In carica da circa sei mesi, Vincenzo Trani, Console Onora­rio della Repubblica di Belarus in Campania, fondatore e Presi­dente di Mikro Kapital Group, è il nuovo Presidente della Camera di Commercio Italo-Russa. Vincenzo Trani succede allo storico Presidente

(oggi Presi­dente Onorario) Cav. Rosario Alessandrello che ha guidato la Camera dal 1995 al 2019. Dal canto proprio, Trani ha avuto riconoscimenti e onorifi­cenze “per lo sviluppo degli af­fari in Russia e Bielorussia”, Stato dell’Unione di Russia e Bielorussia; “per una brillante carriera all’estero”, premio Napoletani Eccellenti nel Mon­do–Governo Italiano e lettera di riconoscimento per “aver istitui­to il primo operatori di car-sha­ring “Delimobil” nell’ambito del progetto “car-sharing”di Mosca e un significativo contri­buto personale allo sviluppo dei trasporti pubblici di Mosca”, Sindaco di Mosca. Nel settore bancario dal 1996 operativo in Russia dal 2000, Vincenzo Trani ha sviluppato programmi chiave nel settore della microfinanza lavorando per otto anni presso la Banca Euro­pea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS).

Presidente Trani, come sta incidendo la pandemia corona­virus sulle relazioni commer­ciali tra Italia e Russia?

Sicuramente l’emergenza Coronavirus sta destabilizzando i rapporti commerciali, ma nono solo tra i due Paesi, in generale.

Ad oggi, la Russia si presen­ta in “vita”, con ordinaria ammi­nistrazione e pochi provvedi­menti. Questo, ripeto, ad oggi, e grazie al fatto che la Russia è stato tra i primi Paesi a “chiude­re le porte”, non appena si acce­so il primo focolaio in Cina. Ovviamente, però, come in ogni emergenza globale, tutti pagano un prezzo. Nello speci­fico dei rapporti commerciali tra Italia e Russia, il prezzo lo pagano soprattutto le Pmi e in alcuni settori.

La sua nomina a Presidente risale a circa sei mesi fa. Pro­gramma?

Tra i vari modelli che mi so­no posto, in primis c’è quello di far leva sulle Pmi rispetto alle grandi aziende. Una grande azienda, infatti (che ovviamente non mancherà del nostro appog­gio) ha strumenti, canali e risor­se economiche e umane per riu­scire a posizionarsi nel mercato russo senza troppe difficoltà; vi­ceversa, una Pmi necessità di molto più supporto. Per fare que­sto, c’è anche necessità di porta­re gli amministratori delle Pmi nel CdA della Camera affinché possano svolgere un ruolo di “impatto”. Altre risorse sono riunifica­zione e piattaforma online di vendita/distribuzione prodotti italiani: per quanto riguarda la prima, stiamo tentando di riuni­ficare alcune associazioni im­prenditoriali italline presenti in Russia sotto un unico tetto per avere anche più solidità nel mo­mento in cui ci si muove come apparato Italia. Per quanto riguarda il secon­do punto, piattaforma online, è un progetto su cui crediamo e ci stiamo lavorando sopra. Le diffi­coltà maggiori sono date da do­gana e logistica. Superati questi due scogli, il progetto può parti­re.

Settori su cui puntare?

Sicuramente, oltre ai settori tradizionali russi ed italiani, pos­siamo citare l’Information Tech­nology, che, vista la vastità del territorio, è fondamentale per le relazioni commerciali e non so­lo; l’automotive; l’agricoltura, soprattutto nelle Regioni del sud della Russia e il turismo anche se ad oggi penalizzato dalla pan­demia mondiale.

Peculiarità e difetti del Pae­se per le nostre imprese?

Ovviamente, come per tutti i rapporti, esistono anche diffi­coltà e lati positivi. Alcune diffi­coltà per i nostri imprenditori so­no legate dall’accesso al credito da parte delle Banche russe alle Piccole e Medie Imprese soprat­tutto nelle zone più ad alto svi­luppo come Mosca; altre date dalla distanza psicologica e fisi­ca; altre ancora dalla concorren­za. Per fare fronte ad alcune di queste problematiche il mio per­sonale consiglio, nonché strate­gia, è quello di lavorare con le Regioni e nelle Regioni in quan­to offrono più opportunità. Co­me ad esempio la Regione del Primorskij (territorio del Litora­le si estende nell’Estremo Orien­te russo al confine con la Cina e per un brevissimo tratto con la Corea del Nord, affacciandosi con un lungo tratto di costa, a sud e ad est, sul mare del Giap­pone. A nord confina invece con il territorio di Chabarovsk, unico confine interno. Ndr).

In queste Regioni si possono trovare agevolazioni come fondi diretti dallo Stato russo, suppor­to finanziario, tassazioni ridotte e “apertura” delle Banche locali agli investimenti. In conclusione, da parte del popolo russo, c’è una grande vo­lontà di lavorare con l’Italia.

Come si muove la Camera e con quali finalità?

Potenziare ed agevolare gli scambi economico-commerciali tra i due Paesi. La Camera di Commercio Italo-Russa, infatti, è a stretto contatto con le Istitu­zioni italiane e russe, opera su due piani paralleli, che si inte­grano e si completano: il primo è costituito da una costante opera di sostegno, che potrebbe essere definita ‘strategica’, all’attività degli imprenditori italiani e russi tramite la partecipazione agli in­contri tra le Autorità politico-economiche di Italia e Russia con costante opera di sensibiliz­zazione in merito alle esigenze dell’imprenditoria italiana in Russia e di quella russa in Italia. Il secondo aspetto è costitui­to dalla prestazione di servizi agli operatori economici italiani e russi.

 

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 23 marzo 2020

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