John Lennon scriveva chela vita è quello che accade men­tre si è occupati a programmare altro. Il 2019 aveva segnato un an­no record, con un interscambio fra Italia e Repubblica Ceca che aveva sfiorato i 13,3 miliardi di euro, ben bilanciati fra import ed export. Dall'Italia sono arrivati

soprattutto macchinari (oltre680 milioni di euro), componen­tistica automotive (380 milioni) e siderurgia (337 milioni), ma an­che plastica, prodotti chimici e altri prodotti in metallo.

Fra le importazioni dalla Re­pubblica Ceca invece la parte del leone è stata dell'automotive,con oltre un miliardo di euro, se­guito da macchinari (678 mil­ioni) e tabacco (414 milioni),oltre a computer, apparecchi elettrici e prodotti chimici”.

Ambasciatore Nisio, quale impatto ha avuto il Coron­avirus sulle imprese italiane in Repubblica Ceca?

Il 2020 era sul binario giusto verso la riconferma, anche se non mancavano alcuni segnali di rallentamento congiunturale. Ahimè, lo tsunami Covid ci ha colpito in maniera imprevedibile e con conseguenze di cui non ab­biamo ancora le esatte pro­porzioni. Sappiamo solo che l'impatto è fortissimo. Gli associati della Camera di Commercio e dell'Industria italo-ceca (Camic) registravano a fine maggio un buon successo nel­l'ammortizzare il colpo senza conseguenze estreme, con un29% dei suoi associati che aveva dovuto chiudere temporanea­mente tutta l'attività, e un altro21% che è ricorso a una chiusura parziale. Nello stesso periodo,ben il 42% aveva dichiarato di non aver fatto richiesta di misure di sostegno dello Stato ceco per­ché non ne aveva bisogno. Spero che la resilienza delle imprese italo-ceche sia confermata anche nella seconda metà dell'anno, ma dovremo anche essere pronti a fare i conti con uno scenario più degradato. Da questa panoramica tutto sommato incoraggiante non emerge tuttavia la forte sofferen­za a cui sono sottoposti alcuni settori, primo fra tutti quello HoReCa, con situazioni partico­larmente drammatiche nei terri­tori a più alta vocazione turistica,come il centro di Praga, rimasti improvvisamente deserti per lunghi mesi. Ci auguriamo che le condizioni epidemiologiche con­sentiranno una ripresa convinta dei flussi turistici, mentre nel frattempo sarà per lo più la do­manda interna a sostenere al­berghi e ristoranti. Specular­mente, gran parte del milione cir­ca di cechi che ogni anno si re­cano in Italia non ha potuto at­traversare le Alpi quest'anno, con grande detrimento per il nostro settore ricettivo. Ragione in più per continuare ad attirare i turisti cechi verso il nostro Paese, an­che attraverso l'importante piano promozionale che Enit sta sviluppando.

Quali sono state le attività dell'Ambasciata durante il confinamento?

Abbiamo dedicato le setti­mane iniziali della crisi soprat­tutto all'assistenza consolare e ad aiutare i connazionali che cerca­vano di rientrare in Italia. Per fare questo abbiamo lavorato su tre assi. Il primo è stato quello dell'informazione. Il secondo asse è stato la promozione di soluzioni di trasporto, in collabo­razione con Alitalia, Unità di Crisi della Farnesina e una ditta privata di trasporto passeggeri che ha assicurato collegamenti sicuri con l'Italia. Il terzo asse è stata la collaborazione con le Autorità ceche, italiane, ma an­che (attraverso le Ambasciate diVienna e Berlino) austriache e tedesche, per facilitare i passaggi da e per l'Italia. Finita la fase prettamente emergenziale abbiamo mantenu­to un'interazione potenziata con la nostra utenza abituale. Abbi­amo però cominciato a pensare anche al "dopo", impostando lo slittamento del programma 2020all'anno prossimo e avviando un ciclo di incontri - sia virtuali sia con dei tête à tête “in presenza” -con interlocutori istituzionali ad alto livello. Con loro abbiamo provato a fare un punto di situ­azione, immaginando come sviluppare le relazioni bilaterali in un mondo post-Covid. Questi contatti hanno confermato l'inter­esse reciproco ad approfondire la cooperazione economico-com­merciale con particolare atten­zione al settore sanitario, all’alta velocità ferroviaria e all’indus­tria spaziale e ad esplorare nuove forme di dialogo in settori ad alta tecnologia finora meno sfruttati,quali, ad esempio, le nanotec­nologie. Insieme agli alti inter­locutori si è infine predisposto un programma di eventi “in pre­senza” - su tematiche di successo- che dovrebbero ripartire non appena la situazione epidemio­logica lo potrà consentire.

