Stampa
Categoria: Interviste

L’economia messicana ha molti punti di forza, a partire dai solidi fondamentali macroeconomici: mercato composto da 130milioni di consumatori, stabilità politica, finanziaria e del tasso di cambio del peso, disponibilità di credito alle imprese, bassa inflazione, politica finanziaria rigorosa,

un rapporto debito/Pil sotto controllo. Altri fattori decisivi di attrazione sono la tradizionale apertura al commercio internazionale e la ricchezza di manodopera giovane e disponibile a un costo competitivo.

Ambasciatore De Chiara, quali sono i settori con i maggiori investimenti italiani in Messico e in cui vi e’ il potenziale piu’ interessante?

E’ difficile quantificare un dato certo. Secondo il Ministero dell’Economia messicano sul territorio nazionale sono presenti 1600aziende italiane, tra cui circa 150con stabilimenti produttivi. I piu’grandi tra questi sono situati neidistretti industriali nell’area del Bajío (Querétaro, Guanajuato,Aguascalientes, San Luis Potosí eJalisco) e nel Nuevo León. Il flusso degli investimenti esteri italiani è in significativo aumento e ha portato le nostre aziende a investire in Messico oltre 1 miliardo di dollari nel 2019,anno nel quale l’Italia si e’ attestata come il quinto paese investitore dopo Stati Uniti, Canada,Spagna e Germania. Le imprese italiane operano in tutti i settori: manifatturiero, automotive, alimentare, farmaceutico. Negli ultimi anni si è fortemente sviluppata la presenza di imprese italiane nel settore energetico, sia nelle rinnovabili che negli idrocarburi. Il futuro degli investimenti stranieri in un settore chiave come quello dell’approvvigionamento energetico dipendera’ dalla visione e dalle strategie che l’Amministrazione Lopez Obrador mettera’ in campo nei prossimi anni.

Quali sono le condizioni che permetterebbero l’espansione degli investimenti italiani in Messico?

L’aumento degli investimenti e’ legato al rafforzamento del clima di fiducia e della collaborazione tra settore pubblico e settore privato. L’entrata in vigore del nuovo Nafta con Stati Uniti e Canada gioca in questo contesto un ruolo molto significativo perche’ permette alle aziende presenti in Messico di conservare un acceso preferenziale al mercato più grande del mondo e immaginare maggiori investimenti e impiego. Un altro tassello decisivo perle imprese italiane sara’ il nuovo Accordo globale Unione Europea-Messico, le cui procedure di ratifica si dovrebbero concludere nel primo semestre 2021, grazie al quale la quasi totalità degli scambi di merci saranno esenti da dazi. Nuovi piani di investimento sono legati all’evoluzione delle condizioni di sicurezza e alla lotta alla corruzione, due sfide al centro dell’agenda del Governo di Lopez Obrador. Saranno naturalmente decisivi gli effetti di medio periodo sull’economia messicana della pandemia di Covid-19 e la capacita’ di contenerne le conseguenze piu’ dannose sul tessuto produttivo.

Qual e’ lo stato del commercio bilaterale tra Italia e Messico e quali sono le prospettive per il nostro export legate al nuovo Accordo Ue – Messico?

Le relazioni commerciali bilaterali sono molto vitali. Il Messico rappresenta uno dei principali mercati di sbocco delle merci italiane nel continente americano. Nel 2019 le esportazioni sono state pari a 4,4 miliardi di euro. Nello stesso anno il Messico ha esportato vero l’Italia beni per un valore di 872 milioni di euro, con un significativo aumento dell’8.44% rispetto al 2018. Il Messico e’ un grande acquirente della tecnologia Made in Italy. Circa due terzi dell'export italiano è infatti tradizionalmente costituito da macchinari, autoveicoli, beni industriali intermedi e prodotti ad alto contenuto tecnologico. Si tratta di esportazioni“virtuose” che rafforzano l’economia e la capacita’ di produzione del Messico. L’Italia importa dal Messico soprattutto prodotti chimici, materie plastiche, macchinari e metalli preziosi. Il nuovo Accordo Globale Ue-Messico ha una struttura ambiziosa e comprende disposizioni su sviluppo sostenibile, clima, protezione dei diritti umani e cooperazione politica. La parte piu’ sostanziosa e’ dedicata alle nuove liberalizzazioni in materia commerciale. Il testo prevede che la quasi totalità degli scambi di merci tra l'Ue e il Messico saranno esenti da dazi, anche nell'ambito del settore agricolo. La semplificazione delle procedure doganali andrà a vantaggio dell'industria dell'Unione, compresa quella farmaceutica, dei macchinari e delle attrezzature di trasporto. Si tratta di un’intesa con elementi assai positivi per l’agroalimentare italiano e, in generale, sulle potenzialità del nostro export e dei nostri investimenti produttivi (Italia 5o Paesi per investimenti stranieri lo scorso anno) in un mercato di circa 130 milioni di persone e in un sistema produttivo fortemente integrato con quello statunitense. L’accordo del 1997 copriva infatti larga parte dei prodotti industriali, ma soltanto poco più del 60% di quelli agricoli e della trasformazione alimentare, lasciando scoperti prodotti di punta del Made in Italy come pasta (dazio attuale del 20%), formaggi (dazio attuale 20%), prodotti a base di carne suina e cioccolata (dazio attuale 30%), per i quali è ora prevista la liberalizzazione, sebbene per alcuni di essi persisteranno limiti quantitativi. L’Accordo prevede inoltre il riconoscimento di 340 Indicazioni Geografiche europee, che saranno garantite contro imitazioni e contraffazioni, tra quali figurano 33Dop/Igp alimentari italiane e 31dei nostri vini.

