Negli ultimi anni, “Siamo stati una delle economie con più rapida crescita nell'Ue”. Para­dossalmente,“Siamo stati un po' ostacolati dalla situazione del mercato del lavoro. La nostra di­soccupazione al 2,3% ed è stata tra le più basse dell'Ue. In alcuni settori si avverte

la carenza di manodopera” - “Siamo un paese industriale,l'industria rappresenta il 37,8%dell'economia ceca. La nostra economia è significativamente aperta ai rapporti commerciali con tutti i continenti, ma la mag­gior parte della nostra produzio­ne è destinata all'esportazione verso i paesi dell'Ue. Abbiamo,infine, un sistema di istruzione molto solido a tutti i livelli, che è cruciale per l'economia sia ora che in futuro”.

Ambasciatore Hubáčková,tutti noi abbiamo trascorso e stiamo trascorrendo una situa­zione che va oltre la vita che abbiamo conosciuto finora. Lei, che cosa ha imparato?

Soprattutto, abbiamo tutti im­parato che, nonostante il nostro mondo stia cambiando a un ritmo senza precedenti e che le nuove tecnologie ci stiano offrendo una vita sempre più confortevole,non siamo ben preparati alle mi­nacce che possono scuotere que­sto mondo e chiedere sacrifici crudeli per vite umane. Abbiamo scoperto che sottovalutiamo mol­te cose: ci siamo resi conto, che il mondo non è solo virtualmente connesso, ma molto tangibile. Abbiamo anche scoperto di aver perso alcune produzioni strategiche, i cui prodotti ci man­cano in situazioni eccezionali. Speriamo che il peggio sia finito e che l’attuale forte consapevo­lezza della necessità di un cam­biamento non si dissipi nelle preoccupazioni quotidiane.

Quanto pensa che cambierà il nostro mondo?

Stiamo già sperimentando quel cambiamento. Tendenze che potrebbero essere descritte alcuni mesi fa come tendenze emergenti o future sono diventate una realtà quasi dall’oggi al domani. Ab­biamo fatto un salto significati­vo, possiamo dirlo anche contro la nostra volontà. Il lavoro intel­ligente, il ritmo più veloce della digitalizzazione, la trasformazio­ne dei negozi in e-commerce, l’uso delle tecnologie di comuni­cazione, la tele medicina hanno cambiato il nostro funzionamen­to e probabilmente rimarranno nella nostra vita. Allo stesso tem­po, tuttavia, abbiamo ricordato l’importanza dei legami sociali,l’indispensabilità del contatto umano, l’importanza delle nostre radici e l’importanza della fami­glia.

La nostra esperienza si ri­fletterà nelle relazioni e negli scambi internazionali?

È un’altra esperienza che ci portiamo da ciò che abbiamo ap­pena vissuto. Ci è stato ricordato quanto dipendevamo l’uno dal­l’altro. Non solo come persone,ma anche come stati. Ci è stata ricordata l’importanza di un’Eu­ropa unita, della nostra coopera­zione, del mercato unico. Nella nostra vita personale, non possia­mo fare a meno della buona vo­lontà dei nostri vicini; in politica e commercio, le nazioni non pos­sono fare a meno della coopera­zione e del sostegno di ciò che li circonda. Il nostro commercio bi­laterale non si basa sul semplice vantaggio comparativo e sulle possibilità del mercato unico del­l’Ue, si basa su ampi legami sto­rici e multilaterali che sono stati a lungo una parte importante del­la nostra coscienza comune. L’Italia è tradizionalmente uno dei principali partner com­merciali della Repubblica Ceca. Il fatturato del commercio bilate­rale è cresciuto costantemente negli ultimi sette anni e ha supe­rato due anni fa il record di13mld di euro. Nel 2019, l’Italia è stata al 6 ° posto nella bilancia commerciale (dopo Germania,Cina, Polonia, Slovacchia, Fran­cia), 5 ° nelle importazioni nella Repubblica Ceca e si è collocata al 7° -8° posto (con i Paesi Bas­si) nelle esportazioni dalla Re­pubblica ceca

Le cifre parlano di un con­tinuo e imminente declino del commercio internazionale, al­meno nella prima metà di que­st’anno. Le relazioni commer­ciali cambieranno o continue­remo da dove eravamo rima­sti?

È difficile ricominciare esat­tamente da dove eravamo rima­sti, perché ci sono stati cambia­menti sui quali dovremo riflette­re. Ma ciò offre anche nuove op­portunità. Forse allacceremo ai legami costruiti durante la pan­demia. Nel marzo 2020, il gover­no ceco ha fatto una donazione di dispositivi di protezione all’I­talia di 10mila di tute protettive per medici nella lotta contro Co­vid-19 e di mezzo milione di ma­scherine. Naturalmente apprez­ziamo anche la solidarietà dell’I­talia con la Repubblica Ceca. Non dimentichiamo che l’Italia era in prima linea nella lotta con­tro il coronavirus, noi abbiamo avuto un po’ più di tempo per prepararci e anche per lavorare con maggiori informazioni, che all’inizio dell’epidemia l’Italia non aveva. Alcune regioni, università e aziende ceche hanno preso parte negli aiuti della Repubblica Ceca all’Italia. Abbiamo condiviso con l’Italia nuove tecnologie e know-how nella produzione di dispositivi di protezione. Abbia­mo offerto di utilizzare la nuova tecnologia di nano filtri. Quindi,per tornare alla Sua domanda. Ricominciamo, quindi, con una certa misura, ma ci concentrere­mo di più su tecnologie e prodot­ti con valore aggiunto più elevato che ci differenziano dai mercati del lavoro a basso costo.

