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Quando si parla di vini ungheresi, è il Tokaji il primo a venire in mente. Ma ce ne sono tanti altri da scoprire. L'enologia ungherese si è diversificata molto negli ultimi anni. Esistono ventidue regioni produttrici di vini, le più importanti sono Tokaj, Kunság,

Csongrád e Hajós-Baja, Eger, Villány e Szekszárd.

 

Villány è la regione vinicola più meridionale e più calda d'Ungheria e produce i rossi migliori e più corposi del paese, per esempio le varietà di Bordeaux come il Cabernet Sauvignon e il Merlot e il Cabernet Franc stanno conquistando sempre più proseliti. Anche la Portugieser è la seconda varietà per diffusione nella regione dopo il Cabernet Sauvignon.

 

E l'Ungheria ha presentato i suoi vini proprio in Italia, lo scorso 5 dicembre, in un evento elegante e prestigioso nell’ambito di un incontro professionale per i vini ottini e dolci premium.

 

L'evento promosso dall’Arte dei Vinattieri: si è svolto nelle sale di Palazzo Brancaccio, a Roma.

 

 Per rappresentare l’Ungheria, ospite d’onore della serata, era presente S.E. Ambasciatore Péter PACZOLAY.

 

“REGALO D’AUTORE, DONO ARTIGIANO” è un evento che, dal 2012, anno dopo anno, è diventato una tappa prestigiosa. Il promotore, Claudio Arcioni, presidente Arte dei Vinattieri e Simona Basili, ideatrice progetto Botteghiamo (associazione dei commercianti tradizionali di Roma centro storico).

 

I visitatori dell'edizione 2016 sono stati 1.250.

 

 

 

Dopo l’inaugurazione, si sono svolte le degustazioni. L'Ungheria era presente con due vini eccellenti: un passito di Tokaj di cinque gerle, conosciuto e apprezzato dagli esperti-consumatori italiani, e il Gere Kopár Cuvée del 2011, il miglior vino della cantina Gere.