La pandemia di Covid-19 ha impattato profondamente sul tessuto sociale, culturale ed economico del nostro Paese, modificandone rapidamente la dieta mediatica e il modo in cui le persone cercano le informazioni. La nuova edizione del Rapporto Censis

ci da l’opportunità di approfondire tali cambiamenti. Un’istantanea di quanto sta accadendo, infatti, ce l’ha data il capitolo “Comunicazione e media” del 55° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese 2021, secondo cui tutti i canali mediatici disponibili online e offline (tranne la stampa) hanno registrato una rilevante crescita. Si registra ancora un aumento dell’impiego di internet da parte degli italiani: l’utenza ha raggiunto quota 83,5%, con una differenza positiva di 4,2 punti percentuali rispetto al 2019. L’impiego degli smartphone sale all’83,3% (+7,6%) e lievitano complessivamente al 76,6% gli utenti dei social network (+6,7%) L’acquisto e l’impiego degli smartphone sale all’83,3% (+7,6%) e lievitano complessivamente al 76,6% gli utenti dei social network (+6,7%). Crescono inoltre sia i telespettatori della tv tradizionale (il digitale terrestre: +0,5% rispetto al 2019) e della tv satellitare (+0,5%), sia quelli della tv via internet (web tv e smart tv salgono al 41,9% di utenza: +7,4% nel biennio) e della mobile tv, passata dall’1,0% di spettatori nel 2007 a un terzo degli italiani oggi (33,4%), con un aumento del 5,2% solo negli ultimi due anni.

La spesa delle famiglie per i consumi mediatici tra il 2007 e il 2020 ha registrato andamenti diversi, ma generalmente in crescita un po’ in tutti i settori. Mentre il valore dei consumi complessivi ha subito una drastica flessione, senza ancora ritornare ai livelli precedenti la grande crisi del 2008 (-13,0% in termini reali è il bilancio alla fine del 2020, aggravato dalla recessione dell’anno scorso), la spesa per l’acquisto di telefoni e equipaggiamento telefonico ha segnato un vero e proprio boom, moltiplicando per oltre cinque volte il suo valore (+450,7% nell’intero periodo, per un ammontare di 7,2 miliardi di euro nell’ultimo anno). Quella dedicata all’acquisto di computer, audiovisivi e accessori ha conosciuto un rialzo significativo (+89,7%), mentre i servizi di telefonia hanno conosciuto un assestamento verso il basso, per effetto di un riequilibrio tariffario (-21,1%, per un valore comunque pari a 14,6 miliardi di euro sborsati dalle famiglie italiane nell’ultimo anno).

Infine, la spesa per libri e giornali ha subito un vero e proprio crollo: -45,9% dal 2007. Si accentua infatti la crisi ormai storica dei media a stampa, a cominciare dai quotidiani venduti in edicola, che nel 2007 erano letti dal 67,0% degli italiani, ridotti al 29,1% nel 2021 (-8,2% rispetto al 2019). Lo stesso vale per i settimanali (-6,5% nel biennio) e i mensili (-7,8%). Sul libro però qualche distinguo va fatto. I lettori di libri nel 2021 raggiungono il 43,6% degli italiani, con un aumento dell’1,7% rispetto al 2019 (sebbene nel 2007 chi aveva letto almeno un libro nel corso dell’anno era il 59,4% della popolazione). Se si considera che chi ne ha letti più di 3 costituisce una fetta pari al 25,2%, si può affermare che il lockdown ha senz’altro prodotto un riavvicinamento alla lettura. Sale anche il numero di lettori di ebook, pari oggi a un italiano ogni dieci (l’11,1%: +2,6%).