L’industria automobilistica svolge un ruolo importante sia in Italia che nella Repubblica Ceca. Quali altri settori ritieni importanti?

Škoda Auto è una delle aziende di maggior successo nel­la Repubblica Ceca. L’ingegneria meccanica con­tinua a essere un generatore es­senziale del nostro Pil, ma si stanno anche sviluppando nuovi campi relativi a una vasta gamma di processi di automazione e di­gitalizzazione. Siamo uno dei paesi che ha un forte profilo nel campo delle nanotecnologie. 16 anni fa, l’U­niversità tecnica di Liberec è riu­scita a sviluppare una tecnologia unica nell’ambito mondiale che consente la produzione industria­le di tessuti non tessuti fatti di nanofibre, che vengono utilizzati in numerosi settori dall’assisten­za sanitaria all’industria automo­bilistica, energia, edilizia, co­smetici e protezione ambientale.

Le nanotecnologie sono una nuova industria. Può dare esempi specifici?

Ad esempio, i rivestimenti autopulenti nanotecnologici, in­ventati dallo scienziato ceco JanProcházka e forniti dalla società Fn-Nano, sono unici al mondo. Proteggono le superfici degli edi­fici, compresi i monumenti stori­ci, e con l’utilizzo delle radiazio­ni UV solari riescono compensa­re nei centri urbani gli effetti ne­gativi degli ossidi di azoto e del­le emissioni, rimuovono i gas serra e le emissioni di sostanze cancerogene e altre sostanze tos­siche nell’aria con l’efficienza che non ha nessun altro prodotto nel mercato mondiale. IQ Struc­tures è la prima e finora l’unica azienda di nanotecnologia al mondo ad aver sviluppato e pro­dotto la nanoottica. L’azienda Nanopharma è in grado di pro­durre tessuti umani sostitutivi tramite le nanofibre. L’azienda Contipro utilizza nanofibre di acido ialuronico,che forniscono sostanze anti-età alla pelle. La forma nano SPACEdell’azienda produce biancheria da letto antiacaro con membranain nanofibra per chi soffre di al­lergie. E per il momento, Wpasta producendo maschere protet­tive con nano filtri. Questi sono solo esempi, ma illustrano quan­to è estesa questa tecnologia.

Può ancora delineare la composizione del nostro scam­bio commerciale reciproco?

Nel 2019, dopo sette anni di continua crescita, il nostro com­mercio bilaterale ha superato il valore di 13mld di euro. La Re­pubblica Ceca è uno dei pochi paesi al mondo che ha mantenuto a lungo un saldo commerciale positivo con l’Italia. In termini percentuali, il fatturato su base annua è cresciuto nell’anno 2019dell’1,75%, che è inferiore ri­spetto all’anno precedente, quan­do la crescita ha raggiunto il3,2%. Il volume totale delle esportazioni dalla Repubblica Ceca verso l’Italia ha raggiunto il valore di 6,76 miliardi di euro e la crescita su base annua ha subi­to un rallentamento. Le esporta­zioni ceche sono leggermente di­minuite (in termini assoluti di circa 130 milioni di euro) rispet­to alle importazioni dall’Italia,che ha raggiunto un volume di6,47 miliardi di euro.

Probabilmente possiamo anche trovare una quantità si­gnificativa di investimenti in entrambi i paesi?

Le società italiane sono pre­senti tra l’altro nell´industria au­tomobilistica, chimica, tessile,ingenieria meccanica o elletro­produzione. Troviamo investi­menti anche nell’industria ali­mentare. Nel settore finanziario,sono presenti già dagli anni No­vanta l’istituto bancario Unicre­dit Bank e l’assicurativo Genera­li. In Italia invece, il gruppo energetico industriale Eph è di­ventato uno dei piu importanti produttori di elettricità. Oltre le attività del gruppo in altri paesi nel mondo, tramite la società EpProduzione gestisce in Italia dal2015 una capacità di generazio­ne complessiva di 4,3 GW attra­verso cinque impianti a gas (al Nord ed in Sicilia) e uno a carbo­ne (in Sardegna). Nel 2017, Ep Produzione ha ampliato le sue attività acqui­stando due centrali a biomassa in Calabria e diventa un attore im­portante nella produzione di elet­tricità da biomassa. Negli ultimi anni stiamo regi­strando delle attività di investi­mento anche nei settori sanitario(azienda Dr. Max), dei media e dell’intrattenimento (la holding Czech Media Invest) e delle lot­terie (il gruppo Sazka).

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 27 luglio 2020

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