"Banda ultralarga insieme al 5G sono due fronti indispensabili e paralleli per vincere il digital che divide i territori. Come Uncem ha spiegato nel dossier 'La Montagna in rete', è fondamentale che lo Stato investa risorse per portare infrastrutture nelle zone

alpine e appenniniche. Oggi la debolezza vera di questi territori è data dalla mancanza di adeguate reti. Proprio come le strade e l'energia elettrica nel dopoguerra. Per questo, a unire 5G e banda ultralarga deve essere chi è capace. Abbiamo chiesto a TIM di lavorare insieme. Lo stiamo già facendo. E vogliamo fare un lavoro che veda nella rete unica la soluzione. Il rischio di avere una rete in fibra ma non una buona capacità di trasmissione per la telefonia mobile, è il rischio al quale andiamo incontro. Anche avessimo già ovunque la rete FTTH, con la fibra a casa di Open Fiber, non avremmo il 5G. E continueremo ad avere 1200 Comuni in Italia senza adeguati impianti per la telefonia mobile, come abbiamo dimostrato con il censimento Uncem. Vogliamo invece vincere il digital divide su tutti i fronti, fisso, mobile e tv. Sfide che vanno vinte grazie a una rete capillare e decisiva, a prova di futura. Unica. Con un forte operatore di rete che guidi il processo. BUL e 5G viaggiano insieme".

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, l'Unione dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani.