Nel primo trimestre 2022 il fatturato delle imprese bergamasche del terziario con almeno 3 addetti mostra una variazione su base annua ancora ampiamente positiva: nei servizi, in particolare, la variazione rispetto allo stesso periodo del 2021 è pari al +20,6%, mentre nel commercio al dettaglio la crescita

risulta del +6,4%. Il confronto con i livelli del quarto trimestre 2021 evidenzia però una dinamica in rallentamento: se nei servizi l’incremento congiunturale resta comunque significativo (+1%), nel commercio al dettaglio, che già nella seconda parte del 2021 aveva mostrato un andamento stagnante, si registra un segno negativo (-0,6%). Il numero indice, che esprime i livelli di fatturato rispetto all’anno 2010 (posto uguale a 100), per i servizi raggiunge quota 103,7, il valore più elevato degli ultimi anni, mentre nel commercio al dettaglio scende a 91,1, restando comunque superiore ai livelli pre-pandemia. Il cambio di scenario registrato a inizio 2022 è legato soprattutto alla forte crescita dei prezzi, che risulta estesa a tutti i comparti analizzati e che deve indurre cautela nell’analisi delle variazioni di fatturato, condizionate dall’accelerazione dei listini. Un livello elevato e persistente di inflazione, combinato ai timori relativi alla situazione internazionale, potrebbe inoltre comprimere la domanda interna e i consumi delle famiglie. Nonostante questi fattori di rischio, le aspettative degli imprenditori, che per il commercio al dettaglio erano già diminuite nel trimestre precedente, non segnalano un evidente deterioramento del clima di fiducia. Il fatturato delle imprese dei servizi continua a crescere anche nei primi tre mesi del 2022, sebbene a un ritmo più contenuto rispetto agli incrementi registrati nei trimestri precedenti. Tale dinamica risulta allineata alla media regionale: in Lombardia il fatturato su base annua è in crescita del +20,8%, mentre la variazione congiunturale si attesta al +0,8%. La crescita è guidata dai servizi alle imprese e, soprattutto, dal commercio all’ingrosso, anche per via del forte incremento dei prezzi, mentre le attività di alloggio e ristorazione non hanno ancora recuperato i livelli pre-crisi, nonostante il forte rimbalzo del fatturato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (quando le restrizioni anti-Covid erano ancora stringenti). Come già accennato, l’elemento di maggiore discontinuità riguarda i prezzi, che già nei trimestri precedenti avevano registrato una progressiva crescita, ma che a inizio 2022 raggiungono un incremento record del +5% su base congiunturale. Il contributo principale viene dal commercio all’ingrosso, che risente delle tensioni a monte delle filiere di produzione delle merci, ma anche i prezzi dei servizi alle imprese e delle attività di alloggio e ristorazione hanno raggiunto tassi di crescita mai registrati precedentemente nelle serie storiche. Registra invece un segno negativo l’occupazione delle imprese, con un saldo del numero di addetti tra inizio e fine trimestre pari a -1,7% che interrompe la recente fase di ripresa e allontana il recupero dei livelli precedenti l’emergenza sanitaria. Le aspettative degli imprenditori si mantengono in area positiva, con saldi tra previsioni di crescita e diminuzione per il prossimo trimestre pari a +6% per il fatturato, in lieve diminuzione rispetto a fine 2021, e +10% per l’occupazione, in linea con il dato precedentemente rilevato. Il commercio al dettaglio appare come il settore maggiormente colpito dal peggioramento della congiuntura economica evidenziatosi a inizio 2022, anche se già la seconda parte dello scorso anno aveva mostrato chiari segni di rallentamento. La variazione congiunturale negativa registrata a Bergamo trova conferma nel dato medio regionale (-1,1%), mentre il confronto su base annua evidenzia per la Lombardia una crescita maggiore (+9,9%). Dal punto di vista settoriale il maggiore incremento su base annua si registra negli esercizi non alimentari, che hanno sostanzialmente recuperato i livelli di fatturato persi in seguito alla pandemia. La crescita tendenziale risulta invece più limitata per supermercati, ipermercati e minimarket, i quali avevano beneficiato della crescita dei consumi alimentari domestici indotta dalle misure di distanziamento sociale durante l’emergenza sanitaria. Anche questi ultimi, comunque, si posizionano su livelli di fatturato superiori rispetto al 2019. La dinamica dei prezzi, che aveva già fortemente accelerato a fine 2021, mostra un ulteriore surriscaldamento: la crescita congiunturale raggiunge il +3,7%, anche in questo caso un valore record della serie storica. Elementi di attenzione emergono dalle indicazioni in merito alle giacenze di magazzino e agli ordini ai fornitori: le scorte vedono infatti una crescita delle valutazioni di eccedenza rispetto a quelle di scarsità, con un saldo (+6,3) che torna ad aumentare dopo due trimestri di calo, mentre gli ordini registrano un saldo nullo tra giudizi di aumento e diminuzione, interrompendo la fase positiva avviata nel secondo trimestre 2021. Questa dinamica congiunta di scorte e ordini potrebbe fotografare una fase di normalizzazione dopo la situazione di tensione sul fronte dei rifornimenti, oppure rappresentare una prima spia di calo della domanda. Anche per l’occupazione delle imprese si registra un segno negativo, con un saldo del numero di addetti tra inizio e fine trimestre pari a -0,8%. L’andamento degli ultimi anni, al netto delle oscillazioni trimestrali, aveva evidenziato un trend crescente, che in questo trimestre subisce lo stop più rilevante. Gli imprenditori intervistati nel quarto trimestre 2021 avevano correttamente intuito il peggioramento della situazione, con aspettative che si erano mosse al ribasso rispetto ai valori registrati nei primi 9 mesi del 2021. Nonostante la conferma delle criticità emersa dai dati a consuntivo del primo trimestre 2022, il clima di fiducia degli operatori non evidenzia un ulteriore deterioramento: il saldo tra previsioni di crescita e diminuzione del fatturato per il prossimo trimestre risulta infatti pari a +7, in linea con il valore registrato nell’analogo periodo del 2021, mentre per occupazione e ordini ai fornitori i saldi si posizionano vicino allo zero.