Ep Produzione ha pubblicato il suo quinto Bilancio di Sostenibilità, la rendicontazione trasparente delle attività che racconta l’impegno della Società nel sostenere la transizione energetica del Paese e per migliorare la performance in ambito ambientale, sociale ed economico durante un anno segnato da eventi

senza precedenti che si stanno rivelando una grande sfida per i sistemi socio-economici globali. Il documento quest’anno si intitola “Nuove Capacità”: non solo relative ai nuovi impianti di generazione elettrica in sviluppo ma anche alle competenze necessarie per la transizione energetica. Graficamente, il concetto è rappresentato dal simbolo della resistenza elettrica variabile, che ben rappresenta la capacità di adattamento ai cambiamenti e alle nuove sfide. Il Bilancio è stato redatto volontariamente, in anticipo rispetto alla normativa attesa sulla rendicontazione non finanziaria, e in accordo ai GRI Standards, i più diffusi indici di rendicontazione di sostenibilità a livello internazionale.

Nel 2021 Ep Produzione, attraverso le sei Centrali termoelettriche - Fiume Santo (Ss), Livorno Ferraris (Vc), Ostiglia (Mn), Tavazzano e Montanaso (LO), Trapani e Scandale2 (Kr) - si è confermato 5° produttore di energia a livello nazionale, con 17,3 TWh generati complessivamente. Impianti efficienti, flessibili e programmabili che assicurano l’adeguatezza e la sicurezza del sistema elettrico del Paese nel percorso di transizione energetica e decarbonizzazione.

Il valore economico generato, quale contributo al tessuto socio-economico, è stato pari a circa 2,6 miliardi di euro, di cui il 73% distribuito ai fornitori. Nel corso dell’anno sono stati versati oltre 57,7 milioni di euro sotto forma di gettito fiscale, contributi e canoni. Di questi, il 23% è stato erogato a beneficio delle P.A. locali. Nel 2021 il contributo di Ep Produzione allo sviluppo e alla crescita dei territori in cui opera, comincia dalle relazioni con le imprese locali. I fornitori attivi di EP Produzione sono stati 1.156 e l’azienda ha stipulato con loro contratti per oltre 139 milioni di euro, escludendo il costo sostenuto per il combustibile. Più del 37% di questo valore è rimasto sul territorio grazie alla collaborazione con ditte e professionisti locali, e sommando le spese connesse alla permanenza dei lavoratori di ditte terze sul territorio, l’indotto totale generato dalle ditte appaltatrici è di circa 57 milioni di euro. Riguardo alla sicurezza sul luogo di lavoro, a fronte di più di 2 milioni di ore lavorate nel 2021, si sono registrati solo tre infortuni di gravità minore ma mai sottovalutati, che spingono l’azienda a impegnarsi ancora di più verso l’obiettivo “Zero infortuni”, già conseguito nel 2019. Per il secondo anno, la pandemia ha rappresentato per la salute delle persone una sfida senza precedenti, a cui l’azienda ha risposto prontamente con interventi volti a fronteggiare l’emergenza sanitaria tra cui piani di screening con tamponi molecolari in collaborazione con le strutture sanitarie locali e l’attivazione della modalità di lavoro in smart working in base alla mansione svolta. In parallelo, è continuato l’impegno per la tutela dell’ambiente: sono in corso investimenti per circa 1 miliardo di euro per la manutenzione e il rinnovamento degli impianti al fine di renderli sempre più efficienti e affidabili assicurando anche occupazione e valore per i territori. In particolare, per le Centrali a ciclo combinato di Ostiglia e di Tavazzano e Montanaso si sta procedendo alla realizzazione di due nuove unità, di ultima generazione con tecnologia di classe “H”, la più avanzata ed efficiente disponibile oggi sul mercato, in linea con le indicazioni del Piano Nazionale per l’Energia e il Clima (Pniec ). Si conferma la volontà di dare un futuro alla Centrale di Fiume Santo, anche oltre il phase-out del carbone. Le ipotesi di sviluppo del sito, integrabili fra loro, includono progetti di nuova capacità a gas naturale, batterie, fotovoltaico, biomassa e idrogeno.