La maxi agevolazione voluta dal Movimento 5 stelle ha avuto le sue ricadute positive: dai 38,7 miliardi di euro investiti dallo Stato si sarebbero generati 124,8 miliardi di euro, cioè il 7,5% del Pil. Dati confortanti che però si scontrano anche con le numerose frodi che hanno caratterizzato

il percorso di questo bonus. Sembra, quindi, molto probabile una stretta sulla misura anche se non si sa ancora come potrà operare un Governo relegato al disbrigo degli affari correnti e urgenti. La detrazione del 110% dovrebbe rimanere fino alla naturale scadenza prevista e, intanto, Dario Costantini, Presidente Nazionale Cna, ha fatto sapere che verrà garantito il riconoscimento delle somme alle imprese che hanno già fatto i lavori e che hanno anticipato i soldi per conto dello Stato. Intanto, nel Dl Aiuti già lo scorso 17 maggio era stato previsto un allentamento del sistema di cessione del credito. Il tentativo era quello di sbloccare il sistema ed estendere questa norma a tutti i crediti pregressi.

L’aggiunta di un’ulteriore operazione, oltre alle tre previste, è ammessa solo verso correntisti qualificabili come clienti professionali e partite Iva. Per questa ultima categoria, vale soltanto per le somme derivanti da cessioni comunicate dopo il 1° maggio 2022. Ciononostante, il mercato del credito è diventato una corsa ad ostacoli con banche sempre più esigenti poiché rischiano di non poter scaricare per intero le somme. Altro nodo da sciogliere è la responsabilità in solido dei concessionari nella cessione del credito. Nel caso in cui il cessionario abbia omesso il ricorso alla specifica diligenza richiesta, infatti, si configura la sua responsabilità in solido, la responsabilità in solido del fornitore che ha applicato lo sconto e dei cessionari per il pagamento dell’importo maggiorato di sanzioni e interessi. A questo proposito l’articolo 2055 del Codice Civile disciplina la responsabilità solidale, stabilendo che se il fatto dannoso è imputabile a più persone, tutte siano obbligate in solido al risarcimento del danno. Aspetto ripreso anche dall’articolo 121, comma 6 del Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio) a proposito di Superbonus 110%, dove la responsabilità solidale deve venire valutata caso per caso nella singola istruttoria.

Il livello di diligenza richiesto è legato alla natura del cessionario, in particolare intermediari finanziari e banche, per i quali è richiesta l’osservanza di una qualificata ed elevata diligenza professionale. Ciascun cessionario, in conclusione, deve sempre valutare, quando compensa i crediti fiscali acquisiti, di aver preventivamente operato con la necessaria diligenza all’atto dell’acquisto. Tirando le somme, al 30 giugno 2022 i dati del Superbonus 110% ci raccontano di un totale di investimenti ammessi alla detrazione di 35,2 miliardi di euro. Si tratta di 4,6 miliardi di euro in più rispetto a maggio, mese in cui i fondi stanziati dal governo erano terminati.