Nei valori cumulati dell’anno 2021, secondo gli ultimi dati Istat disponibili fino al terzo trimestre, le esportazioni di sostanze e prodotti chimici registrano un valore di 1.923 milioni di euro, pari al 15,5% delle esportazioni manifatturiere, e riportano una variazione percentuale

pari a +23,6% rispetto allo stesso periodo del 2020. Se questa risultanza non sorprende, essendo dovuta all’effetto della pandemia con il blocco delle attività economiche e degli scambi transfrontalieri, è significativo notare che anche rispetto al 2019 si segni un buon +11,1%. Analizzando le categorie merceologiche di cui si compone la chimica, tutte, con l’eccezione di pitture, vernici e smalti, riportano una variazione tendenziale positiva rispetto allo stesso periodo dell’anno 2020. Nello specifico, le fibre sintetiche e artificiali registrano un +31,7%, seguono saponi e detergenti (+26,5%), prodotti chimici di base (+26,3%), altri prodotti chimici (+12,4%) e agrofarmarci (+1,5%). Il confronto con i dati del 2019, esenti dagli effetti della crisi economica da Covid-19, mette in evidenza come le esportazioni di agrofarmaci si siano praticamente quadruplicate e che altre variazioni rilevanti abbiano interessato i prodotti chimici di base (+15,8%) e gli altri prodotti chimici (+9%). Sono invece diminuiti i valori delle fibre sintetiche e artificiali (-7,3%), pitture e vernici ( 6,5%) e saponi e detergenti (-3,9%). In sintesi, le esportazioni in valore delle categorie merceologiche hanno superato i dati dello stesso periodo dell’anno 2020 ma non tutte le merceologie hanno raggiunto e superato i valori pre-Covid. Per capire il peso relativo delle singole merceologie chimiche è utile rapportare il loro valore sul totale manifatturiero esportato, operazione che ci restituisce quote del 9% per i prodotti chimici di base e i fertilizzanti e del 3% per le fibre sintetiche e artificiali; a seguire agrofarmaci, pitture, vernici e smalti, saponi e detergenti e altri prodotti chimici. Rispetto invece alla destinazione, il 64,2% dell’export bergamasco di sostanze e prodotti chimici si concentra in 10 Paesi. Tra questi, la Germania ha la quota maggiore (21,6%). A seguire si trovano Francia (11,0%), Stati Uniti (6,8%) e Spagna (6,5%). Rispetto ai dati cumulati al terzo trimestre 2021 si registrano variazioni positive rispetto al 2020 soprattutto nei confronti della Cina (+35,8%), Stati Uniti (+35,5%) e Francia (+24,3%). Il confronto con il 2019 mostra le variazioni maggiori per Francia (+24,3%) e Cina (+17,9%), tuttavia emergono variazioni negative per Regno Unito ( 15,5%), Austria ( 15,0%) e Spagna ( 3,2%). verso i primi 10 Paesi, 3° trimestre cumulato 2021 provvisorio, Bergamo. Elaborazioni su dati Istat. Nel complesso, il valore delle esportazioni di Bergamo ha raggiunto nel terzo trimestre del 2021 la quota di 12.446 milioni di euro, con i macchinari, i prodotti chimici e i metalli che si confermano i primi settori per valore rappresentando complessivamente il 54,2% delle esportazioni manifatturiere (queste ultime sono la quasi totalità dell’export della provincia di Bergamo).