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Per molti Italiani la scelta della banca di fiducia risulta una decisione difficile, soprattutto nel cambiare istituto. Tendenzialmente, infatti, si vuole rimanere fedeli alla banca in cui si è aperto il primo conto corrente. Nonostante ciò, è importante che le banche creino un rapporto di fidelizzazione

solido con i clienti, comunicando e offrendo un’ampia gamma di prodotti e servizi nella maniera più trasparente. I dati dimostrano che mantenere un conto aperto per molti anni con la stessa banca non è per niente conveniente. Dall’indagine annuale di Banca d’Italia pubblicata a inizio gennaio, emerge che i conti aperti da più di 10 anni costano più del doppio di quelli aperti nell’ultimo anno. Nell’annuale indagine statistica Altroconsumo ha esaminato il grado di soddisfazione dei correntisti rispetto al servizio offerto dalla propria banca, affidandosi a 34.135 valutazioni dei soci. Inoltre, al fine di orientare i consumatori tra i costi, l’Organizzazione ha provveduto ad analizzare i foglietti FID (Fee information document - il documento informativo sulle spese) di 19 grandi banche scelte tra gli operatori tradizionali e quelli online, confrontando gli Icc (Indicatori di costo complessivo) per tre profili tipo tra i sei individuati dalla Banca d’Italia: giovani, famiglie con operatività media e pensionati con operatività media.

Tramite un questionario è stato misurato non solo il livello di soddisfazione generale, ma anche gli eventuali costi e commissioni extra, la trasparenza del servizio e i criteri di home banking. Dai risultati emerge che non primeggiano le banche tradizionali più diffuse sul territorio con le loro agenzie (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Bnl, Bper), al contrario in vetta alla classifica si trovano Fineco e Banca Popolare Etica. Seguono Illimity Bank e Widiba, entrambe innovative e soddisfacenti per quanto riguarda costi e commissioni. Tutte guadagnano un punteggio superiore a 75 nella classifica, nonché il sigillo di “Banca consigliabile”.

Dall’analisi dei foglietti FID emerge che i conti correnti costano in media il 2% in più dell’anno scorso. A subire gli aumenti più consistenti sono pensionati (+5%) e famiglie (+4%) sia quando le operazioni sono fatte che online che allo sportello. Viceversa, sembrano diminuire i costi per i giovani, sempre più agevolati nell’apertura di un conto corrente attraverso offerte appetibili, al fine di rendere anch’essi fidelizzati nel lungo periodo. I risultati riportati nella seguente tabella (rilevazione di maggio 2022) evidenziano la differenza sostanziale tra i conti correnti tradizionali e quelli online – i conti con operazioni allo sportello risultano più alti in media del 36% rispetto a quelli online – rivelando che le banche più care siano in realtà quelle più diffuse sul territorio, come ad esempio Intesa Sanpaolo XME Conto (195,20 euro allo sportello e 180,40 euro online). Al contrario, Banca Sistema SI Conto!Corrente in cima alla classifica costa solo 28 euro allo sportello e 20 euro online. Dai risultati si evince quindi che se non si sceglie il conto giusto si possono spendere anche quasi dieci volte tanto. A tal proposito, Altroconsumo mette a disposizione un servizio di comparazione online, che consente di individuare il conto più conveniente considerando il profilo di utilizzo dei consumatori.

Sono numerosi i cambiamenti nel settore bancario avvenuti negli ultimi anni, molti istituti storici sono stati fusi in altre banche. In questo caso, i rapporti di conto corrente vengono ceduti direttamente alla nuova banca, senza necessariamente variare le condizioni del correntista. In caso contrario, è possibile modificare le condizioni, purché ci sia un preavviso di almeno 60 giorni e dei motivi validi. Un esempio è l’iter di fusione tra Credito Valtellinese e Crédit Agricole Italia, che purtroppo ha causato una serie di problemi di pagamento, transizione e funzionamento dell’app. In queste circostanze, i clienti insoddisfatti possono fare reclamo a Crédit Agricole, la quale dovrà rispondere entro 15 giorni lavorativi. Se così non fosse, è possibile rivolgersi anche in questo caso all’Arbitro bancario e finanziario. Queste fusioni hanno quindi modificato le dinamiche di mercato, spesso a scapito dei clienti, che hanno visto ridursi il numero delle banche e quindi diminuire l’offerta di prodo-tto. Un altro snodo importante per il sistema bancario, che è attualmente all’analisi dell’Antritrust, riguarda la commissione per il prelievo contanti dallo sportello atm. Bancomat Spa, la società che gestisce il circuito degli atm, gli sportelli automatici per il prelievo. ha presentato una proposta che prevede che ogni banca proprietaria dell’atm decida in autonomia quanto addebitare per ogni prelievo (con un massimo di 1,50 euro), annullando l’a¬ttuale commissione interbancaria di 0,49 euro. In questo modo però non viene favorita la concorrenza, andando a penalizzare le banche piccole e quelle online che hanno meno sportelli sul territorio.