Il mito alla prova del futuro: l’elettrificazione della Ferrari Un marchio storico come Ferrari, icona di potenza, stile e velocità, non ha bisogno di ritrovare la strada smarrita. Ma i tempi cambiano e per stare al passo con le indicazioni dei mercati, le esigenze ambientali e i gusti

dei consumatori, anche una leggenda come Ferrari deve cambiare qualcosa, deve reinventarsi. Qualche giorno fa, la società ha presentato una nuova struttura organizzativa, “coerente con i propri obiettivi strategici di valorizzare l’esclusività del marchio, arricchire l’eccellenza del prodotto, rimanere fedeli al proprio DNA sportivo e focalizzarsi sulla carbon neutrality entro il 2030”, si legge in una nota ufficiale. Un lavoro enorme, la transizione energetica ed ecologica, nonché l’orientamento verso la decarbonizzazione, che ricadrà tutto sulle spalle, oneri e onori, dell’amministratore delegato della Ferrari, Benedetto Vigna, fisico subnucleare, esperto di sensori, con a suo nome più di 100 brevetti registrati e inserito nella rosa dei dodici candidati al premio “Inventore europeo 2010”. Non c’è da dimenticarsi, inoltre, che a partire dal 2035 in Europa e quindi anche in Italia non si potranno più vendere auto nuove a benzina e diesel.

Le preoccupazioni abbracciate anche dal nostro ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che non considerava necessario il passaggio all’elettrificazione delle supercar come Ferrari, Lamborghini e Maserati, solo per citare i brand più popolari, sia per tipologia di prodotto, sia per il numero dei modelli in circolazione, sembrano ormai già acqua passata, lontane incertezze. Dopo che la Porsche ha assicurato l’arrivo entro quest’anno delle prime versioni elettrificate della 718 (Boxster e Cayman), che seguono i già lanciati Taycan, Cayenne E-Hybrid e la Panamera E-Hybrid, e la Lotus ha presentato la sua nuova Elise, non poteva che toccare alla celebre casa di Maranello. “Vogliamo spingere più avanti i confini in tutte le aree, utilizzando la tecnologia in una modalità unica e propria di Ferrari – ha detto Vigna – e la nuova organizzazione migliorerà la nostra agilità, essenziale per cogliere le opportunità di fronte a noi in questo scenario in rapida evoluzione”.

Nonostante la caratura del brand, la Ferrari si ritrova comunque, e forse per la prima volta, a dover inseguire altre teste di serie, in questo nuovo mondo dell’elettrificazione (o della sua riedizione). La prima Ferrari 100% elettrica arriverà non prima del 2025, mentre appunto Porsche e altre grandi case automobilistiche già hanno presentato diversi modelli pronti per il mercato nel giro di 12 mesi. Nell’era dell’elettrico, è Tesla ad avere il sistema di accelerazione più potente e rapido, peraltro molto simile a quello delle auto da corsa. La Ferrari non potrà che adeguarsi, perché quello che era un vantaggio nei motori a benzina, qui non è sfruttabile, a meno che non innovi seriamente a livello tecnologico. Vedremo, che accadrà, per il 2022 comunque tutti attendono la presentazione del nuovo SUV Ferrari elettrico “Purosangue“ e le prime consegne del nuovo modello ibrido Ferrari 296 GTB (la prima ibrida è stata la SF90 Stradale), un bolide da 830 cavalli complessivi, motore turbo a 6 cilindri, in grado di superare i 330 km/h (da 0 a 100 in meno di 3 secondi).