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Il 2019 è stato un anno estremamente positivo per RifLine, società italiana di logistica internazionale, che ha chiuso il bilancio dello scorso anno con un utile di 1,3 milioni di euro, in crescita del 62% rispetto all’anno precedente, e una Posizione Finanziaria Netta

migliorata di oltre 3,1milioni di euro, passando da meno 4,8 milioni del 2018 a meno 1,7milioni di euro del 2019. Oltre a far registrare eccellenti performance economiche, Rif Line ha raggiunto importanti obbiettivi industriali, incrementando la presenza in alcuni mercati considerati particolarmente strategici per il settore, come la Cina, con il nuovo ufficio di Quingdao, e aprendo uffici in paesi del mondo in cui non era presente, come la Turchia, dove sono stati inaugurati gli uffici di Istanbul e Izmir.

In crescita anche il business del mercato Italia, dove l’azienda ha registrato un incremento del 2,4% per l’export, mantenendo sostanzialmente stabili le importazioni, dimostrando una robusta ripresa delle attività manifatturiere che hanno contribuito alla crescita del PIL.

Rif Line ha, dunque, rafforzato il suo approccio glocal – globale, con uffici in tutti i 5 continenti + locale, con un’approfondita conoscenza del mercato e delle dinamiche locali – che le ha permesso di offrire servizi sempre più targettizzati, ma che ha fatto sì che accusasse la crisi da covid19 già da gennaio 2020, con la chiusura degli uffici cinesi. La Cina ha visto una brutta battuta d’arresto economica, dopo anni in cui registrava un tasso del 6-8%. I servizi cinesi sono precipitati a livelli record a febbraio, le vendite di automobili hanno registrato un crollo dell’80% e le esportazioni sono scese del 17,2% a gennaio e febbraio.

Va forse peggio altrove, in zone come Europa e Giappone, già in recessione a causa della debole performance del quarto trimestre e della forte dipendenza dagli scambi. Previsioni non troppo rosee un po' ovunque, al punto da spingere il Fondo Monetario Internazionale a ipotizzare una decrescita economica globale del 4,2% nel 2020, che in Italia dovrebbe raggiungere il 9,1% nel 2020, seguita da un rimbalzo del 4,8% l’anno successivo, sufficiente a recuperare appena la metà dei livelli di reddito perduti in questi mesi. Si tratta di un calo mai visto prima, se si considera che nel 2009, dopo lo scoppio della crisi finanziaria globale, la perdita di Pil mondiale si era limitata allo 0,1%.