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Categoria: Interviste

Secondo la Banca mondiale,il Messico è la seconda più grande economia dell’America Latina e, secondo il Fmi, passerà da essere la 15a economia mondiale alla 7a entro il 2050. Nel 2019, il Pil si è attestato a1,16 trilioni di euro, mentre il commercio estero totale

ha superato gli 830 miliardi. “Nonostante, a causa delle gravi conseguenze non solo sulla salute, ma anche economiche e commerciali causate dal Covid-19, il commercio internazionale è diminuito drasticamente, le esportazioni del Messico nel primo trimestre2020 sono aumentate dello 0,6%rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”.

Ambasciatore de Alba Zepeda, può parlarci della situazione attuale dell’economia messicana e la sua rilevanza a livello regionale ed internazionale?

Siamo un’economia altamente diversificata, con 13 accordi di libero scambio con le principali economie del mondo, ci rendono una piattaforma logistica globale con accesso a 49 paesi, il che rappresenta un potenziale mercato di più di un miliardo di consumatori e oltre il 60% del PIL mondiale. Uno degli obiettivi dell’amministrazione del presidente Andrés Manuel López Obrador è stato quello di sostenere lo sviluppo integrale del paese, in particolare la regione sud-sud-est del Messico, attraverso programmi di promozione delle infrastrutture e una rigorosa politica di austerità, basata su una ferrea disciplina fiscale che si traduce in finanze pubbliche sane. Nel2019, il disavanzo pubblico ha rappresentato il 2,7% del Pil. Senza dubbio il Messico rappresenta un attore importante nel commercio internazionale, con un alto grado di apertura, come Lei stesso ha segnalato.

Quali altri elementi rendono il Messico una destinazione attraente per gli investitori stranieri, in questo caso ,italiani?

Il Messico è uno dei paesi con il più basso rischio paese all’interno delle economie emergenti ed è al 9no posto tra i paesi più interessanti al mondo per investimenti stranieri, tra paesi della stessa categoria, secondo l’Unctad. Nel 2019, i flussi di investimenti diretti esteri (Ide)hanno raggiunto i 30 miliardi di euro. L’economia messicana ha un enorme potenziale di crescita. Disponiamo di una moderna rete autostradale, portuale e aeroportuale, che sarà arricchita con nuovi progetti infrastrutturali,come il Treno Maya o il Corridoio Interoceanico Istmo. È un paese con una vasta rete di telecomunicazioni e tecnologie informatiche avanzate. Ne è un esempio l’annuncio di Microsoft,che investirà un miliardo di euro per aumentare la capacità dei servizi informatici in Messico. È uno dei pochi paesi che non avrà carenza di manodopera in questo decennio, la sua popolazione economicamente attiva supera i 57 milioni e ha risorse umane abbondanti e altamente qualificate. Più di 110 mila studenti si laureano ogni anno in carriere legate all’ingegneria e alla tecnologia. Nel 2019, aziende come Sicim SpA, Ufi Filters, Eni, Magaldi, Campari e Atlantia hanno annunciato nuovi progetti di investimento in Messico. Nei primi due mesi del 2020, è stato rivelato che Prysmian ha vinto un appalto per il cablaggio della rete intelligente con la Commissione Federale di Elettricità. Vi è una forte presenza di aziende italiane in Messico, in diversi settori, tra cui emerge quello energetico.

Cosa può dirci della partecipazione di Eni, ad esempio, nell’esplorazione delle coste messicane?

Come risultato dell’apertura commerciale e di un solido quadro giuridico, oltre 1.600 aziende italiane sono attive in Messico. Come Ambasciatore del Messico in Italia, è una grande soddisfazione sottolineare che l’Eni è stata la prima azienda a produrre dopo l’approvazione della riforma energetica. È un fatto storico che intensifica e approfondisce ulteriormente i legami tra le nostre economie. L’Eni è uno dei gruppi energetici più grandi al mondo ed i suoi progetti di esplorazione continuano a dare i suoi frutti, come dimostra la scoperta lo scorso febbraio di un nuovo giacimento nel Golfo del Messico.

Il primo luglio entrerà in vigore il nuovo accordo di libero scambio tra Canada, Messico e Stati Uniti. Quali sono le opportunità di commercio e investimenti che questo strumento offre alle aziende italiane?

