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A ottobre 2019, secondo i dati ISTAT, la produzione dell’industria automotive italiana nel suo insieme1 registra un calo tendenziale del 15,3%, con un segno negativo che perdura dall’ultimo trimestre 2018, mentre nei primi dieci mesi del 2019

la variazione tendenziale è -9,9%.

Guardando ai singoli comparti produttivi del settore, la fabbricazione di autoveicoli (codice Ateco 29.1) vede il proprio indice in diminuzione del 22,4% a ottobre 2019 rispetto a ottobre 2018, e del 15,6% nel cumulato dei primi 10 mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018; quello della fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (codice Ateco 29.2) cresce dell’8,6% nel mese e del 6,6% nel cumulato, e quello della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori2 cala del 12,9% nel mese e del 7% nel cumulato. Secondo i dati preliminari di ANFIA, a ottobre 2019 la produzione domestica di autovetture in Italia risulta in calo del 28% rispetto a ottobre 2018 e la flessione è del 21% nei primi dieci mesi dell’anno in corso.

L’andamento della produzione automotive si inserisce nel contesto di una produzione industriale italiana complessiva in ribasso da otto mesi consecutivi: anche a ottobre, infatti, l’indice della produzione industriale nel suo complesso3 diminuisce del 2,4% e risulta in flessione dell’1,2% nella media dei primi 10 mesi dell’anno.

Gli ordinativi totali dell’industria in senso stretto (escluso il comparto Costruzioni), presentano una crescita dello 0,3% nel mese di settembre (+2,3% la componente interna e -2,3% la componente estera) e un calo del 2,5% nei primi nove mesi del 2019 (-0,7% la componente interna e -4,9% la componente estera).

Resta preoccupante la contrazione produttiva di un settore basilare per l’economia italiana – dichiara Gianmarco Giorda, Direttore di ANFIA – per cui è proseguita, anche nel terzo trimestre 2019, la fase di debolezza iniziata nel 2018, con una crescita del PIL di appena lo 0,1% a livello congiunturale4, pur in presenza di un’evoluzione favorevole dei consumi e dei redditi e di segnali ancora positivi provenienti dal mercato del lavoro. La preoccupazione cresce, a maggior ragione, in un momento caratterizzato da tensioni commerciali internazionali e da un rallentamento della domanda globale, ed europea, di autoveicoli.

Quest’ultimo pesa anche sull’Italia, dove, ad esempio, il valore, in termini di fatturato, degli autoveicoli nuovi esportati nei primi 8 mesi del 2019 è inferiore dell’8,4% rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2018. Ripercussioni anche sul comparto della componentistica, che comincia a risentire, in termini di produzione ed export, degli effetti della flessione della produzione di autoveicoli in UE, in particolare in Germania e Regno Unito, nella prima metà dell’anno. La componentistica italiana registra da anni un avanzo commerciale significativo e mantiene per ora un trend positivo delle esportazioni, in rialzo dello 0,6% nei primi 8 mesi del 20195, ma presenta un’inversione di tendenza nel trimestre giugno-agosto, con un valore dell’export in diminuzione del 3,3%”.

Per il settore automotive nel suo complesso, gli ordinativi6 risultano in calo del 4,6% a settembre, soprattutto a causa di una componente interna in diminuzione dell’11,2%.

Nel cumulato dei primi nove mesi del 2019, gli ordinativi calano dell’11,1%, con una componente interna in ribasso del 14%.

Questa contrazione degli ordini si riflette sull’andamento della produzione di componenti e delle vendite di autoveicoli nuovi – sostanzialmente negativo nell’anno in corso. I segnali di ripresa evidenziati dal comparto delle autovetture nel periodo settembre-novembre, che hanno ridotto il calo delle immatricolazioni da inizio anno a -0,6%, sono in realtà il risultato di un calo delle immatricolazioni dei brand nazionali (-9,5%) e di un aumento di quelle dei brand esteri (+2,6%). Il mercato di VCL frena a

novembre, -11,6%, ma mantiene il segno positivo nel cumulato, +4%. Le vendite di autocarri, rimorchi e semirimorchi e autobus nuovi registrano cali attorno al 7% nel cumulato.

Gli ordinativi del settore automotive dal mercato estero aumentano del 5% nel mese, mentre calano del 7,2% nel cumulato.

Ne deriva, come già evidenziato, una riduzione del valore delle esportazioni di autoveicoli dell’8,4% a gennaio-settembre 2019. Nel nono mese dell’anno, tuttavia, torna il segno positivo, con un aumento del 2% e un valore dell’export degli autoveicoli (codice Ateco 29.1) di 2,04 miliardi di euro, pari al 5,2% di tutte le esportazioni italiane.

USA (con una quota del 22%), Germania (14,1%) e Francia (13,8%) sono i primi tre mercati di destinazione. L’import di autoveicoli vale 2,79 miliardi di euro (+13%) e il 7,6% di tutte le importazioni. Il saldo negativo è di 751 milioni di euro.

Per le parti e accessori per autoveicoli e loro motori, gli ordinativi diminuiscono del 5,6% nel mese (-11,3% per il mercato interno, +0,5% per il mercato estero) e -8,8% nel cumulato (-14,7% mercato interno e -3,1% mercato estero), dato che si riflette, come si è visto, sull’andamento negativo della produzione di questo comparto.

L’export italiano di componenti per autoveicoli della filiera diretta, come si è detto, in termini tendenziali mantiene il segno positivo (+0,6%) a gennaio-agosto 2019 (ultimo dato disponibile), ma cala del 3,3% nel trimestre giugno-agosto. Ad agosto il calo tendenziale è del 6,3% e verso i major market europei si registrano le seguenti variazioni negative: -6,3% in Germania, -4,5% in UK, -18,6% in Francia. Di segno opposto l’andamento verso la Spagna, a +18,9%.

Il fatturato7 del settore automotive nel suo complesso, infine, presenta una variazione negativa del 4,6% a settembre (-8,9% il fatturato interno e +1,8% quello estero). Nei primi nove mesi del 2019, il fatturato è in flessione dell’8,1% (-11,6% il fatturato interno e -3,1% quello estero).

Il fatturato dell’industria in senso stretto (escluso il comparto Costruzioni) risulta in aumento dell’1,5% nel mese (+1,5% sia sul mercato interno che sui mercati esteri) e chiude a -0,1% il periodo gennaio-settembre 2019 (-0,2% il mercato interno, mentre il mercato estero è stabile).

Anche il fatturato delle parti e accessori per autoveicoli e loro motori presenta un calo dell’1,5% nel mese, a causa della flessione della componente interna (-8,2%), mentre la componente estera è a +5,2%. Nel periodo gennaio-settembre 2019 l’indice del fatturato registra un decremento del 6,5%, con una componente interna in diminuzione del 13,8% (+0,8% il fatturato estero).