Una fotografia dell’intero settore che conta 345 aziende – al fine di descriverne lo stato, i trend di sviluppo e i fabbisogni - è stata scattata dal Servizio foreste della Provincia autonoma di Trento che, in collaborazione con l’Associazione Artigiani di Trento, ha curato un’indagine

conoscitiva che è stata presentata dall’assessore provinciale alle foreste, Giulia Zanotelli e dal dirigente del Servizio foreste, Giovanni Giovannini. Presenti anche l’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli e il presidente degli artigiani trentini Marco Segatta. Questo studio - svolto con il supporto scientifico dell’Università di Padova attraverso questionari e interviste ad imprese forestali e di prima lavorazione del legno - va a porsi come continuazione delle analisi condotte nel recente passato dal Servizio foreste. Le indicazioni che se ne traggono sono fondamentali, assieme alla conoscenza delle dinamiche del mercato del legno del centro Europa, per comprendere e anticipare sviluppi e necessità dell’intera filiera. Per questo motivo, gli assessori hanno ringraziato gli studenti Giacomo Bernardi e Davide Imperiali per il lavoro svolto sotto il coordinamento di Valentino Gottardi del Servizio foreste, che ha curato la realizzazione dei questionari e l’elaborazione dei risultati. “Si tratta di un importante lavoro, utile per le istituzioni e le imprese stesse nell’orientare le politiche, indirizzare gli investimenti e incrementare la capacità competitiva del sistema produttivo” ha osservato l’assessore Zanotelli, evidenziando come vada privilegiato un approccio di sistema. Di fronte al caro dell'energia, che anche la filiera del legno si trova ad affrontare, l'assessore Spinelli ha sottolineato come la biomassa rappresenti una fonte sulla quale è bene investire, nonostante i fondi europei non possano esservi destinati. Sul fronte del monitoraggio e del contrasto alla diffusione del bostrico, Zanotelli ha ricordato come il Trentino sia considerato un precursore a livello nazionale, anche grazie all'importante lavoro di ricerca svolto dalla Fondazione Mach e dall'alleanza con l'Università di Vienna. Accanto agli investimenti sul fronte dell'innovazione e della promozione, gli esponenti dell'esecutivo hanno confermato l'impegno dell'Amministrazione sul fronte dell'alta formazione, per favorire la specializzazione degli operatori del settore e il ricambio generazionale.

Trecentonovantaduemila ettari di foreste, pari al 63% del Trentino e ben 5.400 chilometri di strade forestali. I boschi, patrimonio dell’intera comunità, crescono ogni anno dello 0,1% ed i Piani di gestione forestale ne garantiscono il monitoraggio e la gestione. Vaia (20mila ettari danneggiati) e successivamente il bostrico tipografo hanno permesso alle aziende locali di disporre di materia prima di qualità a prezzi inferiori a quelli del mercato austriaco. Si tratta però di condizioni che non dureranno a lungo e che avranno come conseguenza una graduale riduzione della disponibilità di legname di abete locale.

Le imprese di utilizzazione forestale iscritte nell’Elenco provinciale sono 219, occupano 503 lavoratori (il 43% sono operai) e gestiscono annualmente 494mila metri cubi netti di legname da opera, 30.300 tonnellate di legna da ardere e 115.300 tonnellate di cippato forestale. L’88% del materiale legnoso viene commercializzato in Trentino. Si tratta di attività importanti per il benessere dei nostri boschi: le imprese boschive - molte a carattere familiare - effettuano tutte le attività forestali, dalle utilizzazioni ai rimboschimenti. Le imprese contribuiscono inoltre al mantenimento del territorio alpino, dal punto di vista paesaggistico e sotto il profilo della gestione e della prevenzione del rischio idrogeologico. Nel corso del tempo, la competitività delle imprese che si è mantenuta alta, grazie al grado e alla varietà di specializzazione in cui operano, alla professionalità delle risorse umane e alla disponibilità di materia prima locale.