Quali sono i progetti che l’Ambasciata sostiene con gli Stati messicani piu’ dinamici?

Sono arrivato in Messico alla fine dell’ottobre 2019 e nei primi tre mesi ho visitato Nuevo León, Queretaro e Guanajuato, tre Stati straordinari e tra i principali motori economici del paese. Sono rimasto impressionato dai programmi finanziari e fiscali che mi hanno esposto i Governatori a favore delle imprese straniere e della creazione, ormai consolidata, di distretti tecnologici e parchi industriali, che ospitano anche gli stabilimenti di molte grandi imprese italiane. Quando passera’ la fase acuta dell’emergenza sanitaria e gli spostamenti torneranno possibili,intendo visitare altri Stati a partire da Jalisco. L’Ambasciata e’ in contatto con le Segreterie di sviluppo economico di un numero crescente di Stati per valutare progetti di interesse comune e organizzare la partecipazione italiana alle principali fiere internazionali messicane(come Famex, Expo Antad & Alimentaria, Plastimagen). La Commissione bi-nazionale si riunisce ogni due anni ed e’ divisa in quattro sottocommissioni dedicate a rapporti politici, cooperazione economica, cooperazione scientifica e culturale e cooperazione giudiziaria. In secondo luogo, l’Italia ha identificato il Messico come uno dei tre Paesi in cui organizzare una Missione imprenditoriale, di cui faranno parte le principali associazioni e le piu’ importanti imprese del nostro Paese interessate a questo mercato.

In quale modo le relazioni politiche e commerciali tra Italia si differenziano da quelle degli altri Paesi dell’Unione Europea?

Le imprese italiane piu’ radicate in Messico si distinguono per l’approccio etico allo sviluppo eper i numerosi piani di responsabilita’ sociale che finanziano a sostegno delle comunita’ degli Stati in cui sono ospiti, nella convinzione che non ci sia vero sviluppo se alla crescita economica non si coniuga l’aumento del benessere e il miglioramento delle condizioni di tutti. In secondo luogo, le nostre aziende sono spesso disponibili a condividere la tecnologia e know how industriale con i partner messicani, per non creare rapporti di dipendenza ma crescere insieme su un piano di sviluppo paritario.

Qual e’ l’approccio del Governo messicano alla crisi sanitaria e quali sono le misure concepite per sostenere l’economia?

Il Governo federale ha assunto da marzo una serie di misure volte a contenere il contagio di Covid-19: chiusura anticipata delle scuole, interruzione temporanea delle attivita’ economiche non essenziali, sospensione di eventi pubblici e raccomandazione alla popolazione di restare in casa il piu’ possibile. Il Messico ha un’estensione pari a sette volte l’Italia e la pandemia registra livelli disomogenei sul territorio. Le zone piu’ colpite sono quelle ad alta concentrazione urbana e turistica (Citta’ del Messico, Puebla, Baja California, Riviera Maya). I Governatori degli Stati stanno pertanto adottando misure di contenimento variabili a seconda dell’evoluzione della curva interna dei contagi. Il programma delle riaperture seguira’ una logica scaglionata e a geometria geografica variabile. Dal 1mo giugno riprendera’ pienamente l’operativita’ di nuovi settori, come l’automotive e le costruzioni. Il Governo federale ha varato un piano di sostegno finanziario a favore delle piccole e medie imprese e concentra gli interventi dello Stato a favore dei più poveri attraverso l’erogazione di sussidi e il potenziamento dei programmi sociali. Secondo le associazioni imprenditoriali messicane le risorse messe a disposizione del settore privato non sarebbero tuttavia sufficienti e sarebbero necessari ulteriori strumenti pubblici di integrazione salariale e sospensione delle scadenze fiscali.

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 25 maggio 2020

© Riproduzione riservata