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Durante il periodo di recente crisi che ha investito indistintamente tutti i settori del mercato, il sistema bancario è stato in grado di fronteggiare l’emergenza. Le banche, infatti, hanno adottato rapidamente misure finalizzate a contenere il contagio non solo chiudendo filiali e uffici

, ma, soprattutto, implementando prodotti e servizi tramite i canali digitali e adottando in maniera molto rapida la soluzione dello smartworking. Queste misure, affiancate alla migliore situazione patrimoniale rispetto al 2008/09, hanno permesso la continuità di business, una sostanziale tenuta dell’ecosistema e l’erogazione dei servizi ai clienti. Nello stesso momento sono emersi limiti e difficoltà legati alla parziale innovazione del settore, che possono adesso essere affrontati con determinazione attraverso un’alleanza con dipendenti, clienti e attori dell’ecosistema i cui bisogni e priorità sono stati modificati dalla pandemia di COVID-19.

Guardando al mondo bancario italiano, emerge un quadro per cui, anche se il virus dovesse essere contenuto dalle misure attualmente in atto, difficilmente il 2020 potrà confermarsi agli stessi livelli del 2019. La situazione attuale sta avendo un impatto su diversi fronti quali:

Un’ulteriore riduzione del margine di interesse bancario (derivante dalla tradizionale attività di raccolta depositi e concessione prestiti) a causa di molteplici effetti quali, ad esempio, una minor domanda di credito, ulteriori misure di politica monetaria espansiva e le moratorie a sostegno di famiglie e imprese

Una riduzione dei ricavi legati alla gestione degli investimenti a causa del probabile ribilanciamento verso forme di investimento meno rischiose e a causa della riduzione delle commissioni di performance

La diminuzione dei servizi di pagamento dovuta al minor numero di transazioni.

Una maggiore difficoltà nel ridurre i costi fissi nel breve termine e un aumento della complessità nell' adeguare strutture di costo rigide.

Un aumento del Rischio Operativo (incluso cybersecurity) legato al repentino aumento dello smart working, dell'online banking e dei contactless payments.

Una crescita del Costo del Rischio e dei nuovi flussi di Credito Deteriorato, in particolare nel segmento PMI e sul business del Credito al Consumo; Una riduzione della relazione fisica con i clienti per effetto della minor affluenza in filiale.

In questo scenario, si prevede, per il 2020, un calo dei ricavi pari al -5/7%, una crescita delle rettifiche su Crediti del +40/50% e un conseguente impatto negativo sui profitti pre-tax del -50/60%.

Ciononostante, le banche possono rispondere a questo scenario avverso orientando i propri investimenti per accelerare sulla digital transformation e aumentando i ricavi posizionandosi come il partner di fiducia per le imprese e le persone.

Crescerà la migrazione sui canali digitali: secondo una ricerca di Accenture[2], infatti, il 10% degli italiani che prima dell’attuale emergenza preferiva svolgere le proprie operazioni esclusivamente all’interno delle filiali, passerà in futuro ai canali digitali. Le filiali stesse erogheranno, quindi, i servizi di consulenza online. Questo consentirà di portare a scala lo smart working, agevolando le richieste dei dipendenti e permettendo un risparmio dei costi di real estate.