La Dolomiti Innovation Valley convince i giovani innovatori dall’Italia e dal mondo: esiti oltre le aspettative per la Call lanciata dall’acceleratore manifatturiero Industrio Ventures, finalizzata ad individuare startup ed eccellenze hi-tech, e a farle interagire

e lavorare con le imprese della provincia di Belluno. Confindustria Belluno Dolomiti: “Che una start up da Londra, Milano, Monaco o Perugia voglia dialogare con il tessuto produttivo bellunese e con il nostro nascente ecosistema dell’innovazione è un’ottima notizia per tutto il territorio, e conferma la validità del percorso intrapreso sinora dalla nostra comunità”. Le imprese bellunesi incontrano una selezione di start up italiane e straniere per avviare nuovi percorsi di innovazione. Grazie all’Industrio Call for Innovation 2021 – Startup per la Dolomiti Innovation Valley. La Call, che rientra nell’ambito dell’Industrio Radar Belluno - iniziativa dell’acceleratore e investitore manifatturiero Industrio Ventures e di Confindustria Belluno Dolomiti, finanziata dal Fondo Comuni Confinanti e sostenuto dalla Provincia di Belluno - ha destato l’interesse di start up, spinoff universitari e progetti imprenditoriali non solo italiani ma anche stranieri, con adesioni da territori hi-tech come la Baviera, Singapore, l’Inghilterra. Alla fine gli esperti di Industrio Ventures hanno selezionato, tra tutte le candidature, venti eccellenze attive in settori fondamentali per il manifatturiero bellunese (e italiano) come l’Internet delle Cose (IoT), la meccatronica, l’Industria 4.0, la robotica, la trasformazione digitale, la manutenzione predittiva e settori collegati, e le hanno presentate il 22 novembre agli imprenditori del Digital Innovation Hub Belluno Dolomiti. Nei prossimi giorni una seconda selezione individuerà le più interessanti, che giovedì 9 dicembre si presenteranno al tessuto produttivo bellunese nel corso di un evento ad hoc. Tra le venti eccellenze ansiose di lavorare con le imprenditrici e gli imprenditori bellunesi, otto provengono dal nordest (con in testa l’Emilia-Romagna), sei dal nordovest (a condurre qui è la Lombardia), tre dall’Italia centrale, e tre dall’estero (Germania, UK, Singapore). “Questi numeri non sono una sorpresa. Da un lato il bellunese è un territorio oggettivamente molto interessante, grazie al suo tessuto produttivo dinamico, a una tradizione manifatturiera significativa, e a iniziative come il Digital Innovation Hub e la Dolomiti Innovation Valley – spiega Gabriele Paglialonga, direttore generale di Industrio Ventures ed esperto di open innovation –. Dall’altro le start up selezionate, davvero di altissima qualità, provengono da territori molto innovativi e ricettivi, che sanno guardare al di fuori dei propri confini”. Secondo Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno, “che una start up da Londra, Milano, Monaco o Perugia voglia dialogare con il tessuto produttivo bellunese e con il nostro nascente ecosistema dell’innovazione è un’ottima notizia per tutto il territorio, e conferma la validità del percorso intrapreso sinora dalla nostra comunità. Un percorso non facile, ma che sta iniziando a dare i suoi frutti”. Conclude Lorraine Berton: “Confindustria Belluno Dolomiti e le istituzioni locali credono che questo territorio possa diventare una smart land in grado di coniugare sostenibilità e innovazione, turismo e manifattura, qualità della vita e sviluppo. Evidentemente anche i giovani ingegneri, informatici e manager sparsi per l’Italia e per il mondo ci credono”. «Che il nostro territorio fosse in grado di produrre eccellenza lo abbiamo sempre saputo. Ma un conto è dirselo, un conto è avere la dimostrazione pratica – commenta il presidente della Provincia Roberto Padrin -. Il tessuto imprenditoriale e produttivo guadagnerà ulteriore slancio da questi contributi che arriveranno dall’esterno. Fare squadra è sempre un valore aggiunto».