Quali iniziative avete in ser­bo per i prossimi mesi?

L'andamento erratico della situazione epidemiologica riduce lo spettro delle attività pro­grammabili con sufficiente an­ticipo, ma abbiamo fatto tesoro delle capacità di interazione da remoto che abbiamo sviluppato nei mesi scorsi e che ci con­sentono di impostare, con un buon grado di prevedibilità, una serie di importanti webinar. Si tratterà in particolare di appunta­menti online dedicati a sicurezza cibernetica (settore che è salito alla ribalta con l'improvvisa es­plosione del ricorso al lavoro ag­ile e alle videoconferenze, con importanti ripercussioni anche in tema di sicurezza nazionale) e -come dicevo poc’anzi - alle nan­otecnologie, altro macro ambito in cui esiste un potenziale in­espresso di collaborazione fra le eccellenze iper-specializzate di Italia e Repubblica Ceca.  Accennavo prima all'attività promozionale "in presenza", che abbiamo dovuto - per forza di cose - interrompere temporanea­mente. Per quest’anno contiamo di confermare la Settimana della Cucina italiana nel mondo, in una configurazione compatibile con le condizioni epidemio­logiche dell'autunno, così come il Festival del Cinema e forse un evento spaziale su cui potremo tuttavia iniziare a lavorare solo dopo l’estate. Ciò che invece non è stato possibile organizzare per quest'anno l'abbiamo quindi rin­viato all'anno prossimo. In parti­colare, abbiamo spostato al 2021la partecipazione "rafforzata" del Sistema Italia alla Fiera dei Macchinari di Brno prevista peril 2020, che sarà invece il fiore all'occhiello del prossimo anno con l'allestimento - in collabo­razione con Ice-Agenzia, Camice Ministero degli Esteri ceco – di un "Padiglione Italia" nel quale tenere presentazioni di imprese italiane, ricevere delegazioni isti­tuzionali, offrire immagini e pro­poste turistiche, proporre mo­menti enogastronomici, promuo­vere le nostre startup, consentire incontri B2B, il tutto in un ambi­ente conviviale in cui esprimere al meglio il nostro "vivere all'i­taliana". Il progetto vuole dareun taglio innovativo alla presen­za italiana alla Fiera MSV che negli anni passati ha visto parte­cipare fino a 80.000 visitatori. Gli oltre 70 espositori italiani po­tranno quindi utilizzarlo per i propri eventi. In aggiunta quindi agli sforzi coordinati di Ambas­ciata, Ice-Agenzia e Camic, ci aspettiamo una collaborazione importante anche da parte delle aziende espositrici e dell’Enit in un’ottica di sistema che - quandola mettiamo in pratica - ci è sem­pre amica.  Insomma, nel corso di queste settimane stiamo piantando di­versi semi, e sono convinto che concretizzeremo la maggior parte di questi progetti. Se invece dovessimo fare fronte a nuove ondate di contagio o ad altre eventualità imprevedibili adatter­emo ancora una volta il nostro lavoro alle circostanze per con­tinuare a sostenere comunque le relazioni economico-commer­ciali fra Italia e Repubblica Ceca che, non dimentichiamolo, sono floride e risalgono nei secoli.

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 27 luglio 2020

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