Nei primi nove mesi del 2020, il valore delle esportazioni dell’area del Piemonte Orientale, costituita dalle quattro province di Biella, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola, che rappresentano il territorio di competenza della nuova Camera di Commercio di quadrante,

si è attestato poco sopra ai 6,6 miliardi di euro, registrando una contrazione del -14,4% rispetto al corrispondente periodo del 2019. La performance delle esportazioni mostra sensibili differenze, seppure tutte in negativo, tra i territori, che devono essere lette anche in ragione del diverso peso in valore assoluto delle vendite oltreconfine e delle differenti specializzazioni produttive. Il VCO con -10,7% registra il calo percentuale meno pesante rispetto al 2019, a fronte di un peso sull’export del quadrante pari al 6,6%; segue Novara con -11,7%, che in valori assoluti copre però il 52,3% delle esportazioni dell’area; Vercelli con -13,9% e un peso del 25% sul totale export delle quattro realtà e, infine, Biella, con una più pesante contrazione rispetto allo scorso anno, pari a -23,7%, condizionata dalla forte crisi che attraversa il comparto tessile-abbigliamento a livello non solo locale. Il biellese contribuisce per il 16,1% al totale dell’export della nuova area di riferimento. Rimandando agli approfondimenti provinciali per maggiori dettagli, la contrazione complessiva del nuovo quadrante, pari al -14,4%, risulta meno pesante rispetto alla media totale del Piemonte, che si attesta a -17,6%.

La nuova Camera di Commercio rappresenta in termini di popolazione e numero di localizzazioni produttive la seconda realtà del Piemonte, con una marcata propensione all’export e una quota del 22,7% sul totale delle esportazioni piemontesi. La percentuale cresce in modo significativo in alcuni settori. Limitando l’analisi alle specializzazioni produttive che esprimono nell’ordine i più importanti valori assoluti, si rileva come le esportazioni del tessile-abbigliamento dell’area rappresentino ben il 77,2% del totale del Piemonte, i macchinari il 25,1%, i prodotti chimici il 35,9%, gli articoli farmaceutici il 67,5%. Guardando ai principali mercati di sbocco, Germania, Francia, Svizzera e Regno Unito rappresentano i principali partner commerciali per tutte le realtà provinciali, con alcuni importanti differenze.

Pur considerando l’importanza della Svizzera e del Regno Unito (quest’ultimo ormai fuori dall’Unione Europea), VCO e Novara vedono una maggiore incidenza del mercato UE post Brexit, rispettivamente con il 62,1% e il 58,3, mentre Biella e Vercelli (con una quota UE del 48,6% e del 51,5%) mostrano una maggiore propensione verso i mercati extra europei.