Alessandro Balli, nel 1986, si è trovato al posto giusto nel momento giusto e grazie alla propria esperienza di consulente fiscale ed amministrativo, oltre che programmatore di programmi applicativi in Italia, in quell'anno, in Ungheria, vinse un importante tender

per la fornitura di un sistema di calcolo (hardware e software) ad una grande impresa ungherese. Tale tender era finanziato dalla World Bank , ed era la prima volta che simili tecnologie entravano “regolarmente” in un paese dell’Est Europa. Da qui l’incarico dell’allora MINCOMES di controllare mensilmente il sistema e l'inizio della propria professione in Ungheria, sia come imprenditore che come consulente, anche di Istituzioni ungheresi. Ad Alessandro Balli abbiamo qual è la situazione della pandemia in Ungheria.

L'emergenza coronavirus sta mettendo in ginocchio, oltre alle famiglie, le pmi. Che cosa sta succedendo in Ungheria? E che cosa ne pensa, da italiano, dei pieni poteri dati al Premier ungherese?

L’Ungheria non fa eccezione, anche se il pronto intervento governativo di restrizioni (chiusura di bar, ristoranti, eventi, ecc.. aeroporti, controlli alle frontiere..) ha limitato il contagio. Il contagio è superiore in zone densamente popolate che non nelle provincie di campagna. Il picco dei contagi è previsto da 1 al 3 maggio. Occorre anche dire che, a mio avviso, ci potrebbero essere delle inesattezze nei dati pubblicati.

Il Parlamento Ungherese ha concesso poteri più ampi al PM Orban per permettere di prendere decisioni immediate in questa situazione di emergenza. La notizia non ha fatto scalpore più di tanto in Ungheria; visto la maggioranza che il PM ha in Parlamento, in pratica questi poteri li aveva già, comunque sempre condizionati a verifica parlamentare. Da italiano il termine “pieni poteri” fa un po’ paura,ma, sinceramente, ancor oggi non mi sento sotto “dittatura”.

Come viene vissuta la situazione italiana vista dall'estero?

Molti ungheresi sono preoccupati per la situazione italiana, soprattutto considerando il numero dei contagi e dei decessi. Qui molti amano l’Italia, ed anche gli italiani sono, in genere, apprezzati.

Ritiene che le relazioni commerciali Ungheria-Italia potranno essere compromesse, nel medio termine, dalla pandemia?

Non ci sono motivi che mi fanno pensare a relazioni commerciali compromesse nel medio termine, a meno che questa situazione non duri a lungo. Nel tempo passato si sono sviluppate sinergie fra le due nazioni che funzionano bene e fanno ben sperare. Un esempio: il settore agricolo. L’Ungheria importa dall’Italia, e continuerà ad importare, macchinari per l’agricoltura. I prodotti dell’agricoltura ungherese vengono poi esportati verso l’Italia, e spesso, dopo la creazione di prodotti finiti in Italia, vengono da questa riesportati in altri paesi.

Gli studi legali e commerciali hanno un surplus di lavoro per assistere la clientela e indirizzarla verso gli aiuti messi in campo da governi, banche, istituti finanziari e nella gestione degli aspetti burocratici e fiscali legati alla all'emergenza pandemica. A loro volta, gli studi professionali sono tutelati?

Gli studi legali e commerciali studiano e spiegano, soprattutto on-line, alle pmi, le disposizioni governative. Anche i tribunali lavorano soprattutto on-line, di conseguenza non si tengono udienze che necessitano di contraddittorio. Gli aiuti ad imprese bloccate, o quasi, nelle loro attività ricevono aiuti dallo stato in modo diretto, quindi l’intervento del professionista, per ora, è limitato. Il 21 aprile il Segretario di Stato Gyórgy László ha dichiarato in tv che verranno definite, a breve, le condizioni di aiuto per le imprese in crisi. Fra gli aiuti messi in campo, al momento sappiamo che se le imprese non sono in grado di conservare i posti di lavoro, lo Stato puó finanziare lo stipendio del lavoratore per 9 mesi al tasso dello 0,1%, con rimborso nel corso di due anni.

Per quanto riguarda aiuti diretti agli studi professionali o professionisti, per ora non sono previsti. Gli Studi, come le pmi, possono usufruire del finanziamento agevolato per il mantenimento del posto di lavoro.

Tutto sommato, in Ungheria, si vive in una “relativa normalità”.

 

Tribuna Economica

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