Il mese si rivela discreto per quanto riguarda gli asset azionari, mentre sulla componente obbligazionaria di portafoglio pesano perdite diffuse – sostiene Monica Zerbinati, analista finanziario di Fida-.Quasi il 60% delle categorie azionarie a specializzazione geografica è in attivo

(a febbraio erano il 15% e a gennaio l'11%). Il rendimento medio è di circa un punto percentuale, con una dispersione dei rendimenti stabile attorno al 4%. In testa troviamo il Brasile (+17%), che trascina l'America Latina (+13%), e l'Australia (+11%). Tra le specializzazioni settoriali troviamo i rendimenti record dei metalli e minerali, sia preziosi (+9%) che industriali (+11%), delle risorse naturali e degli energetici (+10% entrambi). Per i prodotti obbligazionari invece in quadro è complessivamente negativo, ma in lieve miglioramento rispetto a febbraio: salgono al 24% le categorie in attivo, contro l'8% precedente, con un rendimento medio che però è ancora negativo. Tra i relativamente pochi comparti in allungo figurano principalmente prodotti focalizzati sul debito dell'America Latina e, ancora una volta, quelli con politiche che traggono vantaggio dall'inflazione.”