Nel 2021 si è parlato quasi esclusivamente di mercati privati e i mercati del reddito fisso sembravano non offrire più reddito, la buona notizia è che il fixed income dei mercati pubblici è tornato a generare valore, secondo Mark Dowding, Chief Investment Officer, BlueBay Asset Management.

Per gli investitori in grado di adottare un orizzonte di medio termine – tra cui dovrebbero esserci molti investitori istituzionali – riteniamo vi siano interessanti opportunità nel fixed income in contrapposizione al mercato azionario. Gli elevati rendimenti statunitensi, superiori al 7,5%, offrono un certo valore. I tassi di default aumenteranno un po’, ma al momento sono incredibilmente bassi. Anche se il tasso di insolvenza dovesse raggiungere il 3%, aree come l’high yield e i mercati emergenti sono in grado di offrire valore se si adotta un’asset allocation a medio termine.

Nel breve termine, è più probabile che gli investitori stiano valutando quando aggiungere più rischio ai loro portafogli complessivi. L’S&p e il Nasdaq sono scesi considerevolmente da un anno all’altro, ma entrambi sono ancora sostanzialmente superiori rispetto a fine 2019. Se la recente correzione dei titoli azionari dovesse protrarsi ancora per un po’, gli investitori potrebbero prevedere che il divario di performance rimanente si chiuderà in prossimità del punto di massimo toccato dal mercato prima della pandemia. In un certo senso, le azioni possono essere viste come un asset di rischio che prende il sopravvento in questo contesto. Le prospettive per questi titoli potrebbero essere un po' difficili nel breve periodo e non è ancora il caso di fare il pieno di asset di rischio. Il mercato sta diventando leggermente ipervenduto. Probabilmente gli investitori potranno fare investimenti migliori aggiungendo un po' di rischio quando sarà il momento giusto. Dal nostro punto di vista, riteniamo che il momento giusto sarà influenzato da quando la traiettoria dell'inflazione dirigerà nuovamente verso l’obiettivo della Fed.

Di contro, nel private equity, ci sono molte operazioni che inseguono un IRR [tasso interno di rendimento] molto elevato e un’elevata esposizione alle società tecnologiche. Circa il 10% del Nasdaq è sceso del 90% quest’anno. Le società più piccole, che vengono scambiate in base a multipli dei flussi di cassa e dei ricavi piuttosto che in base ai profitti, stanno subendo i peggiori colpi in termini di performance dei prezzi. Di conseguenza, è probabile che gli investitori si trovino di fronte a società che stanno bruciando liquidità e che hanno bisogno di rifinanziarsi. Quando ciò accadrà, i ribassi materiali che ne deriveranno comprometteranno alcuni veicoli di private equity.