Il popolo ebraico ha un debito di riconoscenza verso l’Italia. Il Risorgimento ha ispirato i primi pensatori sionisti. L’Italia ha anche ospitato l’evento più importante per la storia del popolo ebraico in tempi più recenti- la Conferenza di Sanremo – che quest’anno

celebra il suo centenario”.Infatti, durante questa Conferenza, tenutasi dopo la Prima Guerra Mondiale, la comunità internazionale ha riconosciuto per la prima volta dalla distruzione di Gerusalemme nel primo secolo, il diritto degli ebrei sulla loro antica Patria.

Ambasciatore Eydar, per Israele un nuovo governo: cosa ci si aspetta dalle relazioni tra Paesi, sia a livello economico che in generale?

Il nuovo Governo in Israele mira ad approfondire ulteriormente le relazioni ed è già in contatto con il Governo italiano per promuovere un incontro tra Ministri di entrambe le parti, che rinnoverà e amplierà anche gli accordi, che sono alla base di innumerevoli collaborazioni, portando a risultati significativi per i due Paesi. Sono stati inoltre formulati nuove e creative modalita` per attivare il sistema economico di entrambi i Paesi in fase di ripresa dall’epidemia.Per quanto ampie siano le nostre relazioni economiche, Israele e Italia non si sono ancora avvicinate del tutto alla piena realizzazione della cooperazione economica in tutti i campi, attraverso investimenti, ricerca scientifica e industriale, soluzioni tecnologiche disponibili per l’industria, l’agricoltura e il settore dei servizi e molto altro ancora.Prendiamo ad esempio il settore agricolo. L’Italia meridionale e Israele vivono condizioni simili sia per quanto riguarda il clima che per le risorse idriche. In effetti, Israele collabora con Confagricoltura per condividere la sua esperienza nell’implementazione delle tecnologie agricole all’avanguardia, in grado di massimizzare la produzione agricola. Inoltre, siamo impegnati affinché l’Italia possa essere un punto di riferimento europeo(hub) nel campo dell’agritec e stiamo lavorando per promuovere una conferenza annuale sull’agricoltura simile al Cybertech Europe.

Quali sono stati i passi chiave che Israele ha intrapreso,dal punto di vista tecnologico,per affrontare con tanto successo il CoronaVirus?

Israele è un Paese piccolo e densamente abitato, dalle dimensioni simili a quelle della Lombardia. La maggior parte della popolazione vive nella regione centrale, che è circa un terzo del suo territorio. Di conseguenza, Israele ha in primo luogo rafforzato le misure precauzionali in quell’area, chiuso gli aeroporti e messo l’intero Paese in quarantena preventiva. Sfortunatamente, siamo abituati ad agire in situazioni di emergenza e incertezza (a causa di attacchi terroristici da parte di Hamas, Hezbollah e altri gruppi di sostegno iraniani), cosa che consente al sistema pubblico e alla stessa popolazione di adattarsi rapidamente a situazioni critiche. Dal punto di vista tecnologico, la chiave è “PPP” – Public-Private Partnership. All’inizio della crisi, l’Autorità Israeliana per l’Innovazione ha emanato un bando per tutte le aziende tecnologiche per la presentazione di proposte per far fronte alla crisi del CoronaVirus, finanziando molte ricerche, provenienti sia dal mondo accademico che dal mercato privato, in tempi brevi. Le nostre industrie che operano nel campo della sicurezza, comprese le menti geniali presenti dietro alle quinte dei sistemi avanzati di difesa e di attacco di Israele, hanno concentrato la loro creatività nell’elaborazione di sistemi per combattere il CoronaVirus. In tempi brevissimi è stato sviluppato un ampio spettro di innovazioni che comprendono,tra l’altro, l’identificazione precoce dei focolai di infezione, l’uso di robotica e telemedicina per il trattamento dei pazienti, enormi progressi nello sviluppo di test economici e veloci, farmaci e finanche ricerca sui vaccini. Le piccole dimensioni di Israele hanno significato anche una sorta di vantaggio: il nostro intero sistema sanitario è informatizzato e all’inizio della crisi,tutti gli ospedali sono stati collegati a un database nazionale, che permette un buon controllo della situazione e che utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare ‘big data’.

