Nel 2021 l’export verso i Paesi UE pesa per il 63,5% (contro il 64,7% di un anno fa) e il primo Paese di destinazione resta la Germania, con una quota del 20,4%. La Cina è il quarto mercato d’importazione (1,31 miliardi di Euro contro i 966 milioni del 2020, pari all’8,3%

del totale importato) e si conferma il primo mercato asiatico di destinazione dell’export, seguito dal Giappone Torino, 13 maggio 2022 – Nel 2021, l’export della filiera dei componenti per autoveicoli ritorna a crescere (+15,4%) dopo la frenata del 2020 (-15%) e ammonta a 21,7 miliardi di Euro (in recupero anche l’export italiano di tutte le merci che chiude l’anno a +18,2%). Nello stesso periodo, si registra anche un incremento delle importazioni della componentistica (+19,3%) per un valore di 15,9 miliardi di Euro, portando così la bilancia commerciale a confermare nuovamente un saldo positivo di 5,8 miliardi di Euro (circa 300 milioni di Euro in più rispetto al 2020), con un avanzo di 1,43 miliardi di Euro nel primo trimestre, 1,62 miliardi nel secondo, 1,29 miliardi nel terzo e 1,44 miliardi nel quarto. Sia per l’export che per l’import risultano in rialzo tutte le macroclassi di prodotto ad eccezione della componentistica legata alla riproduzione del suono. L’export della componentistica automotive ha avuto un trend positivo nella prima parte del 2021 (+10,1% il primo trimestre e +85% il secondo), per poi registrare un progressivo rallentamento nella seconda (+1,5% il terzo trimestre e -6,6% il quarto). “Il 2021 è un anno all’insegna del recupero per le esportazioni della componentistica italiana, che tornano a crescere a doppia cifra, con un primo semestre brillante e un secondo semestre in rallentamento, dopo le pesanti perdite del 2020 – afferma Marco Stella, Presidente del Gruppo Componenti Anfia . Lo scorso anno, il valore dell’export è cresciuto verso tutti i maggiori Paesi di esportazione eccetto il Regno Unito (-8,9%) – che mantiene il primato in termini di saldo positivo per la bilancia commerciale italiana (909,7 milioni di euro contro i 972,4 del 2020) e si conferma, come nel 2020, quinto mercato di destinazione dell’export – la Turchia (-1,4%) e la Serbia (-2,8%). A questi positivi risultati ha fatto seguito, tuttavia, un difficile ingresso nel 2022, che, a causa del protrarsi della crisi dei semiconduttori, delle materie prime, della logistica, e con gli effetti del conflitto in Ucraina pone le premesse per una probabile inversione di tendenza. 2 Secondo le ultime previsioni, per i microchip, ad esempio, nel corso del 2022 ci sarà un allentamento delle limitazioni dell’offerta, ma per la fine della crisi si dovrà attendere almeno il 2024 o 2025. Anche sul fronte della logistica, tra il blocco di Shanghai, principale porto commerciale a livello mondiale, e le difficoltà sulle rotte aeree e ferroviarie di collegamento con il Far East per via del conflitto in corso, la situazione rimane molto instabile. Una nota positiva è invece, sul fronte nazionale, la recente istituzione del fondo per l’automotive, di cui 650 milioni di euro sono già stati destinati, per ciascuno degli anni dal 2022 al 2024, agli incentivi all’acquisto di veicoli ibridi e a basse emissioni, una prima importante misura attuativa – a cui, per porre fine all’ ‘effetto attesa’ innescato nella domanda, deve ora rapidamente far seguito la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e l’aggiornamento della piattaforma web dell’Ecobonus - che, su un orizzonte pluriennale, aiuterà la filiera produttiva e il mercato ad affrontare la transizione verso la mobilità a zero emissioni. Insieme ai Ministeri competenti stiamo lavorando alla definizione di misure e strumenti di politica industriale, a cui saranno destinate le restanti risorse del fondo, per sostenere la riconversione della filiera produttiva nei prossimi otto anni”. Il comparto della componentistica nel suo complesso ha chiuso il 2021 con un rialzo del 29,5% dell’indice della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori1, mentre per il fatturato la variazione positiva dell’indice è stata del 14,6%, nel contesto di un incremento complessivo del 18,7% dell’indice di produzione dell’intera filiera automotive, complice il confronto con i forti ribassi registrati nell’anno della pandemia. A partire dalla seconda metà del 2021, tra i fattori