Negli Usa i dati sull'occupazione di giugno fanno aumentare le possibilità di una Fed molto aggressiva per frenare l'inflazione; ormai restano da recuperare 524.000 posti di lavoro, ovvero lo 0,3%, rispetto al febbraio 2020, prima dell'inizio della pandemia. I verbali dell'ultima riunione

della Fed hanno mostrato l'intenzione dei banchieri di procedere con un aumento dei tassi d'interesse di 50 o 75 punti base alla riunione prevista alla fine del mese. John Williams, presidente della Fed di New York, ha ricordato che l'inflazione alle stelle è il maggior rischio per l'economia statunitense. Molti analisti, però, temono che un'azione troppo aggressiva della Fed contro l'inflazione possa provocare una recessione. In recupero i listini azionari dopo la recente debolezza, a Wall Street gli indici Dow Jones e S&P 500 hanno archiviato la miglior striscia da marzo, mentre per il Nasdaq la migliore dallo scorso novembre.

I titoli di Stato sono richiesti come bene rifugio, ma i punti interrogativi sul futuro sostegno della Bce attraverso uno strumento anti-frammentazione, soprattutto per i Paesi della periferia, sono ancora molto grandi e rendono nervosi gli investitori. Detto questo, la Bce non ha altra scelta se non quella di portare i tassi di interesse verso un livello considerato neutrale, e il mercato ritiene che lo fará anche se la Russia dovesse tagliare completamente le forniture di gas all'Europa, uno scenario che gli esperti considerano un rischio di coda. Lo spread Btp/Bund resta appena sotto quota 200 punti base con la Bce che, secondo indiscrezioni di stampa, avrebbe giá deciso il nome del meccanismo antiframmentazione che si chiamerà Transmission Protection Mechanism, ma non è certo che lo strumento sia pronto ed operativo per la riunione del 21 luglio.

Il dollaro è stato vicino alla parità contro Euro e staziona sui massimi di 20 anni contro la moneta unica, spinto dal sentiment di avversione poiché le prospettive economiche globali sembrano deteriorarsi. Alcuni analisti però ritengono che questa forza sia ormai prossima al picco perché l'inasprimento della Fed è ormai completamente prezzato dai mercati. La divisa comune europea ha perso il 4,3% nell'ultimo mese contro il dollaro e il 14,5% durante l'ultimo anno. Settimana di cali per il petrolio con il Wti sceso anche sotto i 100 dollari. ll tasso di inflazione in Turchia è salito al 78,6% a giugno, il livello più alto degli ultimi 24 anni.