Temi come  la Voluntary Disclosure (collaborazione volontaria per l’emersione dei capitali detenuti all’estero) e la necessità di garantire canali complementari di finanziamento che consentano alle PMI di realizzare progetti 

di sviluppo e/o di internazionalizzazione, nel contesto di una ripresa che seppur debole viene sempre più prospettata, sono stati approfonditi nel Convegno organizzato da Schroders Wealth Management e da Bernoni Grant Thornton, con la partecipazione di Borsa Italiana ed il patrocinio della British Chamber of Commerce for Italy.

 Gabriele Labombarda, Partner di Bernoni Grant Thornton, ha sottolineato come “Le strategie di occultamento al fisco di capitali e redditi oltre frontiera abbiano le ore contate. La possibilità concessa dallo strumento della collaborazione volontaria (voluntary disclosure) è infatti  l'ultima occasione per poter estinguere le violazioni commesse e poter rientrare capitali in Italia, in un mutato contesto internazionale e alla luce della sempre maggiore diffusione dello scambio di informazioni tra stati.”. Vittorio Benedetti, Responsabile per il  Centro- Sud Italia, Piccole e Medie Imprese di Borsa Italiana, riguardo alle opportunità di finanziamento che si stanno sviluppando per questo segmento duramente colpito dal credit crunch, ha ricordato il programma ELITE, creato da Borsa Italiana, che conta 130 società e che a breve vedrà l’ingresso di altre PMI di eccellenza. Un percorso che, secondo Benedetti, “potrà aiutare le PMI a effettuare un salto di dimensione necessario a raggiungere livelli di efficienza, managerialità e trasparenza comparabili a quelli delle aziende quotate.”

 Mario Spreafico, Head of Investments, Schroders Wealth Management, chiudendo l’incontro ha sottolineato che “i recenti flussi di capitali hanno contribuito a rompere alcuni stereotipi che hanno governato i mercati negli ultimi anni, dopo la crisi di Lehman Brothers. I cosiddetti Safe Heaven si sono dimostrati sempre più fragili ai mercati guidati dai flussi di liquidità. Il rischio di credito, tranne in Italia, è tornato ai livelli pre-Lehman, accompagnato da un processo di disintermediazione del canale bancario che favorisce gli investimenti in capitale di rischio. Resta da vedere fino a quando questa dinamica proseguirà”, ha concluso Spreafico.