimo periodo 2019 (4,7%, ovvero 5,8% a parità di cambio e perimetro), per effetto delle dinamiche già descritte a commento della variazione dell’EBITDA.

Il bilancio consolidato al 30 giugno 2019 chiude pertanto con un utile netto pari ad Euro 4,8 milioni, in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Euro 7,5 milioni).

L’Indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2019 è pari a Euro 130,4 milioni e tiene conto dell’applicazione del nuovo principio contabile IFRS 16, che ha determinato un incremento dell’indebitamento finanziario netto per Euro 35,6 milioni (all’1 gennaio 2019 e sempre tenendo in considerazione gli effetti di tale principio contabile l’Indebitamento finanziario netto era di Euro 115,9 milioni).