Il Consiglio di Amministrazione di Servizi Italia – società quotata al segmento STAR di Borsa Italiana e leader nel mercato dell’outsourcing di servizi ospedalieri in Italia, Brasile, Turchia, India, Albania, Marocco –

ha approvato il bilancio separato e consolidato al 31 dicembre 2020.

Il fatturato consolidato del Gruppo Servizi Italia si è attestato a Euro 240,2 milioni nel 2020 evidenziando un decremento del 8,5% rispetto all’esercizio 2019, con i seguenti andamenti settoriali:

La linea di business lavanolo – che rappresenta il 75,4% dei ricavi del Gruppo e comprende tutte le attività relative al lavaggio, noleggio, ritiro e ricondizionamento degli articoli tessili e di materasseria – ha registrato ricavi 2020 pari a  Euro 181,0 milioni (Euro 194,8 milioni nel 2019),  sostenuti dall’ottima crescita organica delle aree Brasile e Turchia, tuttavia compensata da una variazione cambiaria negativa (-5,4%) oltre che dalle acquisizioni effettuate nell’esercizio 2019 che contribuiscono per tutti i dodici mesi del 2020 (+1,6%).

La linea di business servizi di sterilizzazione biancheria – che rappresenta il 7,5% dei ricavi del Gruppo e comprende tutte le attività relative alla sterilizzazione dei set sterili e alla fornitura di monouso utilizzati negli interventi chirurgici per l’allestimento del campo operatorio e la vestizione dell’equipe medica – ha registrato ricavi 2020 pari a Euro 18,0 milioni, in diminuzione del 10,1% rispetto al risultato 2019 (Euro 20,0 milioni) a causa della cessazione di alcuni contratti relativi all’area Friuli Venezia Giulia e Lombardia e alla contrazione di alcune forniture verso l’estero unitamente alla riduzione dei volumi conseguentemente alla pandemia Covid-19. Da registrare sulla linea l’effetto positivo della crescita delle forniture di monouso.

La linea di business servizi di sterilizzazione dello strumentario chirurgico – che rappresenta il 17,1% dei ricavi del Gruppo e comprende tutte le attività relative al noleggio, sterilizzazione, ritiro e ricondizionamento dello strumentario chirurgico – ha conseguito ricavi 2020 pari a Euro 41,1 milioni, con un decremento del 13,5% rispetto a Euro 47,5 milioni del 2019 dovuto principalmente alla diminuzione degli interventi chirurgici connessa all’emergenza coronavirus, compensato positivamente da una progressiva ripresa nel terzo trimestre 2020 (+18,1%) e nel quarto trimestre (+10,5%) rispetto alla perdita registrata nel primo trimestre (-11,4%) e nel secondo trimestre 2020 (-19,2%).

Rispetto alla distribuzione geografica, i ricavi generati nei mercati esteri si attestano ad Euro 32,8 milioni (di cui Euro 25,8 milioni relativi all’area Brasile ed Euro 7,0 milioni relativi all’area Turchia) e coprono una quota del 13,7% del fatturato del Gruppo (15,2% nel 2019). Nel corso del 2020, i ricavi dell’area Brasile sono stati caratterizzati da una crescita organica in valuta locale particolarmente positiva (+7,8% rispetto al 2019), fortemente impattata da un effetto negativo di traduzione (-27,1%, per una variazione netta negativa dei ricavi nell’anno del 19,3%), dovuto al deprezzamento del Real Brasiliano rispetto all’Euro. Anche i ricavi dell’area Turchia sono stati caratterizzati da una crescita organica in valuta locale particolarmente positiva (+13,7%), a sua volta impattata da un effetto negativo di traduzione (-23,9%, per una variazione netta negativa dei ricavi nell’anno del 10,3%).

