Fin dall’inizio della crisi e nonostante il confinamento im­posto dal governo belga, la Ca­mera di Commercio Italiana a Bruxelles è sempre stata operati­va. In particolare, la Camera è stata a disposizione dei propri so­ci e delle aziende italiane attra­verso l’organizzazione

di nume­rosi webinar focalizzati, tra gli altri, sulle misure del governo belga a sostegno delle imprese,le procedure per aprire un’atti­vità in Belgio e come redigere i contratti nel periodo di crisi co­vid-19. Attività a supporto delle im­prese realizzate altresì dalla Ca­mera di Commercio Italo-Lus­semburghese, di cui sono Presi­dente, alcune delle quali in stret­ta collaborazione con la Ccie di Bruxelles, nella fattispecie per quanto riguarda le iniziative ine­renti al comparto agroalimenta­re e Horeca fondamentali per ri­lanciare un settore che ha soffer­to molto in questo periodo sia in Belgio che Lussemburgo . Inoltre, in qualità di Rappre­sentante delle 32 Camere di Commercio Italiane in Europa,su un totale di 82 nel mondo,posso testimoniare di un’intensa attività di collaborazione tra le Camere europee, e non solo, che hanno ritenuto indispensabile in­contrarsi virtualmente per af­frontare le problematiche relati­ve all’attuale situazione com­plessa e si sono scambiate delle pratiche di buon lavoro risultate poi anche in sinergie. Riunioni che continuano certamente con l’impulso di identificare progetti congiunti per la ripresa sia in ambito commerciale che in pro­getti europei”.

Presidente Morvilli, anche nel Belgio il coronavirus ha fat­to e sta facendo diversi danni all’economia del Paese. Come hanno/stanno reagendo le im­prese?

Le imprese in Belgio hanno reagito mediamente molto bene alla crisi del covid e al confina­mento imposto dal governo bel­ga, organizzandosi in smartworking, modalità di lavoro tra l’altro già molto diffusa in Bel­gio, e cercando di garantire una normale erogazione dei servizi. Inoltre, molte aziende e attività,beneficiando delle misure del go­verno, sono riuscite a ridurre l’impatto della crisi e hanno avuto la capacità di organizzarsi creando o potenziando il servizio di vendita online e consegna a domicilio o ritiro presso il punto vendita. Per quanto concerne il settore horeca dove la presenza italiana in Belgio è molto forte, i risto­ranti già organizzati in modalità vendita online hanno proseguitola loro attività tramite le piat­taforme dedicate (Deliveroo, Ubereats) mentre altri non pre­senti su queste piattaforme o non abituati alla vendita online si so­no organizzati per garantire la delivery o il ritiro delle pietanze presso il ristorante.

A proposito di coronavirus, quali sono i finanziamenti e progetti europei messi in cam­po nel Paese?

Il Belgio è stato molto reatti­vo per quanto riguarda finanzia­menti e misure a supporto alle imprese impattate dal coronavi­rus, tra gli altri, tramite la facili­tazione al ricorso da parte delle aziende alla formula della disoc­cupazione temporanea, recente­mente estesa almeno fino ad ago­sto e potenzialmente anche oltre ma solo per alcuni settori specifiici rimborsi. sono state ritardate le scaden­ze per il pagamento da parte dei datori di lavoro dei contributi previdenziali a favore dei lavora­tori e le scadenze per il versa­mento dell’Iva. Inoltre, per i la­voratori autonomi, il Governo belga ha dato loro la possibilità di ricevere un contributo forfetta­rio in caso di interruzione della propria attività a causa del covid. Da menzionare altresì un bonus ad hoc di 4000 euro per la regio­ne di Bruxelles e delle Fiandre e di 5000 euro per la Vallonia alle aziende che sono state costrette ad interrompere la propria atti­vità. Infine vi sarà l’accesso ai fondi del Fei, Fondo Europeo In­vestimenti.

In tema di finanziamenti/agevolazioni, ci sono settori o aree maggiormente interessa­te?

Il Belgio, ed in particolare la regione di Bruxelles Capitale, ha riservato una particolare atten­zione per il settore alberghiero e horeca, quest’ultimo particolar­mente ricco di ristoranti ed atti­vità di matrice italiana, tramite agevolazioni messe a disposizio­ne e consistenti in prestiti a tasso agevolato e moratoria sui rim­borsi. La Vallonia invece ha ga­rantito una serie di interventi d i sostegno indiretto alle imprese(anche non Pmi) consistenti informe di garanzia di vario impor­to dei prestiti bancari (fino al75% su nuove linee di credito a breve termine) ed in prestiti fino a 200.000 euro per sostenere il flusso di cassa aziendale.

In questa fase, quali sono i settori dove il nostro sistema imprenditoriale può registrare un balzo in avanti nello scam­bio commerciale?

Facendo un rapido confronto tra il primo trimestre 2019 e2020 possiamo constatare che i settori dove lo scambio commer­ciale tra Belgio e Italia ha fatto un balzo in avanti interessante sono quello farmaceutico, che ha registrato un aumento del 38%,dei prodotti chimici e dell’agroa­limentare con un +12%. Dati cer­tamente incoraggianti ma che purtroppo hanno subito una bat­tuta d’arresto nel mese di aprile dove si è registrato un -12,8%globale di export italiano rispetto ad aprile 2019. Si tratta tuttavia di settori sui quali le aziende ita­liane possono certamente puntare nella fase di ripartenza, con par­ticolare attenzione al comparto agroalimentare tenendo conto del legame storico che lega i due paesi, la presenza di un’impor­tante comunità italiana in Belgio e le numerosissime attività di im­port di prodotti italiani e ristora­zione presenti.

 

 

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 29 giugno 2020

 

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