Secondo la Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, Varese è caratterizzata da una forte vocazione industriale e da un’elevata presenza sui mercati internazionali: l’industria sviluppa un terzo del valore aggiunto provinciale e le esportazioni rappresentano il 40% circa del valore aggiunto (la media italiana

è poco sotto il 30%). La provincia presenta una spiccata inclinazione a innovare: il numero di brevetti è pari a 171,4 ogni milione di abitanti, più del doppio della media italiana e quasi il 30% superiore alla Lombardia. La competitività di questo territorio si manifesta soprattutto sui mercati esteri: meccanica, sistema moda, gomma e plastica, chimica e aerospazio sono i principali settori per export e insieme esprimono il 56% delle vendite estere di manufatti di Varese. Nel 2021 l’export della provincia ha toccato quota 10,8 miliardi di euro, il 10,1% in più rispetto al 2019. Si tratta di una performance superiore alla media italiana (+7,5%) e lombarda (+6,6%), che ha potuto contare sul contributo di gomma e plastica, chimica, aerospazio, elettronica, elettrotecnica, abbigliamento, farmaceutica, agro-alimentare e cosmetica. Germania, Stati Uniti e Cina sono i tre mercati in cui la crescita dell’export è stata maggiore. Il conflitto in Ucraina è arrivato in un momento di forte ripresa per l’economia varesina. Nel complesso la provincia di Varese presenta una bassa esposizione commerciale verso la Russia e l’Ucraina: in questi mercati nel 2021 ha registrato valori di export pari a 181 milioni di euro, ossia l’1,7% del totale, una percentuale più che dimezzata rispetto al 2013 quando era pari al 4,3%. Si tratta comunque di un dato medio: per alcuni comparti varesini, infatti, il peso di questi mercati è significativo. È questo il caso ad esempio della cosmetica (6,3%); percentuali superiori alla media si registrano anche per la meccanica (3,3%), l’abbigliamento (3,2%) e la chimica (2,7%). Il maggiore canale di trasmissione della guerra è rappresentato dai rincari dei prezzi delle materie prime. La revisione al rialzo dei prezzi di petrolio e, soprattutto, del gas naturale, penalizzerà in modo significativo il reddito disponibile dei consumatori e i margini delle imprese con effetti sia sui consumi che sugli investimenti. Il conflitto in Ucraina rende ancora più urgenti i temi dell’ambiente e della tecnologia che possono favorire il risparmio di materie prime, l’efficientamento dei processi e la diversificazione dei mercati di sbocco. Al contempo, se i problemi di approvvigionamento innestati dalla pandemia e poi amplificati dall’invasione russa porteranno a una regionalizzazione su base continentale delle catene globali del valore, si potranno aprire opportunità per i territori italiani che come la provincia di Varese sono caratterizzati dalla presenza di filiere ben ramificate a livello locale. I prossimi anni saranno dunque decisivi per l’Italia, la Lombardia, ma anche per l’economia della provincia di Varese. Il Pnrr potrà favorire un intenso processo di riforme per poter rilanciare investimenti in digitale, transizione green, infrastrutture, formazione e ricerca, con un’attenzione particolare a giovani, donne e precari.