Il 27 settembre si è celebrata la Giornata Mondiale del Turismo e, in quest’occasione, il Centro Europeo Consumatori suggerisce come evitare le spese extra non previste durante la vacanza ed evitare così che quest’ultima diventi più costosa del previsto. La legge europea sui pacchetti viaggi

prevede che, l'organizzatore può aumentare il prezzo del viaggio fino all'8% anche dopo la prenotazione, ma a determinate condizioni: il contratto deve contenere tale clausola di adeguamento dei prezzi; il viaggiatore ne è stato informato mediante un modulo prima della conclusione del contratto; questa clausola deve prevedere, non solo un aumento, ma anche una diminuzione del prezzo del viaggio; l'aumento del prezzo deve essere comunicato almeno 21 giorni prima della partenza; il calcolo del nuovo prezzo deve avvenire in un modo trasparente; solo i costi per l’aumento del prezzo del carburante, delle tasse portuali o aeroportuali, dei tassi di cambio possono essere trasferiti ai clienti, gli altri no.

Se una di queste condizioni non è presente si può rifiutare il pagamento e nel caso in cui l’aumento del prezzo è superiore all'8%, l'organizzatore deve informare e chiedere al turista di accettare esplicitamente l'aumento entro un certo periodo o di recedere dal contratto. Se non si riceve una risposta entro tale periodo, l'aumento del prezzo viene considerato accettato. È fondamentale, dunque, assicurarsi di rispondere in tempo se non si desidera accettare l'offerta.

L'aumento dei prezzi dell'energia rappresenta una delle principali preoccupazioni del momento e molti consumatori saranno costretti a limitare il budget solitamente previsto per i viaggi” dichiara Maria Pisanò, direttore del Centro Europeo Consumatori Italia. “Molti e importanti sono i diritti riconosciuti ai viaggiatori e turisti nell’UE ma spesso non basta; è necessario, infatti, prestare molta attenzione alle clausole cui la conclusione di un contratto ci vincola per evitare costi supplementari inaspettati”.