Il risultato operativo lordo (EBITDA) consolidato è passato da Euro 68,4 milioni del 2019 a Euro 57,9 milioni al 31 dicembre 2020. Nonostante la forte riduzione dei ricavi rispetto all’esercizio precedente (-8,5%), la riduzione dell’EBITDA margin è stata contenuta (-2,0%), passando dal 26,1% al 24,1% (24,5% a parità di cambio). Questo dato riflette le performance positive provenienti in particolare dalle aree Brasile e Turchia e le misure di contenimento dei costi operativi e di struttura. Si rileva una maggiore incidenza dei costi di materie prime rispetto al fatturato (+1,2%) prevalentemente legato all’acquisto e al consumo di dispositivi monouso e dispositivi di protezione individuale (DPI) legati all’emergenza Covid-19 e un incremento dell’incidenza dei costi per servizi (+0,9%) seppur in calo in valore assoluto del 5,8%, in particolare per un maggiore ricorso alla terziarizzazione dei servizi core quali lavanderie esterne e servizi di guardaroba a supporto dell’emergenza Covid-19. I costi del personale risultano in lieve calo in termini di incidenza sul fatturato (-0,1%), ma in calo, in valore assoluto, dell’8,8% rispetto all’anno precedente, in seguito a un minor ricorso a lavoro interinale e un maggiore utilizzo, a fronte dell’emergenza epidemiologica di ferie, permessi e CIG. Sui costi del periodo pesano inoltre elementi one-off pari a Euro 0,8 milioni tra cui incentivi all’esodo e stime inerenti i costi di smantellamento afferenti alla chiusura dello stabilimento di Podenzano. Si segnala inoltre il parziale rilascio del fondo relativo a contratti onerosi pari a Euro 1,6 milioni accantonato nell’esercizio 2019. Si confermano anche nel 2020 gli ottimi risultati di marginalità operativa a livello internazionale sia nell’area Brasile (EBITDA margin 33,3%), in incremento rispetto al dato relativo al 31 dicembre 2019 (32,7%) sia nell’area Turchia (EBITDA margin 30,3%).

Il risultato operativo consolidato (EBIT) è passato da Euro 13,9 milioni nel corso del 2019 (EBIT margin 5,3%) a Euro 3,9 milioni nel corso del medesimo periodo 2020 (EBIT margin 1,6% ovvero 2,0% a parità di cambio), principalmente per effetto delle dinamiche già descritte a commento della variazione di fatturato ed EBITDA. Sul risultato operativo si rilevano inoltre accantonamenti per Euro 0,1 milioni relativi alla svalutazione di beni afferenti lo stabilimento di Podenzano a fronte della programmata cessazione dell’attività presso il sito produttivo nonché accantonamenti per Euro 0,5 milioni in relazione all’adeguamento del fondo rischi per onerous contract in coerenza con quanto previsto dal principio contabile internazionale IAS 37.

La gestione finanziaria beneficia delle plusvalenze pari rispettivamente a: Euro 0,9 milioni a fronte della parziale cessione delle quote relative ad Asolo Hospital Service S.p.A. ed Euro 0,3 milioni a fronte della parziale cessione delle quote relative a Pro.ge.ni. S.p.A., nonché dei dividendi percepiti da altre imprese per complessivi Euro 0,8 milioni. Si registrano perdite su cambi pari a Euro 0,6 milioni principalmente relative al deprezzamento del Real brasiliano e della Lira Turca rispetto all’Euro. Si segnala inoltre che, sui risultati del 2020, ha inciso negativamente la valutazione secondo il metodo del patrimonio netto di alcune società a controllo congiunto, i cui risultati hanno risentito della crisi legata all’emergenza Covid-19 e delle elevate perdite su cambi a causa del deprezzamento delle valute di riferimento (in particolare Lek albanese e Rupia indiana) rispetto all’Euro.

Le imposte di periodo sono positive per Euro 1,8 milioni, a fronte principalmente dell’iscrizione a conto economico di imposte anticipate sulla perdita fiscale di periodo generata da Servizi Italia S.p.A. per l’effetto cumulativo dei benefici fiscali derivanti, nell’area italiana, dalla deduzione dal reddito d’impresa dei cosiddetti “super e iperammortamenti” sugli investimenti effettuati negli esercizi precedenti, come previsto dalla Legge di Bilancio 2017 (L. 232/2016).

Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2020 del Gruppo Servizi Italia chiude con utile netto pari a Euro 2,9 milioni, rispetto a un utile netto pari a Euro 9,5 milioni dell’esercizio precedente.

La variazione dell’indebitamento finanziario netto, che passa da Euro 127,4 milioni al 31 dicembre 2019 a Euro 129,6 milioni al 31 dicembre 2020 include, tra l’altro, l’erogazione di dividendi da parte della Capogruppo per Euro 4,3 milioni nonché l’esborso relativo all’acquisizione delle quote di minoranza delle società brasiliane Maxlav Lavanderia Especializada S.A. e Vida Lavanderia Especializada S.A per Euro 3,5 milioni.