Ogni anno l’Eiu, l’unità di ricerca e analisi del settimanale inglese Economist, stila una sua personale classifica delle città in cui si vive meglio al mondo. Nella classifica 2022 delle città del mondo in cui si vive meglio, resa pubblica a giugno, in prima posizione torna Vienna,

come già nel 2018 e nel 2019, dopo essere scivolata fuori dalla top ten nel 2021. In realtà l’anno scorso tante città, soprattutto europee, sono state penalizzate a causa del Covid, per la chiusura obbligata di musei e ristoranti. Vienna è stata premiata per le buone infrastrutture, per la stabilità della città, per le opportunità di divertimento e cultura e la sua soddisfacente offerta educativa e sanitaria. La capitale austriaca prende il posto che l’anno scorso è stato della neozelandese Auckland, che è scivolata al 34° posto, anche lei penalizzata dalle restrizioni imposte dal governo locale per contenere l’avanzata della pandemia.

Nella top ten altre 5 città europee, con la danese Copenaghen e la svizzera Zurigo che completano il podio, seguite da Ginevra (6° posto), Francoforte (7° posto) e Amsterdam (9° posto). Il Canada sfoggia 3 presenze nei primi 10 posti (Calgary, Vancouver e Toronto). Al 9°/10° posto brillano la giapponese Osaka e l’australiana Melbourne, a pari punteggio. Qui di seguito l’elenco:

Vienna • Copenaghen • Zurigo e Calgary (pari merito) • Vancouver • Ginevra • Francoforte

Toronto • Amsterdam • Osaka • Osaka e Melbourne (pari merito)

Le città in cui si vive peggio

Le grandi metropoli si classificano più in basso: Parigi, città dell’amore per eccellenza, è solo 19°, Londra, la città più cosmopolita d’Europa, si affaccia al 27°, Milano, la prima città italiana classificata, si trova solo al 49° posto, New York, la “Grande Mela” al 51° e l’orientale Pechino al 71°.

Sempre a causa della guerra, le due principali città russe, Mosca e San Pietroburgo, sono state penalizzate perdendo 15 e 13 posizioni, tanto che Mosca è scivolata all’80° posto. Entrambe le città registrano un calo dei punteggi a causa dell’aumento dell’instabilità, della censura, dell’imposizione di sanzioni occidentali e del ritiro delle aziende dal Paese.

Anche le altre città dell’Europa orientale scivolano nella classifica tra i maggiori rischi geopolitici. Se la crisi del costo della vita dovesse innescare ulteriori discordie nei legami internazionali o nella politica interna, i punteggi di stabilità per queste città potrebbero scivolare ulteriormente il prossimo anno. La capitale della Siria, Damasco, e quella della Libia, Tripoli, continuano a soffrire in fondo alla lista, insieme a Lagos, in Nigeria, mentre affrontano disordini sociali, terrorismo e conflitti. Tuttavia, la maggior parte delle città che si trovano agli ultimi posti della classifica, hanno migliorato i loro punteggi rispetto allo scorso anno, grazie all’allentamento delle pressioni dovute alla pandemia.