La ripresa dell’economia globale sosterrà le vendite del Made in Italy. Con velocità variabili nei diversi mercati, si raggiungeranno livelli più alti di quelli pre-pandemia. Presentato ieri, con un evento virtuale, il Rapporto Export 2021 di SACE, la Società per Azioni controllata

da Cassa Depositi e Prestiti. Alla presentazione sono intervenuti oltre al Presidente Rodolfo Errore, che ha introdotto i lavori, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, l’Amministratore Delegato di SACE, Pierfrancesco Latini, lo Chief Economist della Società, Alessandro Terzulli e Francesco Starace, Amministratore Delegato Enel. Il Rapporto, dall’incoraggiante titolo “ Ritorno al futuro: anatomia di una ripresa post-pandemica”, testimonia i presupposti di un forte recupero dell’economia globale, un recupero, si spera, che trainerà anche l’export italiano, che grazie a un veloce rimbalzo e a una ripresa solida, dovrà raggiungere livelli più alti di quelli pre-pandemia.

"L'export e il Made in Italy, che sono da sempre risorse imprescindibili per l'economia italiana, hanno sempre avuto un ruolo cruciale come acceleratore della crescita e dello sviluppo del nostro tessuto imprenditoriale". E' quanto ha sottolineato il Presidente di SACE, Rodolfo Errore, nel suo saluto introduttivo, ricordando il ruolo centrale che il gruppo ha sempre avuto nell'affiancare le imprese sui mercati esteri. Errore ha ricordato che il 2020 "è stato un anno complesso, ma SACE ha mantenuto costante l'impegno e il focus sull'export, con una crescita sostanziale delle risorse mobilitate, lavorando in parallelo, con Garanzia Italia, anche a sostegno della competitività del Paese in un momento emergenziale". "Il periodo che stiamo attraversando sarà uno spartiacque per la nostra storia", ha affermato il Presidente, aggiungendo che "il 2021 verrà ricordato come l'anno in cui l'export italiano ha ripreso il percorso di crescita con risultati a doppia cifra". Non poteva mancare un cenno al PIL che - ha ricordato - "è migliore della media europea" ed al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che "non deve essere soltanto un evento economico ma una chance per modernizzare il Paese cogliendo la sfida della digitalizzazione e della sostenibilità, in uno con l'implementazione delle riforme strutturali che ci chiedono l'Europa e il mercato, e soprattutto un'occasione per superare le disuguaglianze". "SACE .- ha concluso Errore - sosterrà gli investimenti del PNRR, da un lato con le garanzie e coperture assicurative per progetti strategici, dall'altro con il suo ruolo di facilitatore del New Green Deal italiano. Quindi saremo ancor di più al fianco delle imprese, per far crescere il Paese intero".

“Ci sono incertezze sulle prospettive economiche, sappiamo che la ripresa in corso è intensa però non ignoriamo che resterà esposta a nuove ondate di pandemia''. Lo ha affermato nel suo intervento il ministro dell'Economia, Daniele Franco. ”Se guardiamo al futuro la sfida più importante per la politica economica è quella di consolidare il processo di crescita. Dobbiamo costatare - ha aggiunto - che nello scorso quarto di secolo siamo cresciuti relativamente poco, meno degli altri paesi dell'area dell'euro, meno degli altri paesi dell'Unione europea, meno degli altri paesi sviluppati. La sfida è quella di rafforzare il nostro processo di crescita e dal 2023-24-25, nella fase post pandemia avere dei tassi di crescita sistematicamente più elevati di quelli del passato''. Il Rapporto SACE ha offerto quindi, come sempre, una guida ragionata agli esportatori per capire quali sono le aree dal maggiore potenziale. E anche l’edizione di quest’anno contiene una mappa, sotto forma di medagliere, in omaggio alle Olimpiadi celebrate nelle scorse settimane, con una classificazione dei Paesi in base ai valori di crescita dell’export nel 2021 e alla dinamica di ripresa negli anni successivi. In base a tali criteri, dunque, la medaglia d’oro è stata assegnata alla Germania, primo mercato di sblocco per l’Italia, che cresce a doppia cifra nel 2021, grazie al traino di beni di investimento e intermedi, agli Stati Uniti, terzo mercato italiano e primo extra Ue, e alla Svizzera. Nella fascia della medaglia d’argento con valori di incremento più contenuti a partire dal 2022, figurano invece Francia, Paesi Bassi e Brasile, mentre Regno Unito, Spagna e Austria raccolgono la medaglia di bronzo. “Il nostro Rapporto, è quindi evidente, indica chiaramente come la ripresa dell'Italia passi per l'export, il principale motore della nostra economia - ha commentato l’AD di SACE, Pierfrancesco Latini - Il nuovo mandato e gli strumenti affidatici ci consentono di intervenire nel sostegno alle esportazioni del Made in Italy, ma allo stesso tempo di lavorare sul contesto interno, sulla spinta agli investimenti, innescando così un circolo virtuoso in grado di migliorare la competitività delle imprese italiane e del Sistema Paese, generando un ulteriore volano per il nostro export”.

Secondo il Rapporto, dopo il rimbalzo del 2021 le esportazioni di beni made in Italy continueranno a crescere nel 2022 a un ritmo del 5,4% per assestarsi poi, nel biennio successivo, su un incremento medio del 4 per cento. Un ritmo, superiore a quello registrato prima della crisi pandemica, che consentirà all’export della penisola di raggiungere i 550 miliardi di euro di valore nel 2024.

“Un livello che - ha chiarito Alessandro Terzulli, responsabile dell’ufficio Studi della SACE - sarà raggiunto anche grazie all’iniezione di risorse assicurata dai programmi europei, e non, di ripresa, a cominciare dal Next Generation Eu. Quanto all’esportazione di servizi, la vera svolta si avrà nel 2022 quando i valori torneranno sopra i livelli pre-Covid con un balzo del 35,1 per cento, a fronte del 5,1%, che si registrerà alla fine di quest’anno. “L’export italiano – ha spiegato il chief economist - è tornato a crescere dopo l’interruzione della crisi pandemica. Ma l’estrema eterogeneità di questa ripresa non è semplice da decifrare e occorrono, oggi più che mai, chiare coordinate delle opportunità sia a livello settoriale che geografico”. “

Quello di SACE per il 2021, è un rapporto che ci da' speranza e ottimismo per i prossimi anni, anni in cui sarà fondamentale sfruttare al meglio le opportunità di un PNRR che ci offre la possibilità storica di fare alcune cose fondamentali per il lungo termine, recuperando il terreno perso e soprattutto imboccando una crescita diversa". Lo ha sottolineato Francesco Starace, amministratore delegato Enel, intervenendo con un video messaggio alla presentazione del Rapporto Export 2021 di SACE. Il Rapporto, nelle sue conclusioni, ha poi esaminato due possibili scenari alternativi in considerazione della grande incertezza che ancora accompagna l’evoluzione della pandemia. Così, nel primo scenario “confidence boost”, si è ipotizzato uno shock positivo sull’economia mondiale con una crescita delle esportazioni italiane nel 2021 del 14,7%, vale a dire 3,4 punti percentuali in più dello scenario base. Nell’altro scenario, invece, “nuove varianti”, con la possibile diffusione di altre varianti del Covid-19 a maggiore capacità trasmissiva, l’incremento dell’export Made in Italy sarebbe più contenuto e si attesterebbe al 7,2 per cento.

 

Stefano Piermaria