che hanno inciso sul rallentamento dei ritmi di crescita dell’export nel terzo trimestre (+1,5%) e sull’inversione di tendenza del quarto trimestre (-6,6%) ci sono sicuramente il protrarsi della crisi delle materie prime, particolarmente sentita per acciaio, semiconduttori e materie prime plastiche, e della crisi logistica, avvertite a partire dai primi mesi dello scorso anno e tuttora in corso, con un aggravamento ed estensione ad ulteriori materiali e prodotti dopo lo scoppio del conflitto Russia-Ucraina. L’export italiano di autoveicoli2, nel 2021, vale 16,23 miliardi di Euro, in aumento del 10% rispetto al 2020, mentre l’import vale 24,23 miliardi di Euro (il 7,6% in più rispetto al 2020). Questo genera un saldo negativo della bilancia commerciale che ammonta a circa 8 miliardi di Euro (erano 7,8 miliardi nel 2020). Il forte disavanzo commerciale è come sempre determinato dall’elevata quota di penetrazione dei Costruttori esteri nel mercato italiano: per le autovetture, nel 2021, è pari al 62% circa, decisamente più alta rispetto a Paesi come la Francia e la Germania. Le esportazioni del settore componenti rappresentano nel 2021 il 5% di tutto l’export italiano, mentre le importazioni valgono il 3,1%, quote che salgono rispettivamente al 5,3% e al 3,2% se si esclude dal totale dei flussi commerciali il comparto energia. 1 Indici Istat – Codice Ateco 2007: 29.3 2 ANFIA su dati del Commercio Estero ISTAT, elaborazione per prodotto (NC8)/Sistema Armonizzato SH. Per “autoveicoli” si intendono le autovetture e i veicoli commerciali leggeri e pesanti. 3 Ricordiamo che il 2020, per la componentistica, si era chiuso con l’export a -15%, per un valore di 18,8 miliardi di Euro, a causa dei pesanti effetti della pandemia, e con un saldo positivo della bilancia commerciale di 5,5 miliardi di Euro (-18,2%). La componentistica automotive conta oggi circa 2.200 imprese sul territorio, per un fatturato di 44,8 miliardi di Euro e 161.000 addetti diretti3 (compresi gli operatori del ramo della subfornitura). Inoltre, mentre la bilancia commerciale dell’intero settore automotive italiano ha un saldo negativo, guardando alla sola componentistica il saldo è positivo da oltre 20 anni (6,4 miliardi di Euro la media annua dal 2008 al 2021). Sempre in riferimento al 2021, l’export della componentistica verso i Paesi Ue27 vale 13,78 miliardi di Euro (+13,1%) e pesa per il 63,5% di tutto l’export componenti (64,7% nel 2020), con un avanzo commerciale di 2,88 miliardi di Euro (era 3,07 miliardi nel 2020). L’export verso i Paesi extra UE è di 7,92 miliardi di Euro (+19,8%) e produce un saldo positivo di 2,92 miliardi di Euro (2,43 miliardi nel 2020). La classifica dell'export per paesi di destinazione vede al 1° posto sempre la Germania, con 4,4 miliardi di Euro (+9,6% la variazione tendenziale) e una quota del 20,4% sul totale; seguono Francia (10,3% di quota), USA (8,5%) che supera, rispetto al 2020, la Spagna (7,2%), UK (5,5%), Polonia (5,0%), Turchia (3,8%), Brasile (3,8%) Austria (3,2%), e Belgio (2,6%). Le aziende italiane esportano verso il Nord America componenti per un valore di 2,4 miliardi di Euro, in aumento del 39%, con un saldo attivo di 1,75 miliardi di Euro. Il valore dell’export cresce del 38,7% verso gli USA, del 42,6% verso il Messico e del 25,5% verso il Canada. Le esportazioni italiane di componenti verso l'area Mercosur valgono 923 milioni di Euro, in crescita del 62,8% rispetto al 2020, con un saldo positivo per 728 milioni di Euro (il 68% in più rispetto al 2020). Come già nel quadriennio 2017-2020, il primo mercato asiatico di esportazione resta la Cina (331 milioni di Euro esportati, +0,9% rispetto al 2020 e un saldo negativo di 983 milioni), che è anche il quarto Paese di origine delle importazioni italiane di componenti (1,31 miliardi di Euro, contro i 966 milioni del 2020, pari all’8,3% del totale importato). Fa seguito alla Cina, come secondo Paese asiatico di destinazione dell’export dei componenti italiani, il Giappone (243 milioni di Euro, +7,2%, con un saldo negativo di 77 milioni di Euro). La suddivisione dei componenti in macro-classi vede il comparto delle parti meccaniche (incluso accessori, vetri) totalizzare, nel 2021, il 66,1% del valore dell'export con 14,35 miliardi di Euro (+13,9% rispetto al 2020) e un saldo attivo di 5,78 miliardi di Euro.