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Secondo i dati preliminari di ANFIA, a luglio 2018 la produzione domestica di autovetture si attesta attorno alle 61.500 unità, in calo del 7,5% rispetto a luglio 2017. Nei primi sette mesi dell’anno in corso, la produzione di autovetture supera le 447.000 unità,

il 6,5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017. A gennaio-agosto, il mercato italiano dell’auto ha riportato un lieve calo, dello 0,1% (+9,5% nel mese di agosto). Ad agosto, le immatricolazioni del Gruppo FCA hanno registrato una quota di mercato del 27%, con volumi in crescita del 2,6% (e in flessione del 7% nel progressivo 2018).

Negli altri comparti, presentano un segno negativo nei primi otto mesi dell’anno i veicoli commerciali leggeri (-0,4%, mentre nel mese la flessione è del 3%) e i rimorchi leggeri (-3%, mentre il mese di agosto chiude a +2%). Chiusura positiva del periodo gennaio-agosto, invece, per gli autocarri (+12%, con un aumento dell’8% ad agosto), gli autobus (+35% e una crescita del 160% nel mese) e per i rimorchi e semirimorchi pesanti (+3%, nonostante il calo del 13% di agosto). Si rileva, da inizio 2018, un trend di mercato in rallentamento per gli autoveicoli leggeri e per i veicoli trainati.

A giugno 2018, il valore delle esportazioni di autoveicoli dall’Italia è di 2,08 miliardi di Euro, il 4,9% del totale esportato, e risulta in flessione del 3%. L’import di autoveicoli vale, invece, 2,92 miliardi di Euro (invariato rispetto a giugno 2017), pari al 7,9% del totale importato in Italia. Gli Stati Uniti continuano a rappresentare, in valore, il primo Paese di destinazione per l’export di autoveicoli dall’Italia, con una quota del 18,2%, seguiti da Francia e Germania, rispettivamente con una quota del 16% e del 14%.

In Italia, l’indice della produzione industriale nel suo complesso cala dell’1,3% a luglio, mentre chiude i primi sette mesi del 2018 a +2%. “La produzione dell’industria automotive italiana nel suo insieme2, registra a luglio 2018 un calo tendenziale del 5,9% che fa seguito al +4,6% di giugno, -0,8% di maggio, +3,1% di aprile, -1,8% di marzo, +1,8% di febbraio e +2,3% di gennaio – dichiara Gianmarco Giorda, Direttore di ANFIA. La produzione italiana di parti e accessori per autoveicoli e loro motori3 riporta un segno negativo nel mese (-7,4%), ma cresce nel cumulato dello 0,6%”.

A maggio 2018, secondo gli ultimi dati disponibili, gli ordinativi di questo specifico comparto risultano in calo del 5,1%, per effetto del decremento a due cifre degli ordinativi interni (-10,2%), mentre gli ordinativi esteri aumentano dell’1,1%. Nei primi cinque mesi dell’anno, gli ordinativi risultano stabili, con una variazione tendenziale nulla (-4,6% e +4,8% le rispettive componenti interna ed estera). Il fatturato delle parti, infine, presenta una contrazione del 4% nel mese, sempre per via della componente interna, in calo del 9,1%, mentre la componente estera chiude a +2,4%. Nel periodo gennaio-maggio 2018 l’indice del fatturato registra una variazione nulla, restando allineato ai livelli di un anno fa, con una componente interna in diminuzione del 5,2% (+5,9% il fatturato estero).

Gli ordinativi per il settore automotive nel suo complesso risultano in crescita del 5,6% a maggio (risultato di una componente interna allineata ai livelli di maggio 2017 e di una componente estera in aumento del 14,7%). Nei primi cinque mesi del 2018 gli ordinativi aumentano del 2,4% (-1,5% nel mercato interno e +7,9% nel mercato estero).

Gli ordinativi totali dell’industria, invece, presentano un rialzo del 4,9% nel mese di maggio (+2,8% la componente interna e +8,1% la componente estera) e del 5,2% nel cumulato da inizio 2018 (+4,4% la componente interna e +6,3% la componente estera).

Il fatturato del settore automotive, infine, riporta una flessione del 5% a maggio. Nei primi cinque mesi del 2018 il fatturato è in calo dell1% (-1,4% il fatturato interno e -0,5% quello estero). Per l’industria in senso stretto (escluso il comparto Costruzioni) il fatturato risulta in crescita del 5,1% a maggio e del 4,5% nel periodo gennaio-maggio 2018 (+5,4% sui mercati esteri e +4% sul mercato interno).