Relazioni e cooperazione tra Italia e Israele durante la lotta del CoronaVirus…

Dall’inizio della crisi, tre aspetti sono stati particolarmente significativi: primo, la solidarietà sentita dagli israeliani di fronte alla sofferenza del popolo italiano; secondo, il desiderio israeliano di trasmettere all’Italia gli strumenti tecnologici che abbiamo incrementato, nonché lo sviluppo di soluzioni congiunte coni centri di eccellenza italiani, con lo scopo di salvare vite umane; terzo, nonostante la grave situazione vissuta in Italia, di cui sono molto dispiaciuto, gli esperti israeliani sono rimasti in contatto con le loro controparti italiane e hanno studiato l’esperienza italiana nell’affrontare la crisi. Si può dire, dunque, che l’Italia ha contribuito a salvare vite umane in Israele. Questi tre aspetti sono stati anche al centro dei colloqui avvenuti tra il Primo Ministro Netanyahu e il Presidente del Consiglio Conte durante la crisi, non¬ché del colloquio intercorso tra i Presidenti Rivlin e Mattarella. Per quanto riguarda la solidarietà, credo che quando una persona soffre per una malattia ne risenta anche il suo stato d’animo. Come ho già detto, in Israele si implementano molto rapidamente una vasta gamma di strumenti e tecnologie per affrontare la crisi. Siamo in costante contatto con una varietà di organismi,compreso l’ufficio del Commissario straordinario Domenico Arcuri e direttamente con le Regioni più colpite, in particolare la Lombardia, per trasmettere conoscenze e tecnologie appropriate. Ad esempio, in Israele è in fase di sviluppo avanzato un test economico che in un minuto rileva il CoronaVirus attraverso l’espirazione. Faremo si` che, una volta che il sistema sarà operativo, l’Italia sarà il primo Paese al di fuori di Israele a riceverlo. Inoltre, esistono collaborazioni tra organismi scientifici e tecnologici all’avanguardia per lo sviluppo di soluzioni congiunte. Ad esempio, l’Istituto Israeliano per la Ricerca Biologica sta conducendo una collaborazione con l’Ospedale Universitario Careggi di Firenze e diversi altri Istituti italiani, che potrebbero portare a una svolta decisiva nel prossimo futuro riguardo lo sviluppo del farmaco contro il CoronaVirus.

In che modo Israele sostiene il settore privato durante la crisi dovuta al CoronaVirus?

Un metodo significativo è stata la possibilità di mettere i dipendenti in Cassa Integrazione (congedo gratuito) e lo Stato copre fino al 70% dello stipendio. In effetti, circa un milione di impiegati (un quarto della totalità) è andato in Cassa Integrazione durante la crisi. Possono essere erogati fino a2500 e uro ai lavoratori autonomi i cui introiti sono diminuiti di almeno il 25%. Anche le imprese colpite dalla crisi hanno diritto a un risarcimento fino al 50% delle spese fisse, con un tetto di100mila euro. Oltre a questo, le imposte locali (imposte sulla proprietà) sono state annullate per 3 mesi per le imprese che hanno risentito della crisi. E, ancora, il pagamento delle imposte sul reddito, Iva e altri tassazioni è stato rinviato. Inoltre, sono stati istituiti due fondi statali per mutui alle imprese. Allo stesso tempo, le tre compagnie aeree israeliane (ElAl, Israir e Arkia) hanno ricevuto dei fidi specifici. Come in altri Paesi, anche in Israele ci sono alcune difficoltà nell’attuazione dei programmi e talvolta ci vuole tempo perché i contributi arrivino ai destinatari. E, come per altri Paesi, la crisi ha creato un elevato deficit di bilancio, attualmente stimato all’11%circa. I nuovi Ministri che si insedieranno in questi giorni nei Ministeri economici dovranno fare i conti con il disavanzo e il ripristino dell’economia. Fortunatamente, all’inizio della crisi Israele era in una situazione positiva dal punto di vista economico, in cui il debito pubblico era basso(circa il 60%) e il rating del credito era elevato. Inoltre, il settore dell’alta tecnologia, motore dell’economia israeliana, è un settore relativamente flessibile,che in parte contribuisce anche alla lotta contro il CoronaVirus e quindi, di fatto, è uno dei settori meno colpiti che traina l’economia.

 

 Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 25 maggio 2020

 

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