Imprenditore e manager, dal 2018 Giovanni Da Pozzo è presidente di Promos Italia - Agenzia Nazionale per l’Internazionalizzazione del Sistema Camerale. Ricopre anche la carica di presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, del Consorzio camerale

credito e finanza, di Fin. Promo. Ter.s.c.p.a.- Finanziaria per la promozione del settore terziario e di Confcommercio Udine, di vice presidente di Assoconfidi Italia e membro del Consiglio di Confcommercio Nazionale. Imprenditore del commercio nel settore abbigliamento, è titolare dell’azienda di famiglia nata nel 1908. Figura istituzionale con esperienza sul campo, egli ha modo di cogliere le vere esigenze degli imprenditori in tempi di post Covid e non solo.

 Presidente Da Pozzo, Promos Italia supporta le impreseitaliane nei processi di internazionalizzazione e affianca le istituzioni nello sviluppo dell’economia locale e nella valorizzazione del territorio. Come si pone Promos in tempi di pandemia?

Abbiamo rimodulato alcune attività e pianificato una serie di iniziative con l’obiettivo di garantire alle imprese servizi utili in questa fase complessa. Ad esempio, un’attività su cui siamo impegnati è il supporto ai processi di digitalizzazione, in particolare attraverso il portale digitex--port.it. Inoltre, stiamo lavorando alla realizzazione di una piattaforma che permetta di svolgere incontri b2b virtuali tra operatori italiani e buyer di tutto il mondo. Si tratta di una nuova metodologia di fare business internazionale che servirà a compensare, al¬meno in parte, l’impossibilità di partecipare per un po’ di tempo a fiere e missioni imprenditoriali.

 Comunicazione digitale ai tempi del coronavirus. Sono numerosi i momenti di incontro e di confronto con le imprese organizzati da Promos Italia, anche attraverso webinar. Come rispondono le aziende?

 Direi molto bene, da inizio marzo ad oggi abbiamo realizzato 20 webinar che hanno visto la partecipazione di oltre 3000 imprese. Questa modalità ci ha permesso da un lato di continuare a garantire formazione qualificata a imprenditrici e imprenditori sui temi dell’export tradizionale e digitale, dall’altro di raggiungere contemporaneamente tutte le imprese dei territori in cui opera Promos Italia, che da qualche settimana comprendono anche Bergamo, Catanzaro, Perugia,Pisa e Salerno.

Informazione, formazione,strategia per un export efficace sono fra le azioni messe in campo da Promos Italia, affiancate da proposte per le opportunità offerte dal digitale nei processi di export. Verso quali paesi sono orientate le imprese che si rivolgono a Promos Italia?

Anche in questa fase i mercati di riferimento per le nostre aziende restano quelli europei,tanto è vero che imprenditrici e imprenditori stanno cercando di riaprire, in primis, i canali commerciali verso questi paesi.

Per quanto riguarda l’internazionalizzazione delle imprese verso la Cina, quali saranno gli sviluppi nel medio termine?

 La Cina è il primo paese ad essere ripartito, dunque dobbiamo aiutare le nostre imprese sin da subito a posizionarsi nel mercato cinese dopo questa fase complessa Lo scorso anno l’export italiano verso la Cina ha fatto registrare una perdita del 18%,pertanto c’è molto da fare per riconquistare fette di mercato. Per contribuire a farlo, abbiamo dato vita, insieme a Netcomm e ChinaEU, a un progetto che permetterà alle imprese italiane di svolgere incontri b2b online con buyer cinesi selezionati, aprendo così nuove opportunità commerciali. Il primo appuntamento è previsto nel mese di giugno.

 Le note dolenti. Da un’indagine di Promos Italia emerge che negli ultimi due mesi un quarto delle imprese nazionali ha perso l’80% del fatturato. Che cosa si deve fare concretamente per evitare il tracollo del sistema imprenditoriale italiano?

In questo momento la priorità è il finanziamento, il credito alle imprese, soprattutto a quelle più piccole. Solo questa misura può permettere a imprenditrici e imprenditori di sopravvivere in questa fase e di poter ripartire con prospettive positive. Sul fronte del commercio internazionale, questa crisi ci dà l’occasione di rivedere e innovare la modalità con cui presentare all’estero il nostro sistema imprenditoriale. E’ necessario farlo sotto un’unica egida, quella del Made in Italy, brand apprezzato e riconosciuto in tutto il mondo, attraverso azioni sistemiche guidate dal Governo che coinvolgano sistema camerale, Ice, associazioni e camere di commercio italiane all’estero.

 Il Decreto Rilancio, a suo parere, potrà dare un impulso per una vera ripartenza del Paese?

Nel decreto Rilancio ci sono alcuni segnali positivi, ad esempio il fatto che tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato non devono pagare l’Irap di giugno. Finalmente è arrivato anche il tanto atteso e richiesto contributo a fondo perduto, ma purtroppo permane ancora un grosso problema che anche questo decreto non risolve: la liquidità, quella vera. Servono contributi a fondo perduto più consistenti per le filiere maggiormente colpite dalla crisi, penso ad esempio a quella del turismo, per la quale sono stati stanziati 4 miliardi, pochi,se si paragonano, ad esempio, ai18 stanziati dalla Francia. Per le filiere più in difficoltà purtroppo questi fondi non basteranno per ripartire. Infine, la spinta da 12miliardi per sbloccare i debiti della pubblica amministrazione è troppo lieve, anche in questo caso sarebbe stata necessaria una cifra più cospicua.

 

 Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 25 maggio 2020

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