Il Gruppo Emak ha realizzato nel primo semestre ricavi consolidati pari a € 368,2 milioni, rispetto a € 333 milioni del pari periodo dell’esercizio precedente, in crescita del 10,6%. L’incremento deriva dalla crescita organica per il 7,7%, dall’effetto dei cambi di traduzione

per il 2,2% e dalla variazione dell’area di consolidamento per lo 0,7%. Dopo un primo trimestre estremamente positivo, il trend di crescita è proseguito anche nel secondo. Le vendite sono infatti passate da € 170,1 milioni nel 2021 a € 178 milioni nel 2022, un incremento del 4,6% ottenuto nonostante il difficile contesto esterno e la stagione del giardinaggio penalizzata da condizioni meteo particolarmente sfavorevoli in tutta Europa per il perdurare dell’assenza di precipitazioni che ha impattato pesantemente sulle vendite sia di macchine che di ricambi e accessori. L’Ebitda adjusted (*) è stato pari a € 54 milioni (14,7% dei ricavi) rispetto a € 53,7 milioni del pari periodo 2021 (16,1% dei ricavi). Il dato del semestre ha beneficiato dei maggiori ricavi, trainati principalmente dall’incremento dei prezzi di vendita, e della variazione dell’area di consolidamento, mentre ha risentito dell’incremento dei costi delle materie prime e dell’aumento dei costi per servizi, in particolare energia e trasporti. L’utile operativo è stato pari a € 41,2 milioni, contro € 42,2 milioni del pari periodo dell’anno scorso. Tale risultato riflette i maggiori ammortamenti effettuati rispetto ai primi 6 mesi del 2021. L’utile netto del primo semestre 2022 è pari a € 31,7 milioni, contro € 31,6 milioni del pari periodo 2021. Il risultato ha beneficiato della gestione valutaria e soprattutto del miglioramento della gestione finanziaria, legato principalmente ai ricavi da valutazione dei derivati di copertura dei tassi. L'autofinanziamento gestionale (*) è pari a € 44,5 milioni, rispetto a € 43,3 milioni del primo semestre 2021. Gli investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali effettuati nel corso del primo semestre 2022 ammontano a complessivi € 8,6 milioni rispetto a € 7,7 milioni nel primo semestre 2021. Il patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2022 è pari a € 284 milioni contro € 255,9 milioni al 31 dicembre 2021. La posizione finanziaria netta passiva (*) si attesta a € 192,8 milioni rispetto a € 125,2 milioni al 30 giugno 2021 e € 144,3 milioni al 31 dicembre 2021. Il dato 2022 include € 38,4 milioni derivanti dall’applicazione del principio contabile IFRS 16 (€ 28,3 milioni a giugno 2021 e € 38,9 milioni a dicembre 2021) e € 11 milioni di debiti finanziari per l’acquisto delle residue quote di partecipazione di minoranza e per la regolazione di operazioni di acquisizione con prezzo differito (€ 6,1 milioni a giugno 2021 e € 12,3 milioni a dicembre 2021). L’incremento della posizione finanziaria netta rispetto al 31 dicembre 2021 risente inoltre dell’aumento del capitale circolante netto, principalmente correlato alla decisione adottata dal Gruppo di incrementare le scorte a partire dalla seconda metà del 2021, per supportare la crescita della domanda con un adeguato livello di servizio alla rete distributiva.

Nei primi mesi dell’anno lo scenario macroeconomico ha mostrato progressivi segnali di rallentamento in tutti i principali paesi a causa delle incertezze causate dal conflitto russo-ucraino, dai rialzi dei prezzi delle materie prime (energetiche e non) e dall’accelerazione dell’inflazione, dalle criticità delle catene di approvvigionamento oltre che dalla persistenza delle tensioni legate alla pandemia e dall’evoluzione delle politiche monetarie delle Banche Centrali. Tutto ciò ha portato ad un generale peggioramento delle prospettive per il prossimo futuro del contesto internazionale. In questo scenario, il Gruppo è riuscito a limitare gli effetti negativi dovuti all’inflazione attraverso l’attivazione di specifiche politiche commerciali e ha mantenuto un elevato livello di servizio alla propria clientela attraverso politiche di approvvigionamento preventive. Il Gruppo ha infatti realizzato vendite record nel corso del primo semestre, con un andamento particolarmente positivo nel primo trimestre e un’ulteriore crescita, seppur a tassi più contenuti, nel secondo. Tutto ciò considerato e salvo un ulteriore deterioramento delle condizioni macroeconomiche e il perdurare di condizioni meteo anomale, il management ritiene realistica la previsione di raggiungere, a fine esercizio, un livello di vendite superiore rispetto ai valori raggiunti in passato, nonostante il rallentamento atteso nel secondo semestre. Il Gruppo darà priorità alla corretta gestione dei costi e del capitale investito, al fine di massimizzare la creazione di valore e mantenere la propria solidità, che costituisce la base per la sostenibilità nel lungo periodo. Al contempo continuerà a monitorare le opportunità di mercato funzionali al perseguimento della propria strategia di crescita.