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Secondo una nuova relazione della Corte dei conti europea, lo strumento per le PMI fornisce un sostegno efficace per lo sviluppo di progetti di innovazione. Sono stati finanziati più di 5 000 progetti e il marchio UE ha aiutato le PMI ad attrarre investimenti aggiuntivi.

Tuttavia, la Corte ha anche individuato margini di miglioramento in vista dell’istituzione del Consiglio europeo per l’innovazione nel 2021.

La Commissione europea ha varato lo strumento per le PMI nel 2014, al fine di sostenere l’innovazione nelle piccole e medie imprese e nelle start-up. Con una dotazione finanziaria complessiva di 3 miliardi di euro per il periodo 2014 2020, lo strumento è inteso colmare il deficit di finanziamento per l’innovazione e accrescere la commercializzazione dei risultati della ricerca nel settore privato. Per appurare se lo strumento per le PMI sostenga effettivamente l’innovazione da parte di queste ultime, l’audit della Corte è stato incentrato sulla concezione, sulla gestione e sulle realizzazioni dello strumento.

Secondo la Corte, lo strumento offre chiaramente un sostegno utile ed efficace per le PMI e le start-up. In aggiunta, fornisce il marchio dell’UE, che dà visibilità ai progetti e li aiuta ad attrarre investimenti aggiuntivi. Nonostante un ritardato avvio, fornisce inoltre accesso a servizi di accelerazione d’impresa, benché il ricorso a questi ultimi sia stato modesto. Inoltre, la Corte osserva che detti servizi non sono sufficientemente adattati alle esigenze dei beneficiari.

Sostenere l’innovazione pioneristica da parte delle PMI è vitale per la competitività dell’UE e per l’occupazione, e lo strumento per le PMI è riuscito ad attirare molte imprese innovative”, ha affermato Alex Brenninkmeijer, il membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione. “Le raccomandazioni della Corte sono volte a far sì che il Consiglio europeo per l’innovazione possa partire dal successo dell’attuale strumento, migliorando al contempo la progettazione e la selezione dei progetti, nonché creando sinergie con altri strumenti finanziari”.

La Corte ha constatato che l’ampia definizione degli obiettivi iniziali dello strumento, unita a frequenti modifiche, hanno generato confusione negli attori principali e nei richiedenti. Alcuni beneficiari dello strumento per le PMI avrebbero probabilmente potuto trovare finanziamenti alternativi sul mercato.

La partecipazione delle PMI allo strumento varia grandemente da un paese all’altro. Ciò è in parte dovuto a fattori che esulano dal controllo della Commissione, ma anche ai limiti delle attività di marketing e di comunicazione svolte dalla Commissione e ai vari livelli di sostegno forniti dai punti di contatto nazionali.

La Corte osserva che le procedure di valutazione utilizzate dalla Commissione per selezionare i progetti sono migliorate nel tempo. In particolare viene sottolineata come positiva l’introduzione, nel 2018, della “presentazione” dei progetti ad una commissione di selezione. Ciò ha consentito di individuare le proposte migliori attenuando le debolezze insite nella valutazione a distanza. Ciononostante, il processo di valutazione è confrontato alla duplice sfida della limitatezza delle risorse e dell’elevato numero di ri-presentazioni di proposte non accolte.

Sin dall’inizio, una delle finalità dello strumento per le PMI è stata quella di creare collegamenti con gli strumenti finanziari garantiti dall’UE fornendo varie forme di sostegno finanziario rimborsabile. Tuttavia, osserva la Corte, la Commissione ha fatto poco per creare detti collegamenti e ha soltanto una conoscenza limitata delle reali necessità finanziarie delle PMI. Per di più, le informazioni disponibili sugli strumenti finanziari sono ancora eccessivamente frammentarie e i beneficiari non sono, per lo più, a conoscenza degli strumenti finanziari garantiti dall’UE.

Il successore dello strumento per le PMI sarà parte del Consiglio europeo per l’innovazione nell’ambito di Orizzonte Europa, il nuovo programma di ricerca e innovazione. In questo contesto, la Corte formula una serie di raccomandazioni, in particolare: preservare alcuni aspetti della concezione dello strumento; puntare ai beneficiari giusti, estendendo al contempo la portata geografica; migliorare la selezione dei progetti; potenziare i servizi di accelerazione d’impresa; creare sinergie con altri strumenti finanziari.