Il T-Mec, o nuovo Nafta A,rappresenta un vero e proprio progetto di integrazione tra le tre economie nordamericane, che rappresentano il 16,3% del commercio internazionale, oltre al27% del Pil a livello globale e comprendono quasi 520 milioni di persone. Comprende argomenti importanti come le agevolazioni doganali e commerciali, i settori farmaceutico, e di commercio digitale, il lavoro e le questioni ambientali, le Pmi, la proprietà intellettuale, la competitività e la lotta alla corruzione. Con esso si stabilirà la regione più competitiva al mondo, con nuove regole per un’economia digitale, oltre a sviluppare strumenti per attuare iniziative che rafforzano la competitività, la formazione e promuovono una maggiore partecipazione delle Pmi, promuovendo allo stesso tempo lo sviluppo tecnologico e la registrazione dei brevetti, nel rispetto della proprietà intellettuale. Oltre ai settori tradizionali come quello automobilistico o elettrico-elettronico, il T-Mec offre opportunità in settori come logistica e infrastrutture, agricoltura, pesca, turismo, trasporti,farmaceutico, chimico, tessile,moda, arredamento, gioielleria,aerospaziale, telecomunicazioni e informatica, servizi, minerario ed energia. Nel Nord America ci sarà un nuovo mercato dell’energia libera, che costituirà il più grande e importante hub energetico del mondo, e per il settore automobilistico sarà necessario che il 75%della composizione del veicolo provenga dal Nord America, anziché il 64%. Ciò rappresenta un incentivo per le aziende italiane a produrre in Messico ed avere così accesso diretto ai tre mercati. Nell’agroalimentare, vorrei sottolineare il caso di prodotti come vino e olio, il cui consumo in Messico è in aumento. Ciò potrebbe tradursi in maggiori opportunità commerciali e di investimento.

Recentemente si sono conclusi anche i negoziati relativi al nuovo Accordo Globale tra il Messico e l’Unione Europea, cosa ci può dire sui vantaggi di questo trattato?

La prima versione dell’accordo globale, o Tlcuem (ndt. per le iniziali in spagnolo), ha permesso all’Italia di consolidarsi come terzo partner commerciale del Messico tra i paesi dell’Unione Europea, trasformandolo nel destino principale per le esportazioni italiane in America Latina. Secondo il Ministero dell’Economia del Messico, il nostro paese acquista dall’Italia più dell’Argentina, del Brasile e del Cile insieme. Dal 1999 ad oggi, il commercio tra i due paesi è cresciuto del 420%, passando da poco più di 1.650 milioni di euro a 6.950milioni. Sono sicuro che questi numeri continueranno ad aumentare, poiché il nuovo accordo creerà opportunità per i prodotti agricoli, nonché settori come acquisti governativi, regole di origine, misure sanitarie, commercio elettronico, buone pratiche normative, sviluppo sostenibile e capitalizzazione commerciale. Ci saranno anche nuove opportunità nei servizi finanziari, nel commercio digitale e nelle telecomunicazioni. Oltre alle nuove disposizioni su trasparenza, non discriminazione, anticorruzione, pratiche monopolistiche e un capitolo speciale di cooperazione tra Pmi. Il 99% dei prodotti sarà commercializzato senza dazi tra l’Ue e il Messico. Ciò include l’esenzione fiscale per oltre l’85% del commercio agroalimentare. Verranno eliminati i dazi su prodotti come pasta, cioccolata e dolci, formaggi erborinati, frutta in conserva,pollo, maiale e manzo. Il Messico ha deciso di estendere la protezione ad altre 340 identificazioni geografiche europe e (ig), principalmente vini e prodotti alimentari, che si aggiungono ai 110 dell’accordo precedente. Da parte sua, l’Ue riconosce l’ig di 20 prodotti messicani, in particolare frutta e cereali. È stato inoltre concordato di mantenere il valore minimo del 60% della norma sull’origine del contenuto regionale per le nuove auto, il che rende ancora più interessante la produzione in Messico. Per quanto riguarda l’accordo sugli acquisti del governo, vorrei sottolineare che è la prima volta che il Messico ha aperto ad un accordo commerciale gli acquisti pubblici di almeno 16 Stati. È consigliabile che le aziende interessate a partecipare ai processi di appalto pubblico inizino ad analizzare le esigenze dei mercati degli stati.

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 25 maggio 2020

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