Nei primi sei mesi del 2022, l’import di autoveicoli nuovi in valore verso l’Italia risulta in calo (-13% rispetto allo stesso periodo del 2021), a causa del calo delle importazioni di nuove autovetture (-10,2%) e del più marcato calo nel comparto dei veicoli industriali, che registrano una flessione

del 30%. L’export in valore risulta in aumento rispetto a quello del primo semestre 2021, +5,4%, sia per le autovetture esportate (+6,1%), che per i veicoli industriali (+3,6%). Il saldo è negativo (circa 4,2 miliardi di euro) per le autovetture, ma positivo per i veicoli industriali (+1,1 miliardo di euro). Mentre l’import di autoveicoli ha origine quasi totalmente da paesi europei (il 91,9% del valore totale importato), l’export con destinazione Europa rappresenta, nel primo semestre del 2022, il 62,5% del totale. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato di destinazione extra europeo (18,5%), seguiti da Cina (4,8%) e Giappone (4,2%). Per quanto riguarda il comparto della componentistica, nel cumulato gennaio-giugno 2022, crescono sia l’import che l’export (rispettivamente +9,5% e +3,4%), con un saldo positivo di 2,65 miliardi di euro (era di oltre 3 miliardi nello stesso periodo del 2021). L’Europa rappresenta il 75,8% del valore dell’import ed il 77,1% del valore dell’export. Al di fuori del continente europeo, la prima macroarea di origine è l’Asia, da cui l’Italia importa il 17,6% di parti e componenti (in valore), mentre la prima macroarea di destinazione dell’export è il Nord America: 10,3% del totale. Autoveicoli nuovi e componenti, insieme, generano, da inizio anno, importazioni pari al 6,7% dell’export del totale dell’industria (8,3% al netto dell’energia) ed il 6,8% dell’import (7,1% al netto dell’energia)